Ultimora
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Il bivio di Carpanè
Nuova Valsugana: questioni dubbie e questioni aperte. Dopo l'incontro tra sindaci e cittadini promosso dai comitati, tutti i nodi della superstrada a pedaggio in project arrivano al pettine
Pubblicato il 25 gen 2015
Visto 4.523 volte
Nulla è più certo dell'incertezza. Non è un aforisma letto su qualche calendario, ma l'impressione finale che abbiamo raccolto all'incontro della cittadinanza con i sindaci interessati o vicini al tracciato del progetto della Nuova Valsugana, svoltosi mercoledì scorso a Carpanè di San Nazario e promosso dall'Assemblea dei Cittadini e Comitati contro la superstrada a pagamento, di cui vi abbiamo riferito ampiamente in un altro articolo.
Il succo della questione è tutto qui: i Comuni non vogliono la superstrada in project, così come concepita e progettata, ma sono “prigionieri” di un obbligo formale che, in vista dell'imminente Conferenza dei Servizi sull'infrastruttura, chiede loro non di respingerla ma di esprimere una valutazione sul progetto preliminare “ottimizzato” - e cioè modificato dai proponenti privati dopo le prescrizioni della procedura Via -, propedeutico alla redazione del progetto definitivo. E' un momento cruciale dell'iter amministrativo dell'opera viaria che dà quindi ai Comuni la possibilità di apportare ulteriori osservazioni e critiche sotto il profilo tecnico, ma nel quale non c'è spazio per dire “no”.
Un “no” che nel pensiero dei primi cittadini è unanime, per diverse motivazioni, ma che non può tradursi in un atto formale di opposizione politica al progetto, in quanto formalmente non previsto. E ciò in conseguenza del fatto che la Regione Veneto, come ben sappiamo, ha dichiarato “di pubblico interesse” la “proposta di finanza di progetto del raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Impresa Pizzarotti & C. Spa (Mandataria), Ing. E. Mantovani Spa, C.I.S. Spa, Cordioli Spa (mandanti) avente per oggetto la progettazione, realizzazione e gestione del c.d. Itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest, Superstrada a pedaggio”.
Il pubblico nella sala riunioni del Museo del Tabacco di Carpanè all'incontro coi sindaci sulla Nuova Valsugana (foto Alessandro Tich)
Così recita la celebre delibera della giunta regionale n. 2182 / 2011 - presentata “fuorisacco” e cioè extra ordine del giorno dall'allora assessore Renato Chisso il 13 dicembre 2011, approvata seduta stante dalla giunta Zaia e pubblicata nel BUR della Regione Veneto n. 1 del 3 gennaio 2012 - con la quale viene blindata la priorità di un'infrastruttura che, come afferma la delibera medesima, “risulta inserita in un più ampio programma di potenziamento ed ammodernamento della rete viaria primaria della Regione, con particolare riferimento ai collegamenti verso nord, risultando complementare ad altre infrastrutture in progetto, quali in via prioritaria la Valdastico Nord verso l'asse del Brennero e la prosecuzione dell'Autostrada di Alemagna nel Bellunese”.
E' vero: l'era-Chisso è ignominiosamente finita, travolta dallo scandalo Mose, e - come assicurato ai sindaci, incontrandoli a Pove, dall'assessore regionale Elena Donazzan - la giunta regionale “sta effettuando una ricognizione di tutte le opere e di tutti gli impegni nel campo delle infrastrutture”.
Ed è la Regione, come sottolineato dai sindaci, l'ente a cui rivolgersi per conoscere il destino della superstrada a pagamento osteggiata dal territorio: loro l'hanno approvata, loro possono bloccarla.
Ma la delibera regionale che dichiara il “pubblico interesse” del project Valsugana e la sua complementarietà con la Valdastico Nord è tuttora vigente. E da Venezia non è al momento giunto - neppure dalla voce del governatore Zaia, sempre iperattivo in dichiarazioni alla stampa - alcun segnale circa l'eventuale volontà politica di riconsiderare la questione.
Perché solo ritirando la deliberazione del 2011, annullandone la procedura di pubblico interesse, la Nuova Valsugana potrà essere “bocciata”, come richiesto a chiare lettere dall'Assemblea dei Comitati. Con la presunta conseguenza della maxi penale milionaria da pagare ai proponenti dell'opera viaria: una “spada di Damocle” sulla testa dei Comuni che più indefinita non si può.
L'indeterminatezza regna sovrana
Sulla penale ancora “da quantificare” che le casse pubbliche dovrebbero sborsare ai privati in caso di ritiro del progetto di finanza - annunciata sempre dall'assessore Donazzan all'incontro con i sindaci a Pove - l'indeterminatezza regna infatti sovrana. Non esiste un atto pubblicamente consultabile in cui si specifichino i termini della sanzione da pagare in proporzione al costo dell'opera, nel frattempo salito, dopo le modifiche conseguenti alle prescrizioni sul progetto preliminare, a oltre un miliardo di euro. E questo perché, come noto, il PEF (Piano Economico Finanziario) della Nuova Valsugana in project financing è secretato.
L'assessore Donazzan ha anticipato ai Comuni che “la Regione prenderà atto” delle loro posizioni e che “se il loro sarà un “no” ci fermeremo”, benché ciò comporti “il pagamento di una penale salata”. Ma i sindaci non ci stanno a vedere scaricata solo sulle loro spalle la paternità di una conseguenza così onerosa per le risorse pubbliche e rimandano alla Regione, riguardo al project, l'invito ad assumersi le proprie responsabilità.
Come è altrettanto imprecisata, sempre per mancanza di riscontro sul PEF, l'ipotizzata eventualità - a superstrada realizzata - di un esborso di risorse pubbliche ai gestori privati sotto forma di compensazione nel caso di flussi di traffico, e quindi di pedaggi, inferiori a quelli preventivati in 40mila autoveicoli al giorno: quasi il doppio dell'attuale flusso medio di traffico giornaliero sull'Autobrennero.
Alla serata di Carpanè il presidente dell'Unione Montana e sindaco di Cismon del Grappa Luca Ferazzoli ha puntato il dito - leggendolo ad alta voce - sul cruciale passaggio conclusivo del testo della delibera sul pubblico interesse del 13/12/2011: “Sotto il profilo finanziario va evidenziato che la proposta presentata da A.T.I. Impresa Pizzarotti & C. Spa non prevede alcun contributo pubblico a carico del bilancio regionale, sia in conto costruzione che in conto esercizio.”
“Se qualcuno ha informazioni certe del contrario, e cioè che ci saranno spese a carico del bilancio pubblico - ha affermato Ferazzoli -, viene con me in Procura a denunciarlo.”
Ma nessuno, al momento, possiede informazioni certe. Inutilmente, ancora nel 2012, l'allora vicesindaco di Pove del Grappa e attuale membro della Commissione Territorio e Ambiente dell'Unione Montana Valbrenta Paolo Gobbato aveva richiesto più volte a Veneto Strade e al Commissario Silvano Vernizzi, sia a voce che con formale istanza via email, “copia del quadro economico finanziario al fine di verificare il reale sostentamento dell'opera ed eventualmente l'utilizzo di contributi pubblici, i quali sarebbero in netto contrasto con la citata delibera regionale”.
A fronte del diniego a consegnare l'atto, Gobbato ha quindi presentato nel maggio del 2013 un esposto alla Corte dei Conti. Nella denuncia veniva evidenziato, tra le altre cose, “il forte sospetto che il piano economico-finanziario sia insostenibile all'origine, in modo da beneficiare automaticamente del credito d'imposta previsto dal cosiddetto “decreto sviluppo” (DL 179/2012 art. 33), che si ricorda è pari al 50% del costo d'investimento se connesso alla realizzazione di grandi infrastrutture in project dal costo oltre i 500 milioni di euro”. Ancora l'esposto paventava che “possano essere presenti oneri a carico dell'ente pubblico qualora le previsioni non si avverassero, ovvero sarebbe da capire quanto andrà a carico della Regione se ridotti flussi di traffico o altre ragioni inficiassero un ritorno del capitale investito come successo per altre opere in project”.
Da qui l'asserzione che “un qualsiasi accordo tra Regione e privato non può essere secretato, ovvero sottratto all'organo di controllo” e la richiesta ai magistrati contabili, accertata la sussistenza dei fatti così come indicati, di “adottare i provvedimenti di propria competenza” su una serie di atti che “potrebbe nascondere un rilevante nocumento per l'ente pubblico”.
Ma la risposta della Corte dei Conti, fino ad oggi, è rimasta lettera morta.
La Valsugana al bivio
Tra muri di asfalto e muri di gomma, la questione Nuova Valsugana chiede comunque di essere risolta una volta per tutte.
Perché se c'è una cosa su cui sono tutti d'accordo, Comitati compresi, è che gli annosi problemi della viabilità in Valbrenta hanno bisogno di una soluzione definitiva, congestione al semaforo di Carpanè con conseguente invivibilità della frazione e pericolosità delle curve al Merlo - come ribadito alla serata di mercoledì dal sindaco di San Nazario Ermando Bombieri - in primis.
Ma proprio l'incontro di Carpanè tra cittadini e amministratori ha confermato che ci troviamo ormai a un bivio. Le opzioni, infatti, sono due. E non c'è una terza via da percorrere.
Opzione A: i sindaci, pur contrari al project imposto dall'alto, prenderanno atto dell'impossibilità di azzerare l'opera se non al prezzo di un bagno di sangue per le risorse pubbliche cercando di migliorare il più possibile, con le valutazioni preparatorie al progetto definitivo, l'impatto dell'infrastruttura. In questo caso avremo una superstrada a pedaggio, “ottimizzata” a dovere ma comunque a pagamento, che nel tratto tra Pian dei Zocchi e Pove-Bassano non eliminerà di certo i flussi di circolazione sull'attuale Ss 47 e sulla Campesana in destra Brenta.
Opzione B: i sindaci, anche in sede di Conferenza dei Servizi, chiederanno di ritirare la dichiarazione di “pubblico interesse” e la Regione (salvo clamorosi e elettoralmente inopportuni dietrofront) accoglierà l'istanza, penale compresa, annullando la fattibilità del project. In questo caso va recuperata - come sostenuto dal presidente dell'Unione Montana Ferazzoli - la vecchia ma sempre valida variante alla Ss 47 proposta ancora nel 1999 dall'Anas di cui i sindaci della Valle, la scorsa estate, avevano già chiesto al governo l'inserimento nel decreto “Sblocca Italia”.
Non sarà una decisione semplice, perché sarà epocale. Ma il bivio di Carpané, nella serata voluta e promossa in modo propositivo dai Comitati e affollata di cittadini, ha dimostrato anche un'altra cosa: nel difficile percorso da cui dipendono i destini della Nuova Valsugana, giunto auspicabilmente all'ultimo miglio, i sindaci non sono soli.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.267 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.596 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.188 volte
Attualità
10 ago 2026
Parcheggi, solo un posto riservato ogni due permessi nel centro storico
Visto 3.178 volte
Politica
07 ago 2026
Futuro Nazionale conferma il sostegno all'amministrazione Finco
Visto 1.783 volte
Politica
08 ago 2026
Luminarie e bilancio a Bassano: commercianti e cittadini verso una quota volontaria
Visto 1.541 volte
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Visto 797 volte
Politica
08 ago 2026
Mostra dei Presepi a San Giovanni: dietrofront della giunta e critiche dell'opposizione
Visto 743 volte
Musica
11 ago 2026
Asiago Live attende Cristiano De André, Nigiotti, Panariello e The Kolors
Visto 664 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.379 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.398 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.375 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.079 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.808 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.539 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.420 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.064 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.875 volte