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Disagi accorpati

Lunedì 3 marzo manifestazione pubblica davanti all'Ospedale di Bassano, promossa dall'associazione Psiche 2000, contro i tagli presenti e futuri alla sanità e il previsto accorpamento dei dipartimenti Salute Mentale e Sert dell'Ulss 3

Pubblicato il 27 feb 2014
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Non solo primariati (o, per usare il termine tecnico, “apicalità”) e posti letto.
I tagli e le riorganizzazioni delle Aziende Ulss in ossequio al nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Veneto non riguardano solamente gli ospedali, ma anche il cosiddetto “territorio”: e cioè i servizi di assistenza socio sanitaria erogati all'esterno delle mura ospedaliere.
E' il campanello di allarme che squilla per voce di Psiche 2000, associazione di volontariato che opera in ambito provinciale nel settore del disagio mentale e psicologico, che in una nota trasmessa in redazione annuncia una manifestazione pubblica davanti all'Ospedale di Bassano del Grappa in programma lunedì prossimo, 3 marzo, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.

Foto: archivio Bassanonet

La mobilitazione viene promossa - come si legge nel volantino dell'iniziativa - in generale per sensibilizzare la popolazione sull'“agonia della sanità pubblica” a fronte dei “tagli perpetui, previsti anche per i prossimi anni” e in particolare per protestare contro l'accorpamento in un unico Dipartimento dei settori Salute Mentale e Dipendenze (Sert) dell'Ulss 3.
La riorganizzazione e l'accorpamento delle due strutture territoriali sono stati richiesti dall'Azienda Socio Sanitaria di Bassano del Grappa alla Regione Veneto, in vista della predisposizione del nuovo Atto Aziendale dell'Ulss 3, ovvero il documento - come leggiamo nel sito internet dell'Ulss 3 medesima - che “definisce il modello di funzionamento della vita aziendale, sulla base del quale prendere decisioni di gestione e amministrazione.”
E che a sua volta non può prescindere dalle linee guida imposte dalla Regione alle Aziende Ulss per la predisposizione dei rispettivi Atti Aziendali, contenute nei DGR (Decreti della Regione Veneto) 975/2013 e 2271/2013 che “definiscono i nuovi standard per il numero dei distretti e delle strutture complesse del territorio”.
L'annunciata cura dimagrante per i due dipartimenti territoriali è fortemente criticata da Psiche 2000, che promuove la manifestazione di lunedì (per contatti e adesioni: psduemila@tin.it) e che nel comunicato - intitolato “NO al nuovo Atto Aziendale Ulss 3-Impoverimento risorse” - spiega le ragioni del proprio dissenso.
“Il settore della salute mentale, in questo territorio - afferma la nota di Psiche 2000 -, riscontra un numero di Operatori inferiore rispetto adaltre Ulss, anche a parità di popolazione, con particolare riferimento ai Medici-psichiatri.
E’ in vigore il blocco del turn over (sostituzione del personale). E’ in atto l’indebolimento generale progressivo dei DSM (Dip. salute mentale) e delle UOC (Unità operative complesse) di Psichiatria e Serd (Servizio dipendenze) da parte della Regione Veneto.”
“In questo periodo di crisi economica, sociale (e psicologica) - prosegue il comunicato - la domanda di intervento è aumentata, vengono richiesti ulteriori impegni da parte dei servizi pubblici. Il tutto con personale sotto dimensionato e senza alcun aumento delle risorse del personale e finanziarie, mentre aumentano i disturbi...si fa un gran (finto?) parlare dei suicidi…e si disinveste sulla salute mentale. Il tutto appare come un'emerita presa in giro.”
“Non bastasse questo - aggiunge l'associazione di volontariato -, apprendiamo l’incredibile novità: l’accorpamento in unico Dipartimento dei settori salute mentale e dipendenze (Sert), proposto dalla Dirigenza dell’Ulss 3 alla Regione Veneto: un salto indietro di 30 anni… per il bene dei pazienti? Per una migliore organizzazione? NO, solo un’idea “strampalata” che ha ben pochi esempi in Veneto.”
“Con questo passo, sempre all’indietro, di questa Ulss - conclude Psiche 2000 - tra qualche tempo forse troveremo una “larva”! Le Unità Operative Complesse di Psichiatria sono la struttura transmurale più articolata e complessa presente nel panorama socio-sanitario. Inoltre: nessun confronto è avvenuto sulla compartecipazione alla spesa degli utenti! Speriamo di trovare qualche cittadino che si svegli dal letargo e conduca una battaglia insieme a noi per il bene di tutti.”

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