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Primo ciak oggi alla Diesel Farm per il film «C14»

Iniziate a Bassano le riprese del nuovo thriller prodotto da Rai Cinema. Un cast stellare (Giannini, Satta, Arca) per un viaggio distopico tra le reliquie più preziose dell'umanità

Pubblicato il 23-02-2026
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Un enigma millenario inciso nell'oro, un’Italia futuristica e il confine sottile tra scienza e trascendenza. Si sono accesi oggi a Bassano del Grappa i riflettori su «C14» (titolo provvisorio), il nuovo thriller distopico diretto da Antonello Belluco.
Il film, che vede il ritorno sul set di un intenso Raoul Bova accanto alla stella nascente del nostro cinema Ludovica Martino, promette di unire il mistero e la visione del futuro con una profondità tutta italiana, intrecciando i complotti internazionali alla storia della reliquia più discussa della cristianità: la Sindone.
Il progetto, prodotto da Eriadorfilm in collaborazione con Rai Cinema e sostenuto dal Ministero della Cultura, mette in campo un cast di altissimo profilo.

Raoul Bova, Ludovica Martino e il cast di «C14» danno il via oggi alle riprese del nuovo film di Antonello Belluco dedicato all'enigma della Sacra Sindone. Foto Claudio Mainardi

Se Bova e Martino incarnano il cuore pulsante dell’azione, la pellicola si impreziosisce della partecipazione di un maestro come Giancarlo Giannini, la cui presenza fa da contrappunto al carisma di Francesco Arca e Melissa Satta. Insieme a loro, attori di solida esperienza come Stefano Abbati, Mattia Sbragia ed Elena Majoni completano una squadra pensata per dare all'opera un respiro internazionale.
Le riprese dureranno quattro settimane, sfruttando il contrasto visivo tra il Nord e il Sud Italia.
Il primo ciak è scattato oggi alla Diesel Farm, la tenuta di Renzo Rosso, location d'eccezione che incarna perfettamente l'estetica sofisticata del film.
Successivamente la produzione si sposterà in Puglia, tra le pietre millenarie della Masseria San Domenico, nel cuore del brindisino.
Patrocinato dal Comune di Bassano del Grappa, il film di Belluco (che firma il copione con Giuseppe De Concini) non è solo una storia di suspense, ma un’indagine sull’eterno conflitto tra il bene e il male, in un’epoca in cui la verità sembra essere diventata la merce più rara e pericolosa.
La trama ci porta direttamente nel 2033. Il mondo si prepara a celebrare il bimillenario della morte di Cristo con un'Ostensione della Sindone senza precedenti, fortemente voluta dal Papa. Ma l’equilibrio tra scienza e dogma viene spezzato dal ritrovamento di un reperto inquietante: un medaglione d’oro il cui volto è l’esatto calco di quello impresso sul Sacro Lino.
Al centro della vicenda c'è Ludovica Martino (Giorgia Giani), una giovane ricercatrice che, spinta da un'inarrestabile sete di verità, ruba il medaglione e si mette sulle tracce di Tommaso Luraghi, interpretato da Raoul Bova. Luraghi è un docente universitario, un esperto sindonologo finito ai margini del mondo accademico per le sue idee scomode. Insieme, diventeranno il bersaglio di una caccia senza scrupoli orchestrata da società segrete e poteri oscuri.

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