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Crisi politica a Nove, l'ex sindaco Rebellato rompe il silenzio
Dopo le dimissioni di massa che hanno portato al commissariamento, il primo cittadino uscente convoca la stampa e attacca i quattro consiglieri della Lega
Pubblicato il 23 feb 2026
Visto 10.253 volte
"Un atto irresponsabile dettato da interessi personali, non da divergenze politiche".
Non usa giri di parole Luca Rebellato, ormai ex sindaco di Nove, nella conferenza stampa convocata oggi per rispondere al terremoto che lunedì scorso ha portato alla caduta della sua giunta.
Un contrattacco frontale che trasforma il Comune della ceramica nel palcoscenico di una resa dei conti interna al centrodestra, con accuse di "conflitti di interesse" e "tradimenti" che scuotono la base leghista del territorio.
L’ex sindaco e i fedelissimi replicano alle dimissioni in blocco.
Il cuore della difesa di Rebellato è un affondo diretto ai quattro consiglieri di maggioranza dimissionari (Carlesso, Zanon, Pesavento e Termini), tutti in quota Lega.
Secondo l'ex sindaco, dietro la maschera del "metodo democratico" si nasconderebbero motivazioni molto meno nobili: "Ho riscontrato un’ostilità crescente nei miei confronti e degli uffici, nata da situazioni di palese conflitto di interessi di un tecnico con studio a Nove", ha dichiarato Rebellato, suggerendo una regia esterna alla crisi.
Al suo fianco, l'assessore uscente Valter Marcon (anch'egli Lega) ha rincarato la dose, parlando di un "patto scellerato" con l'opposizione del PD: "I quattro dimissionari hanno tradito i cittadini. Chiedo ai vertici del partito provvedimenti esemplari: si dicono civici solo per evitare la sdegno dei tesserati, ma hanno sempre vissuto nelle sedi della Lega".
Ma oltre allo scontro politico, Rebellato mette sul tavolo le conseguenze pratiche per i cittadini.
Con l'insediamento del Commissario Prefettizio, l'avvocato Maria Giulia Borriello, molti progetti rischiano il congelamento.
Il punto più critico riguarda la scuola materna della Fondazione Danieli: "Il commissariamento mette a rischio il servizio per 105 bambini e il posto di lavoro per 12 dipendenti.
La consigliera Termini, che lì insegna, dovrà spiegare questa scelta scellerata alle famiglie e alle sue colleghe", ha chiosato duramente l'ex sindaco.
L'elenco delle opere pubbliche in bilico ammonta a circa 2 milioni di euro:
- La rotatoria per la messa in sicurezza di Via Martini.
- L'ampliamento della mensa scolastica e l'efficientamento energetico delle medie.
- La pista ciclabile verso il confine sud di Santa Romana.
La giunta uscente non risparmia critiche nemmeno alla minoranza di "Per Nove Futura".
L'ex vicesindaco Zaminato e l'assessora Marini hanno denunciato quello che definiscono un comportamento "ostruzionistico": l'opposizione avrebbe votato contro progetti da lei stessa caldeggiati, come la rotatoria alla Crosara, pur di accelerare la caduta dell'amministrazione.
"Il sociale non dovrebbe avere colori politici, ma qui è prevalso il senso di rivalsa per le elezioni perse nel 2023", ha attaccato Marini, sottolineando come il costo del commissariamento verrà pagato soprattutto dalle fasce più fragili della popolazione.
Verso il voto
Mentre Rebellato incassa i primi attestati di stima dai sostenitori, a Nove si apre ufficialmente una lunga e tesa fase di transizione.
La sensazione, dopo la conferenza di oggi, è che la sfida elettorale sia già iniziata, con toni che difficilmente torneranno alla normalità in tempi brevi.
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