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La birettrice
Si avvera la profezia di Bassanonet: Chiara Casarin sarà direttrice unica dei Musei di Possagno e di Bassano
Pubblicato il 03 gen 2020
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La profezia del Mago Tich, contenuta nel mio articolo dello scorso 21 dicembre “Chiara come il gesso”, si è avverata. Grazie Mago Otelma per la collaborazione.
Chiara Casarin entra dalla porta principale nel Museo e Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, il cui direttore Mario Guderzo, andato in pensione l'1 gennaio, ha concluso il suo incarico appena tre giorni fa e cioè il 31 dicembre 2019. Un cambio della guardia la cui velocità fa impallidire persino i record del grande Usain Bolt.
La notizia è apparsa oggi nientemeno che sull'edizione nazionale del Corriere della Sera: “A Possagno e a Bassano. Musei di Canova: Chiara Casarin direttrice unica”.
Fonte immagine: Facebook/Musei Civici Bassano del Grappa
Il che conferma una qualità dell'attuale ex direttrice dei Musei Civici di Bassano che nessuno le può negare: la sua capacità di attirare l'attenzione dei media. La Casarin, come informa e conferma il quotidiano nazionale, oltre ad essere attualmente “consulente artistica del Museo di Bassano del Grappa”, diventa infatti “direttrice anche della casa-museo di Canova a Possagno che, peraltro, vede alla presidenza Vittorio Sgarbi”.
Tutto come previsto, dunque.
Molto interessanti, in tal senso, sono le dichiarazioni rilasciate in merito dalla Casarin al Corsera. “La direzione congiunta dei musei di Bassano e Possagno, che custodiscono il grande patrimonio canoviano, è l'avverarsi di un auspicio che Monsignor Giambattista Sartori Canova esprimeva nel lascito testamentario del febbraio 1858”, afferma la curatrice trevigiana nell'articolo, riferendosi al munifico fratellastro del sommo scultore neoclassico.
“Il donatore - prosegue Casarin - raccomandava alle due città la conservazione delle opere di Canova mediante l'individuazione di un unico direttore responsabile. Con questa decisione, oggi è finalmente possibile rispettare le sue volontà.” La qual cosa già si proietta verso celebrazioni del bicentenario canoviano del 2022. “In vista del 2022 - conclude la neo direttrice del Museo Gypsotheca di Possagno - i due musei possono così sviluppare un progetto coordinato e configurarsi come unico polo museale canoviano.”
Nasce così per la prima volta, nella lunga e prestigiosa storia dei musei di Bassano e di Possagno, la figura della birettrice. Una e bina, chiamata a reggere in contemporanea le sorti di entrambe le strutture museali. Bingo! Anche se, per le modalità con le quali tutto ciò sta accadendo, rimane ancora irrisolta e comunque alquanto controversa una importante questione di fondo.
In questo preciso momento, infatti, le cose stanno così.
A Possagno - rendendosi vacante il posto di direttore dall'altro ieri, e cioè dall'1 gennaio - la Fondazione Canova, che gestisce il Museo Gypsotheca, ha immediatamente provveduto alla nomina della nuova responsabile. Si tratta di un ente privato, retto da un Consiglio di Amministrazione come una qualsiasi azienda, e in quanto tale può assolvere a tale compito in tempi rapidi e senza tante pastoie burocratiche, diversamente da quanto accade per le istituzioni di diritto pubblico.
A Bassano invece il direttore (ovvero direttore scientifico) dei Musei Civici viene nominato a seguito di un bando pubblico di selezione. Bando pubblico che, come ben sappiamo, è stato indetto dall'amministrazione Poletto agli sgoccioli del suo mandato, che ha visto la partecipazione di alcuni candidati di rilievo e la cui efficacia è stata sospesa, con apposita delibera, dall'amministrazione Pavan.
Sempre come ben noto a voi egregi lettori, nel frattempo a Chiara Casarin, in qualità di appaltatrice esterna, l'amministrazione Pavan ha affidato l'incarico semestrale (ottobre 2019 - marzo 2020) di affiancamento al dirigente comunale del settore Cultura nella “direzione artistica” dei Musei Civici e di elaborazione di uno “studio di fattibilità del convenzionamento con altri gestori di musei o di beni culturali in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”.
Orbene: tutte le strade portano al mese di aprile, quando l'incarico semestrale alla dottoressa Casarin sarà scaduto e quando arriverà definitivamente al pettine il nodo della nomina del nuovo direttore scientifico dei Musei Civici bassanesi, attualmente vacante.
L'unica strada normativamente consentita sarebbe quella della riapertura del bando di selezione, per il quale - visti anche e soprattutto i curricula degli altri concorrenti - non sta assolutamente scritto nelle stelle che il nuovo direttore debba per forza essere ancora una volta Chiara Casarin. Eppure il proseguimento del suo incarico di direttore a Bassano, in parallelo e in coordinamento con il suo nuovo incarico direttivo a Possagno, viene dato per scontato. A cominciare dalle stesse dichiarazioni sulla stampa della diretta interessata.
Si profila un nuovo caso da affidare all'ormai famosa investigatrice russa, nominata appaltatrice esterna per le indagini di Bassanonet, Quigatta Cikova.
La chiave di tutta questa storia è rappresentata dall'oggetto stesso dello studio di fattibilità che in questi mesi, e fino a marzo, Chiara Casarin è incaricata di redigere per conto dell'amministrazione comunale di Bassano del Grappa.
Si tratta di un elaborato che per la prima volta nella storia dei Musei Civici bassanesi fa comparire la prospettiva a breve termine del “convenzionamento con altri gestori di musei o di beni culturali” per svolgere una “valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”.
Un inedito atto attraverso il quale il Museo di Bassano è in predicato di funzionare “in rete” con altri musei, perdendo automaticamente la sua autonomia.
“La costituzione di una rete rappresenta il punto di partenza per l'elaborazione di un programma scientifico di valorizzazione congiunta del giacimento culturale individuato”, affermava la delibera dello scorso 30 settembre con la quale la giunta Pavan ha stabilito l'incarico semestrale per lo studio di fattibilità, successivamente affidato alla Casarin. Delibera che, tra le altre cose, dichiarava significativamente quanto segue: “È ritenuto propedeutico all'individuazione della direzione scientifica del Museo Civico di Bassano del Grappa, il cui contratto è scaduto a luglio 2019, figura cui compete la programmazione culturale dell'istituto, procedere alla verifica della fattibilità del convenzionamento con altri soggetti gestori di musei o di beni culturali”.
Ed è significativo il fatto che si tratta della stessa delibera con la quale la giunta bassanese ha sospeso l'efficacia e l'esecutività dell'avviso di selezione per il nuovo direttore dei Musei Civici “per motivazioni di pubblica utilità”.
Riprendo quindi per un attimo a consultare la mia sfera di cristallo, la quale mi dice che il convenzionamento con altri musei per la valorizzazione congiunta del patrimonio culturale risulterà “fattibile” e che il primo convenzionamento sarà sottoscritto tra i due musei di Bassano e di Possagno, col beneplacito della Fondazione Canova e del suo presidente Vittorio Sgarbi e dei sindaci dei due Comuni che, al riguardo, si sono già incontrati. Basta profezie, però: oramai siamo alla prova dei fatti.
Morale della favola: nel momento in cui le istituzioni coinvolte sottoscriveranno una convenzione per la direzione unificata dei due musei, sia essa anche solo una direzione “artistica” e non più “scientifica”, l'attuale bando di selezione per il direttore dei Musei Civici di Bassano, nel quale non è menzionata alcuna collaborazione di rete con altre strutture museali, non avrà più ragione di esistere.
E lo studio di fattibilità attualmente in corso appare Chiaramente come un escamotage dell'amministrazione Pavan, confezionato su misura per la dottoressa Casarin, per rendere obsoleto il bando di selezione per il nuovo direttore e per giustificarne un annullamento definitivo. Un esito, quest'ultimo, che è previsto dallo stesso avviso di selezione pubblica del Comune di Bassano, il quale prescrive che “l'amministrazione si riserva di modificare, sospendere temporaneamente, prorogare o riaprire i termini, nonché revocare il presente avviso di selezione con provvedimento motivato”.
Il Museo di Bassagno, quindi, sta prendendo forma. Con la sua direzione unificata e coordinata. E col Museo di Bassano destinato a diventare una succursale del Museo Gypsotheca di Possagno, che anche l'anno scorso ha superato la quota di 50.000 visitatori. Per il momento è ancora allo stadio di bozzetto, ma il modello in gesso e il marmo definitivo arriveranno presto.
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