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Politica

PPE Parolini, Campagnolo e Poletto chiedono chiarezza

Dopo la sentenza del TAR che accerta l’inadempienza di Namira SGR, l’opposizione interroga il Sindaco: “Perché attendere un nuovo progetto quando la convenzione è già esecutiva?”

Pubblicato il 27 nov 2025
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Torna al centro del dibattito il futuro dell’area Parolini.
I consiglieri comunali Roberto Campagnolo e Riccardo Poletto hanno presentato un’interrogazione al Sindaco chiedendo conto delle iniziative intraprese dall’Amministrazione in seguito alla sentenza del TAR Veneto che, il 24 aprile 2024, ha accertato l’inadempimento di Numeria—oggi Namira SGR—per la mancata sottoscrizione della convenzione urbanistica prevista dall’accordo pubblico-privato del 2013.
La pronuncia del TAR, immediatamente esecutiva e non sospesa dal Consiglio di Stato, stabilisce che la convenzione urbanistica si deve considerare perfezionata ai sensi dell’art. 2932 del codice civile, imponendo inoltre alla società di prestare fideiussioni per oltre 4 milioni di euro.

Dopo la sentenza, il Comune ha inviato a Namira una diffida formale chiedendo la presentazione delle fideiussioni entro 30 giorni, ma la società non avrebbe fornito risposta né adempiuto agli obblighi.
Nel frattempo Namira ha presentato appello al Consiglio di Stato contestando integralmente la decisione del TAR e sostenendo l’impossibilità di stipulare la convenzione. Una posizione che stride, secondo Campagnolo e Poletto, con le recenti dichiarazioni del Sindaco, il quale ha parlato dell’arrivo di un “nuovo progetto” da parte della società entro fine anno.
I due consiglieri ricordano però che, per il TAR, il progetto esiste già e la convenzione è da considerarsi conclusa, con il soggetto privato ancora inadempiente.
Campagnolo e Poletto richiamano inoltre la natura primaria dell’interesse pubblico legato al PPE Parolini: il degrado dell’area, le difficoltà di viabilità e oltre 1,3 milioni di euro bloccati per espropri impongono un’accelerazione dell’attuazione del piano. Per questo chiedono quali azioni concrete siano state avviate dopo la diffida del 12 maggio, se la mancata risposta della società sia stata formalmente contestata e quali ulteriori iniziative l’Amministrazione intenda assumere, anche sul piano legale.
I due consiglieri chiedono inoltre se il Comune intenda avviare azioni risarcitorie nei confronti di Namira per i ritardi accumulati e per il danno arrecato al territorio. Infine domandano perché il Sindaco ritenga legittimo attendere un nuovo progetto nonostante gli obblighi già definiti dalla sentenza e se non ritenga doveroso riferire al Consiglio comunale su una vicenda definita “di rilevanza economica, urbanistica ed erariale”.

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