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Kiev, dolce Kiev
“Bassano Dolceteka”: la storia della pasticceria-bistrot nel centro della capitale ucraina. Incontro con Mario Sarri, il pasticcere di Bassano che ha favorito l’avvio del pubblico esercizio nel Paese oggi in guerra
Pubblicato il 27 feb 2022
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A Kiev, la capitale ucraina attaccata e bombardata dai russi, c’è anche un pezzetto di Bassano del Grappa. È la “Bassano Dolceteka”, ragione sociale “Dolceteka by Bassano”: pasticceria con bistrot e wine bar ubicata in due distinte sedi nel pieno centro della città, nelle vie Velyka Vasylkivska e Velyka Zhytomyrska. Due locali eleganti e ben forniti, come si evince dalle recensioni su Tripadvisor e dallo stesso sito internet della pasticceria, in ucraino e in inglese: bassano.com.ua/en/dolceteka.
Come si legge nel sito, “ogni mattina sforniamo pane e croissants, serviamo colazioni e pranzi e, alla sera, prepariamo antipasti da accompagnare al vino e ai cocktails. Potete anche comprare le nostre produzioni e la gastronomia dall’Italia.” Insomma: un’impresa ben organizzata nel nome della diffusione del cibo Made in Italy, attiva anche nel settore del catering.
“Dolceteka - scrive ancora testualmente il sito web - fa parte di una famiglia di Bassano (Bassano’s family) che ha avverato i propri sogni e condivide da 20 anni il proprio amore per il cibo. Seguiamo le tradizioni della famiglia di Bassano, per questo per noi la qualità è la cosa più importante. Usiamo solo i migliori ingredienti e le ultime tecnologie di cottura. Facciamo inoltre affidamento sulle tendenze mondiali e garantiamo ai clienti un servizio accurato.” Bassano: ecco che il nome della nostra città, nella capitale dell’Est, è diventato un brand a garanzia della tipicità dei prodotti e della qualità del servizio. Un esempio significativo delle tante realtà imprenditoriali di Kiev che nei tempi precedenti alla guerra, e cioè fino alla settimana scorsa, si sono sviluppate secondo criteri e standard occidentali.
Mario Sarri, titolare della pasticceria 'Dolce Bassano' (foto Alessandro Tich)
Anche perché la pasticceria-bistrot non porta soltanto il nome di Bassano, ma è di fatto “nata” a Bassano. A favorire l’avvio del pubblico esercizio in Ucraina è stato infatti Mario Sarri, volto notissimo in città, titolare della Pasticceria “Dolce Bassano” di piazzetta Zaine, che mi ha segnalato la storia e che incontro per farmela raccontare.
“Era il 2008 - mi racconta Sarri -. Un giorno si è presentata qui in pasticceria una signora ucraina, di nome Lydia. Parlava un italiano un po’ stentato ma si faceva capire. Mi ha detto che era di origini bassanesi, non mi ricordo se per parte di padre o di madre, e che voleva aprire una pasticceria nel suo Paese. Mi ha chiesto quindi di farle da consulente. Così le ho dato i nomi dei miei fornitori, dell’architetto che aveva progettato il mio negozio e le ho indicato dove acquistare le materie prime.”
Materie prime che - va detto per inciso - ancora oggi vengono acquistate da “Bassano Dolceteka” esclusivamente dal nostro territorio e dal resto d’Italia, non solo per i prodotti alimentari ma anche per il loro confezionamento.
Le scatole per le torte e per le bomboniere, ad esempio, vengono ordinate alla cartotecnica Scotton di Borso del Grappa. Col tempo l’attività dell’impresa di ristorazione di Kiev si è allargata, col ristorante-bistrot abbinato alla pasticceria, e si sono aggiunti gli ordinativi del Prosecco da Valdobbiadene, dell’olio dalla Puglia, della mozzarella dal Sud Italia e via mangiando.
“Prima di partire con l’attività - continua Sarri - mi hanno mandato qui per due mesi un loro collaboratore. Era un cuoco e si chiamava Alex, parlava ucraino ma si faceva capire in inglese. Doveva imparare le basi della nostra pasticceria bassanese e le ha imparate molto bene. Una vera forza della natura.”
“Qualche tempo dopo - racconta ancora il titolare di “Dolce Bassano” - Lydia è tornata di nuovo e mi ha detto che voleva aprire la pasticceria con il nome della nostra città. La prima pasticceria l’ha aperta nel Donbass, in una città di cui non mi ricordo il nome. Poi, quando nel Donbass è arrivata la guerra, si sono spostati a Kiev dove hanno aperto prima un locale e poi un secondo.”
“Da qualche anno avevo perso i contatti con loro - prosegue Mario -. Ma ora che è successo quello che è successo ho cercato di ricontattarli, tramite l’architetto che aveva progettato la mia pasticceria e ha progettato anche i locali in Ucraina, che ha ancora il loro indirizzo email. Gli ho chiesto di chiedergli a nome mio come va, come sta andando la situazione.”
“La risposta via email mi è arrivata dopo 24 ore - riferisce il mio interlocutore -. Ha risposto il figlio di Lydia, che adesso conduce l’attività dell’impresa. Mi ha scritto che al momento nella loro zona non avevano ancora problemi di conflitto. Ma tenga conto che l’email è di ieri pomeriggio e a Kiev le notizie cambiano di ora in ora. La sera pernottano in un rifugio perché c’è il coprifuoco, come sappiamo bene dalle notizie di questi giorni. Ma il figlio di Lydia mi ha anche scritto che loro comunque rimarranno lì, che non pensano per nulla al mondo di scappare in occidente.”
Comunque sia, a seguito di questa esperienza il pasticcere di Bassano non può che seguire le notizie dall’Ucraina con un sentimento molto particolare.
“Sì, un sentimento particolare, come tutti gli occidentali che sono preoccupati da questa situazione - conferma il creatore di dolci di piazzetta Zaine -. Ma poi pensando a un mio collega, a delle persone che ho conosciuto di persona che sono lì, in mezzo alle bombe, in mezzo alle pallottole, fa un certo che. Lì c’è anche il nome di Bassano, c’è una parte di noi, un pezzo del nostro cuore.”
Per questo cercherà ancora di entrare in contatto coi “bassanesi” di Kiev.
“Certamente - conclude Mario Sarri -. In maniera diretta o indiretta, ma sicuramente avrò notizie anche nei prossimi giorni.”
Dalla capitale ucraina, frammenti di una storia di vita normale trasformatasi all’improvviso in vita di guerra, nel traumatico e drammatico passaggio dai bomboloni alla crema ai bombardamenti.
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