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Cronaca

Che disdetta

Coronavirus: record di disdette delle prenotazioni alberghiere a Bassano. L'appello-denuncia della categoria Albergatori: “Causa le informazioni mediatiche e l'eccessivo allarmismo sono sopraggiunte disdette fino al 100%”

Pubblicato il 27-02-2020
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In Italia fioccano ovunque le disdette delle prenotazioni alberghiere. Indovinate per quale motivo. Vi do una traccia per indovinare: inizia con “C” e finisce con “virus”.
In quello che viene erroneamente percepito all'estero come un intero Paese in quarantena, grazie al modo isterico in cui la situazione dei contagi viene amplificata dai media, i turisti stranieri si guardano bene dal confermare i pernottamenti già prenotati.
Gli ultimi dati parlano di una massa di disdette che nel Bel Paese si attesta attorno al 70%: praticamente un'ecatombe per il settore dell'ospitalità turistica che espone al collasso anche la categoria delle agenzie di viaggio. A Venezia (dato aggiornato a lunedì 24 febbraio, nel pieno del Carnevale sospeso) è stata stimata una quota di disdette superiore al 40%.

L'avviso di chiusura esposto all'entrata dell'Hotel Palladio a Bassano (foto Alessandro Tich)

In questa triste versione nostrana del celebre film “1997: Fuga da New York” non fa eccezione ovviamente anche Bassano del Grappa, dove i soggiorni del turismo per diporto in questa stagione fanno spazio ai numerosi pernottamenti del cosiddetto turismo d'affari. Anzi, sarebbe meglio scrivere “facevano spazio”. Perché negli ultimi giorni, corrispondenti al periodo di vigenza dell'ordinanza da “Day After” del governatore Zaia per il contenimento della diffusione del virus in Veneto, le prenotazioni alberghiere in riva al Brenta hanno subito un tracollo clamoroso. L'invasione delle disdette è arrivata tutta d'un colpo, in particolare dei due giorni compresi tra sabato 22 e domenica 23 febbraio. Guardacaso, proprio i giorni in cui tutto il mondo è venuto a sapere (la notizia è uscita sabato 22) del decesso della prima vittima italiana della “Covid-19”, il 78enne veneto di Vo' Euganeo Adriano Trevisan. Ne è conseguita, per restare solo alla nostra città, una generale corsa alla rinuncia delle prenotazioni che in alcune strutture ricettive ha raggiunto anche il 100%. Risultato: per le prossime due settimane quasi tutte le camere degli hotel bassanesi rimarranno vuote. E le proiezioni per marzo e aprile (Pasqua compresa) sono negative.
Uno dei più importanti alberghi di Bassano, l'Hotel Palladio della Bonotto Hotels, ha persino chiuso i battenti esponendo il seguente avviso all'entrata: “Si informa la gentile clientela che il Bonotto Hotel Palladio sarà chiuso dal 25/02/20 al 01/03/20 compreso”.
In un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dalla presidente della categoria Albergatori di Bassano del Grappa Caterina Bonotto, a nome di tutti gli associati, si parla senza mezzi termini di “situazione di emergenza connessa all'epidemia Coronavirus”.
“Con riferimento alle disdette giunte in questi giorni - scrive la nota - intendiamo ribadire l’assoluta sicurezza del nostro territorio e, nel particolare, delle nostre strutture. Stiamo seguendo scrupolosamente il protocollo che Federalberghi ha prontamente emanato, che riguarda una maggiore attenzione alle norme igienico sanitarie che la situazione richiede.”
“Purtroppo a seguito delle informazioni mediatiche, sono sopraggiunte in questi giorni numerose disdette, dall’80 % al 100% e auspichiamo che vengano messi in atto degli ammortizzatori che ci permettano di continuare le nostre attività - proseguono gli albergatori -. Anche a livello comunale e regionale, siamo al corrente che si stanno muovendo per attivare le misure del caso. L’eccessivo allarmismo creatosi danneggia la percezione della destinazione e questo è causato dalle allerte e dai toni dei media nazionali. Il territorio bassanese non è definito area rossa e attualmente non è stato registrato alcun caso positivo.” Conclude il comunicato stampa: “Bassano con i sui cittadini, vuole dimostrare che la vita quotidiana è quella di sempre e questo messaggio deve altresì arrivare a tutti coloro che invece percepiscono questo territorio come una zona di pericolo dalla quale bisogna allontanarsi o non raggiungere.”

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