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Pac-Man Begins
Presentata alla Fenice di Venezia la 45^ edizione di Operaestate, con oltre 100 spettacoli e 500 artisti in 24 Comuni del territorio e “doppia inaugurazione”. E compie 45 anni anche…Pac-Man, ricordato nella grafica del manifesto del Festival
Pubblicato il 17 apr 2025
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“Non ti ho mai detto grazie”. “E non dovrai mai farlo”.
È il celeberrimo scambio di battute tra il sergente James Gordon e Batman, nell’iconica scena finale del film di Christopher Nolan Batman Begins.
Ed Operaestate Festival Veneto deve certamente dire grazie ai Comuni del territorio diffuso, che quest’anno sono 23 oltre a Bassano del Grappa, che si trasformeranno come sempre in città palcoscenico e daranno vita da giugno a settembre alla 45sima edizione del Festival.
La conferenza stampa alle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia (foto Alessandro Tich)
Dopo il dramma non teatrale del Covid e anni successivi, la conferenza stampa di presentazione di Operaestate ritorna finalmente in presenza, ancora una volta nella suggestiva cornice delle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia.
Diamo subito i numeri del Festival che verrà: andranno in scena oltre 100 spettacoli di Danza, Teatro, Musica e Circo contemporaneo a Bassano del Grappa e nei teatri, paesaggi e luoghi d’arte della Pedemontana Veneta.
E saranno della partita, per rappresentarli, più di 500 artisti provenienti da 14 Paesi.
“Operaestate Festival - afferma l’assessore comunale alla Cultura di Bassano del Grappa Giada Pontarollo - ha saputo negli anni coinvolgere i Comuni limitrofi ed è la dimostrazione di un territorio unito con l’obiettivo di farci conoscere non solo a livello nazionale ma anche internazionale.”
“Il Festival coinvolge tante amministrazioni, tanti territori e questo è molto importante anche dal punto di vista dell’amministrazione regionale - dichiara Fausta Bressani della Direzione Beni e Attività Culturali della Regione Veneto -. I Comuni sono coinvolti con operazioni di assoluta qualità, sia con produzioni tradizionali che con produzioni più innovative, lavorando anche con i giovani per i giovani.”
“Lavorare sulla formazione dei giovani e sullo sviluppo di nuovi pubblici - aggiunge la funzionaria regionale - è assolutamente fondamentale.”
“Operaestate è un progetto multidisciplinare come sempre, sin dalla sua nascita - evidenzia il direttore generale e artistico del Festival Rosa Scapin -. Le residenze degli artisti generano nuove produzioni che vengono quindi presentate in estate. È un
progettare permanente che poi porta a questo calendario.”
“Il primo e vero scopo del Festival - conferma il condirettore artistico Michele Mele - è portare gli spettacoli fuori dai teatri e abitare i luoghi con nuove produzioni.”
Non posso ovviamente citare all’interno di questo articolo tutti gli spettacoli in cartellone: ne uscirebbe una lista che neanche il vecchio elenco telefonico.
Ci sarà occasione per tornare sull’argomento nel corso della rassegna e ad ogni modo l’intero programma è consultabile sul sito del Festival (www.operaestate.it).
Presento quindi i dati fondamentali, e non necessariamente in ordine cronologico.
Il primo è quello della “doppia inaugurazione” che sarà riservata all’edizione 2025.
Il 9 luglio, in piazza Libertà a Bassano, la ResExtensa Dance Company aprirà letteralmente le danze con la produzione originale Al viaggio vertiginoso del festival, appositamente dedicata ad Operaestate: sarà uno spettacolare viaggio “onirico e poetico” che prenderà vita nella danza aerea di figure sospese nella piazza principale della città, tra voli, acrobazie e vertiginose evoluzioni.
Una seconda grande festa per l’apertura del Festival andrà in scena il 14 luglio sul nostro Ponte Vecchio, con musica e fuochi d’artificio.
Il concerto-evento Le quattro stagioni/I quattro elementi vedrà l’esecuzione de Le quattro stagioni di Vivaldi dell’Orchestra di Padova e del Veneto, con la musica diffusa lungo le rive del Brenta e accompagnata da giochi pirotecnici, lanciati da piattaforme sul fiume al ritmo delle note vivaldiane.
Dopodiché, The Show Must Go On.
Uno degli aspetti interessanti della programmazione 2025 di Operaestate è la conferma degli allestimenti che quelli che parlano figo chiamerebbero site-specific, vale a dire pensati per il luogo in cui vengono rappresentati.
È il caso di Il mondo in una conchiglia (4 luglio), ritratto del poeta Giacomo Zanella affidato al drammaturgo e narratore (o se preferite “storyteller”) Luca Scarlini e ambientato nella villa del poeta e patriota a Monticello Conte Otto.
Ma anche di Sentieri sotto la neve (5 luglio), opera musicale e teatrale composta da Giovanni Bonato, col testo di Guido Barbieri e l’esecuzione dell’Ensemble Musagète, ispirato ad un racconto di Mario Rigoni Stern sugli otto modi diversi per esprimere il concetto di “neve” in cimbro.
Sarà presentata proprio sull’Altopiano, nella Piana di Marcesina in territorio di Enego, uno dei luoghi più amati dal grande scrittore asiaghese.
Valbrenta protagonista con Fumana (3 agosto), di e con Paolo Malaguti, ambientata a San Nazario sul lungo fiume.
Ma anche con Negli stessi fiumi (22 luglio), allestito sulle rive del fiume a Campolongo sul Brenta da Valentina Fin e il quintetto Bacàn, in collaborazione con Veneto Barbaro: le voci degli abitanti del luogo sul loro rapporto con l’ambiente in cui vivono, raccolte in residenza artistica, saranno rielaborate attraverso un linguaggio musicale contemporaneo.
La bellissima Valle del Brenta sarà inoltre la location (ogni tanto questa parola la devo scrivere) di Ora felice, con Qui e Ora Residenza Teatrale (4 agosto) a Solagna nella piazzetta della Antica Trattoria Da Doro e di Alieni (7 agosto) nel Parco delle Grotte di Oliero, esplorazione sull’impatto delle specie aliene sulla biodiversità con Andrea Pennacchi insieme al naturalista e zoologo Andrea Bressi.
Ma altri Comuni ancora trasformeranno i loro paesaggi e i loro luoghi in palcoscenici: non è solo spettacolo, ma è il racconto di un territorio.
Ancora sull’Altopiano, in piazza IV Novembre a Lusiana, sarà ambientato il concerto poetico di Vasco Mirandola e Sergio Marchesini Nell’aria alta (13 agosto).
EXmusic (2 agosto), concerto di musica elettronica con Populous e Nicolas Gaunin, si terrà sulla collina di Marostica che ospita Pigrotto, la scultura gigante del cane creato dall’illustratrice Elena Xausa, prematuramente scomparsa nel 2022.
E ancora due eventi site-specific che più site-specific non si può.
Al Polo Culturale “Gian Paolo Negri” di Mussolente andrà in scena SchoolBoys (9 agosto), con Rajeev Badan di Slowmachine: una ricerca teatrale sul luogo stesso del nuovo Polo Culturale, recuperato dall’ex municipio che prima fungeva anche da scuola.
Mentre per i 150 anni del Liceo Artistico di Nove, La fabbrica dei maestri con Filippo Tognazzo di Zelda Teatro (10 settembre) presenterà, a Palazzo Baccin a Nove, la sua nuova creazione sul ruolo della Scuola d’Arte novese nello sviluppo dell’arte ceramica e sui suoi allievi, divenuti maestri riconosciuti in ambito internazionale.
E c’è anche il teatro “sul pezzo” dell’attualità.
In attesa della grande mostra che il Museo Civico di Bassano dedicherà al caposcuola del divisionismo pittorico nonché “pittore della montagna” Giovanni Segantini, due narrazioni sono state nuovamente affidate alla voce di Luca Scarlini.
La luce delle vette: Giovanni Segantini e la montagna dipinta (27 luglio) alla Pieve di San Martino di Campese e L’avanguardia verticale: la montagna trasforma l’arte tra ‘800 e ‘900 (1 agosto) nel Chiostro del Museo Civico, si concentreranno sulla montagna come fonte di ispirazione, da Segantini in poi, per gli artisti che cercavano nuovi modi di rappresentare il reale.
E come dice il saggio: e scusate se è poco.
Ma Operaestate Festival Veneto 2025 è tanto altro ancora.
Scriverei un libro se mi dilungassi, passo quindi alla modalità sintetica, chiedendo scusa agli artisti che saranno omessi per motivi di spazio.
Oltre all’evento inaugurale in piazza, la Danza propone altri 9 appuntamenti.
Tra questi, Silvia Gribaudi con Suspended Chorus (10 luglio) al Teatro Remondini di Bassano e con R.Osa (26 luglio), con Claudia Marsicano al Teatro delle Mura di Castelfranco Veneto; Iterations dell’inglese Tom Cassani (18 luglio) al CSC San Bonaventura a Bassano e Asteroide di Marco d’Agostin (19 luglio) al Teatro di Bassano; Landless, prima nazionale del coreografo greco Christos Papadopoulos, al Remondini di Bassano (24 luglio) e Sonoma del coreografo catalano Marcos Morau con la sua celebrata compagnia La Veronal, al Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano (8 agosto).
Segnalo poi quattro grandi nomi per il Teatro.
In primis Elio Germano che col musicista Teho Teardo porterà in scena Il sogno di una cosa, il primo romanzo di Pier Paolo Pasolini, al Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano (25 luglio).
Alla storia di San Francesco si ispira invece Rumba di Ascanio Celestini, al Teatro al Castello di Bassano (5 agosto); Lella Costa con La Fata (11 luglio, Parco di Villa Cerchiari a Isola Vicentina), partendo dalla Fata di Pinocchio passerà in rassegna le molte fatine della tradizione e della letteratura mentre Marco Paolini (15 settembre, a Villa Angaran San Giuseppe a Bassano) sarà in scena col suo nuovo Bestiario idrico.
Due segnalazioni, inoltre, all’interno del programma della Musica.
Due “grandi” del jazz contemporaneo, Paolo Fresu e Uri Caine, si incontreranno nella performance Improvvisi al Teatro al Castello di Bassano (12 luglio).
Villa Dolfin Boldù a Rosà ospiterà invece il concerto Piano Solo di Stefano Bollani (6 agosto).
Nell’ambito del tradizionale programma dedicato ai “Giovani Talenti”, infine, c’è grande attesa per l’arrivo in città del pianista canadese Tony Siqi Yun, già un fenomeno a livello internazionale, che esordisce in Italia proprio a Bassano, nel Chiostro del Museo Civico (11 agosto).
E voi pensate che il tentacolare programma di Operaestate termini qui?
Ma ci mancherebbe.
Anche quest’anno si aggiunge al carrello il progetto dedicato al Circo contemporaneo.
Oltre alla notte bianca dedicata a Bassano al Circo in Città (16 luglio), lo chapiteau di Parco Ragazzi del ’99 ospiterà la compagnia italiana Circo Zoè, che presenterà i suoi due nuovi spettacoli: Naufragata dal 4 al 7 settembre e Deserance dall’11 al 14 settembre.
E non può ovviamente mancare il Minifest, la sezione dedicata al pubblico dei bambini e delle loro famiglie, con una trentina di appuntamenti in programma nei vari Comuni del territorio.
Il Minifest vivrà la sua anteprima con la sezione Minimotion, che incrocia gruppi italiani con esperienze di altri Paesi europei: dal 27 al 29 giugno arriveranno la compagnia Farrés Brothers i Cia dalla Spagna, il collettivo di artisti austriaci e catalani Eléctrico28, l’artista francese Amélie Poirier e la compagnia Meneer Monster dai Paesi Bassi.
Et dulcis in fundo, B.Motion: dal 21 al 31 agosto, 35 nuovi spettacoli di Danza, Teatro e Musica per la sezione dedicata ai linguaggi del contemporaneo e agli artisti emergenti, ulteriormente arricchita da un programma parallelo di workshop, nonché di programmi di scambio di residenze artistiche e di progetti di collaborazione internazionale.
L’appunto finale di questo mio volo ad uccello sopra il programma del Festival è dedicato all’omaggio che sarà finalmente reso a una grande “presenza bassanese” rimasta sottostimata, e infine dimenticata, negli anni successivi.
Si tratta di Lilian Terry, la cantante jazz di fama internazionale, scomparsa nel 2023.
Lilian, di cui mi onoro di essere stato amico, fondò a Bassano la Scuola Popolare di Musica “Dizzy Gillespie” e riuscì a portare in riva al Brenta il sommo Dizzy Gillespie che l’11 settembre del 1987, in occasione del suo 70simo compleanno, fu il protagonista al Velodromo Mercante dell’indimenticabile festa-concerto “Dizzy’s Day”, con l’entusiastica partecipazione di oltre 5000 persone, e al quale l’allora sindaco Gianni Tasca conferì la cittadinanza onoraria di Bassano del Grappa consegnandogli le chiavi della città.
Il prossimo 23 luglio, Bassano City of Jazz omaggerà Lilian Terry nel centro storico di Bassano. Gran parte dei musicisti jazz formatisi nella sua Scuola Popolare di Musica saranno presenti per esibirsi in questa occasione, insieme a una decina di altri gruppi disseminati in altrettanti angoli del salotto cittadino.
Per quanto mi riguarda, è una delle note più intonate di Operaestate 45.
In conclusione, c’è ancora spazio per la rivelazione che viene comunicata urbi et orbi in conferenza stampa da Michele Mele:
“Quest’anno non è solo la 45sima edizione del Festival, ma anche il 45simo anniversario di Pac-Man.”
Il mitico videogioco della Namco, nato per l’appunto nel 1980, esordisce così ad Operaestate Festival Veneto, che lo ricorda nei simboli grafici “Pac-Maniani” del manifesto di questa edizione 2025.
Pac-Man Begins.
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