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La spina nel Finco
Fenomenologia del consigliere comunale Manuel Remonato, candidato più votato alle amministrative e giovane emergente della politica bassanese, obiettivo di reazioni particolarmente pesanti di sindaco e maggioranza
Pubblicato il 25 nov 2024
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Lo scorso sabato 17 novembre, come ben sapete se siete nostri affezionati lettori, si è tenuta a San Lazzaro la conferenza stampa del consigliere comunale e residente in quartiere Manuel Remonato, attorniato da un nutrito stuolo di cittadini, sulla questione dei nomadi e anche sul mancato rinnovo dopo un anno del Consiglio di Quartiere.
Rientrato a casa, per scrivere l’articolo ho cercato alcune informazioni sulla “piazzola di sosta per i carriaggi di abitazione degli esercenti di attività di spettacolo viaggiante” di via Prè a San Lazzaro, vicino al depuratore, dove attualmente l’amministrazione comunale ha trasferito la famiglia nomade che si era stanziata nei mesi scorsi nell’area camper del parcheggio Gerosa.
Mi ricordavo che ne avevo già scritto in un mio precedente articolo, quello sulla mitica conferenza stampa itinerante dell’allora consigliere comunale Stefano Facchin, tenutasi proprio un anno fa a San Lazzaro per segnalare i tre problemi che allora preoccupavano il quartiere: la costruzione dell’antenna telefonica vicino al campo sportivo, il cantiere dell’autolavaggio in strada Cartigliana e per l’appunto la piazzola di sosta per i nomadi. Sono quindi andato a rileggermi quell’articolo e ho notato una cosa che mi era sfuggita dalla memoria.
Manuel Remonato alla conferenza stampa del 17 novembre a San Lazzaro (foto Alessandro Tich)
In via Colombi, laterale di strada Cartigliana, dove la società telefonica Iliad aveva già installato le transenne del cantiere dell’antenna ovvero stazione radiobase, assieme a Facchin si era radunato un gruppo di residenti della zona.
Tra questi, come avevo scritto in quel reportage, c’era anche “il giovane residente Manuel Remonato”, che poi ho anche immortalato in una foto di gruppo.
Remonato non solo era presente per testimoniare la sua contrarietà al progetto, ma aveva anche parlato coi cronisti.
Questa è stata una delle sue dichiarazioni, riportate in virgolettato nel mio pezzo:
“Qua dobbiamo domandarci: ma quale società vogliamo costruire? Anche il Comune: una parte è di serie A e una parte di serie B? Un campo sportivo, in cui vengono a giocare dei ragazzi, è un posto di relazioni e noi ci andiamo a costruire un’antenna telefonica.”
E ancora: “Qua la gente ci vive e la gente vuole vivere a San Lazzaro perché ci tiene a San Lazzaro. E la gente si sta muovendo per un motivo, e non perché è la gente del “no”.”
Ma non è tutto, perché verso la fine di quell’articolo avevo anche scritto quanto segue:
“L’animata mattinata a San Lazzaro si conclude con il giovane residente Manuel Remonato che rinfaccia a Facchin davanti a tutti di essere uscito allo scoperto soltanto adesso che si avvicina la campagna elettorale e Facchin che gli risponde per le rime affermando che è stato sempre una voce libera all’interno della maggioranza ma che finché ricopriva il ruolo di presidente del consiglio comunale non poteva esternare le sue posizioni.”
Ah, però: era davvero tosto questo “giovane residente Manuel Remonato”, del cui intervento a quell’incontro con la stampa per il San Lazzaro Problem Tour di Facchin mi ero dimenticato.
E che fosse un tipo in gamba, ne erano probabilmente consapevoli le 636 persone che hanno scritto il suo nome sulla scheda, facendone il candidato più votato in assoluto delle elezioni amministrative bassanesi.
Tutto il resto è cosa nota, perché dalla campagna elettorale in poi - con le altrettanto mitiche conferenze stampa della lista civica è il Momento e quindi in seguito alla sua elezione in consiglio comunale - Manuel Remonato è comparso in maniera costante nelle cronache politiche di Bassanonet.
Oggi è uno dei tre consiglieri di minoranza di è il Momento, la lista “rivelazione” e maggiormente gradita dagli elettori al primo turno del voto comunale.
In quanto consigliere più votato ha inoltre iniziato il mandato amministrativo presiedendo il primo consiglio comunale nella veste di “consigliere anziano”, nonostante la giovane età, ed è stato successivamente eletto vicepresidente del consiglio comunale medesimo.
Ha sempre dichiarato la propria apertura “al dialogo e alla collaborazione con l’amministrazione”, al punto da votare favorevolmente le linee programmatiche del sindaco Finco assieme ai due colleghi del suo gruppo consiliare e da affermare più di una volta che “è il Momento è un gruppo di minoranza, non di opposizione”.
Eppure, ad appena cinque mesi dall’insediamento della giunta comunale e quindi dalla partenza effettiva del mandato amministrativo 2024-2029, alcuni attacchi e reazioni particolarmente pesanti dal fronte di maggioranza e di governo cittadino, tendenti a screditarne la credibilità, hanno riguardato lui.
È stato lui, in altre parole, a finire nel mirino dei lanciamissili di centrodestra che lo hanno identificato come bersaglio mobile.
E allora è il Momento di capire il perché.
Un pivello e un bugiardo.
È la sintesi delle caratteristiche attribuite a Manuel Remonato dai due missili terra-terra lanciati nei suoi riguardi dalla stanza dei bottoni di via Matteotti.
Il primo si è riferito al noto caso della mozione sulla Polizia Locale, da lui firmata assieme ad altri, presentata al consiglio dell’Unione Montana e poi fatta ritirare all’ultimo momento per un vizio di forma dai superburocrati di Palazzo che nella mozione avevano ravvisato la forma ibrida dell’interrogazione.
Da questo episodio è scaturito un duro comunicato stampa del consigliere di maggioranza Luca Faccio (gruppo Finco Sindaco) che ha preso di mira il collega di minoranza con toni persino umilianti:
“Remonato dovrebbe prestare maggiore attenzione a come scrive i documenti, anziché scaricare la responsabilità sulla maggioranza. È grave che un consigliere comunale non sappia redigere un documento.”
Questa è stata dunque la modalità “pivello”. Passiamo adesso alla modalità “bugiardo”.
A seguito delle dichiarazioni rese in conferenza stampa da Remonato a San Lazzaro sul caso nomadi (“dopo una riunione che ho avuto tre mesi fa col sindaco, con l’assessore alla Sicurezza e col comandante della Polizia Locale, è seguito il silenzio”), il sindaco Finco ha voluto sbugiardarlo rivelando che a un successivo incontro da lui indetto a settembre sulla questione nomadi il consigliere di è il Momento, che era stato convocato, è risultato assente.
Per la serie: parli parli ma poi…
Ne è seguita la controreplica di Remonato che ha informato di avere giustificato via mail quell’assenza, essendo arrivata la convocazione “solo poche ore prima” e coincidendo quell’incontro coi suoi impegni di lavoro fuori città, e ha dichiarato la propria “tristezza di fronte a un sindaco che manipola la realtà”.
Scrivo questo editoriale anche perché qualcuno mi ha girato su WhatsApp un intervento, dedicato al trattamento riservato a Remonato, postato su Facebook da quel capitano di lungo corso della politica bassanese che risponde al nome di Dario Bernardi.
“Da piccoli - scrive Bernardi - giocavamo a “chi ha paura dell’uomo nero?” per le strade di Bassano, allora perlopiù sterrate e senza lampioni.”
“Da 60enne e oltre - continua - ora mi chiedo “chi ha paura di Manuel Remonato?” visto che già in questi primi mesi di nuovo governo cittadino non sono mancate pubbliche e altisonanti reprimende al neoconsigliere comunale, il più votato in città e leader comunitario della prima lista (partito) di Bassano?”.
“Manuel non ha bisogno di difese - conclude il post -, ma l’augurio può essere gradito; ovvero di rimanere quello che è: energia viva e appassionata, rispettosa delle istituzioni e di chi le rappresenta.”
Si tratta sicuramente di un intervento “di parte” perché Dario Bernardi è un sostenitore dietro le quinte della lista civica è il Momento.
Tuttavia, rappresenta una conferma di quanto ho scritto sopra e anche un ottimo spunto per le mie riflessioni conclusive.
Appare alquanto singolare, infatti, che le “pubbliche e altisonanti reprimende” citate da Bernardi si siano concentrate ad personam sulla figura del giovane consigliere di minoranza.
Per il semplice fatto, dimostrato sia in campagna elettorale che in questo quasi primo semestre di amministrazione comunale, che Manuel Remonato non è un “accentratore” malato di protagonismo.
Fa parte della stessa filosofia di è il Momento, movimento civico che predilige la partecipazione e condivisione di gruppo, in altre parole il lavoro di squadra, e non la guida del singolo e solitario leader della situazione.
Non è neppure il capogruppo consiliare di è il Momento, ruolo affidato alla coriacea ed altrettanto giovane consigliera Giulia Moro. Entrambi si dividono e insieme condividono i compiti da svolgere a Palazzo, in un percorso di crescita integrato dall’apporto di saggezza e di equilibrio del terzo consigliere Gianni Zen, uno che gli esami di maturità dei suoi studenti li ha conosciuti molto bene.
Tutta questa attenzione nei confronti di Remonato per voce del sindaco e di alcuni colonnelli di maggioranza rischia tuttavia di produrre l’effetto contrario e cioè l’implicito riconoscimento al consigliere di minoranza, da parte dei suoi avversari, di quello che già è.
Vale a dire il giovane emergente della politica bassanese, anche per prospettive future. Forse troppo emergente, per qualcuno dello schieramento opposto.
Non penso si tratti di “paura”, come sostenuto da Dario Bernardi.
Ma di preoccupazione, sì.
La politica della attuale amministrazione di Bassano si basa sulla continua ricerca della visibilità e del consenso, favorita dai messaggi che vengono fatti passare sui media e soprattutto su qualche Tv locale.
E in questo senso la figura sempre più popolare di quel “giovane residente Manuel Remonato”, poi premiato dal voto dei cittadini e quindi assurto alla seconda carica del consiglio comunale, capace di radunare attorno a sé decine di residenti del suo quartiere in una singola conferenza stampa, può diventare una presenza ingombrante.
Anzi, di più: una spina nel Finco.
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