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ZTL anche di sera? “Vergogna”

Volantini-fotocopia contro l'ipotesi del Comune sulle vetrine dei negozi del centro. L'iniziativa è del commerciante Mario Bonamigo: "Ho già comprato i fumogeni per protestare in silenzio con duemila persone incazzate sotto la loggia del Municipio"

Pubblicato il 27-02-2013
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“Ho fatto cento fotocopie, e ho scritto cento volte “Vergogna”, io di mio pugno.”
Mario Bonamigo, titolare del negozio di abbigliamento Sears in via Matteotti, in pieno centro storico a Bassano del Grappa, non ci ha pensato su due volte.
Ha preso l'articolo dell'edizione di oggi di un quotidiano locale con la notizia - da noi riportata ieri - dell'ipotesi valutata dalla giunta comunale di Bassano di istituire la ZTL in centro storico tutte le sere della settimana, dalle 19 alle 06; lo ha fotocopiato; ci ha scritto su la parola “Vergogna” col pennarello rosso e lo ha distribuito agli altri negozi del centro chiedendo di affiggere l'insolito volantino di protesta fai-da-te sulle vetrine. Invito accolto al volo, soprattutto tra i negozi di via Jacopo Da Ponte, dove i manifesti esposti hanno inevitabilmente attirato la curiosità dei passanti.

Mario Bonamigo col manifesto-fotocopia di protesta all'entrata del suo negozio (foto Alessandro Tich)

E lo stesso Bonamigo non le manda a dire sulle novità, introdotte od annunciate dal Comune, a riguardo della Zona a Traffico Limitato.
“E' allucinante - ci dice il commerciante - il sistema pensato per l'autorizzazione a entrare in ZTL per andare nelle farmacie di turno. Noi cerchiamo di tenere viva la città. Facciamo iniziative diverse, con Edo Miotti del Leon Bar proponiamo l'aperitivo la prima domenica del mese. E questo solo per lavorare, lavorare tutti. E questi ci vogliono chiudere il centro storico di sera.”
Gli fanno eco lo stesso Miotti e Davide Zonta, dell'omonima agenzia immobiliare, che incontriamo in negozio: “Basta con questa storia della piazza “privata”. La piazza è di tutti.”
Un dissenso che trova concorde anche il decano del commercio in centro a Bassano: Battista Cenere, titolare dello storico negozio di abbigliamento e altrettanto storico presidente dei commercianti di via Da Ponte.
“E' una cosa vergognosa - dichiara Cenere a Bassanonet -. Bassano con le sue attività dovrebbe riunirsi tutta contro coloro che hanno fatto la ZTL.”
E perché? “Perché non si può fare - ribatte -. Non far entrare la gente a Bassano per non avere traffico è un serio danno ai negozi. Noi non siamo Castelfranco, che ha la piazza e i portici. Bassano si è bloccata, stiamo perdendo terreno ogni giorno. Alle 6 di sera, compresa anche la crisi, non vediamo più nessuno. Bisogna avere la forza di togliere la ZTL, e le persone che l'hanno voluta.”
Con quale ricetta alternativa? “Dare del tempo alle macchine di entrare e di sostare in centro storico - rimarca G.B. Cenere -, con l'occhio “vigile” del vigile affinché il tempo sia rispettato. Ma la ZTL va eliminata. E va ravvivata la proposta culturale in centro. Non vedo iniziative, il Museo è fermo.”
Il manifesto-fotocopia di Bonamigo campeggia anche sull'ingresso della “Casa del Busto” in piazza Garibaldi. E la titolare, Ketty Todaro, è arrabbiata come e più dei suoi colleghi.
“Ci hanno annunciato un incontro fra il Comune e l'associazione commercianti per la prossima settimana - sbotta la negoziante -. Quelli del Comune potevano aspettare una settimana per informarci delle loro intenzioni. E invece hanno fatto tutto come sempre, e noi non sappiamo mai niente.” “E' ora di finirla con questa storia della ZTL - continua -. La gente da fuori prende paura, evita Bassano e non ci torna più. Ci mettono il palo fra le ruote quando è il momento di lavorare, e così ci tarpano le ali.”
Non si tratta, tuttavia, della protesta di un pomeriggio. Perché il malcontento di chi frequenta per lavoro o per diporto il centro storico potrebbe riservare nuove azioni, ben più clamorose.
“Io i fumogeni li ho già comprati, per manifestare sotto la loggetta del Municipio - annuncia Mario Bonamigo -. Assieme a duemila persone incazzate, tutti insieme, in silenzio. Perché questa è una cosa che ci ammutolisce.”
Duemila persone da richiamare in piazza? Edo Miotti apre già il fronte dei social network: “Non ci vuole niente.”

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