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I Quattro Studi dell'Architettura
Vicenza accoglie a braccia aperte Sir David Chipperfield, archistar inglese, autore del progetto mai realizzato per la riqualificazione delle rive del Brenta a Bassano. E che resta negli annali della categoria delle occasioni perdute
Pubblicato il 23 mag 2018
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Il suo illustrissimo predecessore Andrea Palladio, quello del Ponte di Bassano tanto per intenderci, ha tramandato ai posteri le nozioni e i segreti della sua arte di progettista nei Quattro Libri dell'Architettura.
Lui invece, relativamente all'Architettura (sempre con la “A” maiuscola), ha quattro studi: rispettivamente a Londra, Berlino, Milano e Shanghai.
Sir David Chipperfield, archistar inglese, Commendatore dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico, si divide tra Europa e Cina per continuare a sfornare progetti di opere richieste ed acclamate ovunque. Su di lui, in questo periodo, sono accesi i riflettori della mostra “David Chipperfield Architects Works 2018”, allestita nella Basilica Palladiana di Vicenza fino al prossimo 2 settembre. Esposti, nell'occasione, i progetti in corso di realizzazione o appena ultimati degli studi internazionali del grande architetto londinese.
David Chipperfield (foto: Ingrid von Kruse)
Dall’Isola dei Musei di Berlino al cuore di Seul - dove ha progettato un intero quartiere in cui si insedierà la società Amorpacific - e dalla Cavea Arcari sui colli Berici al negozio di Valentino in Fifth Avenue a New York, la mostra accompagna il visitatore in giro per il mondo alla scoperta di manufatti di architettura sempre in profonda e rispettosa relazione con i luoghi in cui prendono vita. Un’attenta riproduzione del contesto che viene ripresa anche nei modelli esposti, realizzati nei materiali originali di fabbricazione, per coglierne al meglio la resa finale: marmi di diversi colori e provenienze, svariate essenze di legname caratterizzano infatti i progetti esposti.
E chissà che non sia proprio sir Chipperfield la persona giusta per dare una dritta al Comune di Bassano del Grappa su dove trovare l'essenza del legname di rovere classificazione “D 30”, nelle dimensioni e con il grado di umidità richiesto dal progetto esecutivo, per le colonne delle stilate del Ponte Vecchio da restaurare.
Sto ovviamente scherzando. Anche perché, molto probabilmente, David Chipperfield di Bassano del Grappa non vuol più sentir parlare.
Con la tendenza al “badilismo” - e cioè al darsi delle badilate sui denti - che contraddistingue ormai da troppi anni la nostra città, siamo stati infatti in grado (non noi, ma i due industriali nelle vesti di “mecenati” Luigi Bonotto e Renzo Rosso) di richiamarlo in riva al Brenta. Salvo poi lasciarcelo scappare senza considerare il suo progetto, anche parzialmente, per gettarlo letteralmente alle ortiche.
Correva l'anno 2010: ricordo ancora l'affollamento della città, il 16 novembre, per la presentazione al Museo Civico del progetto, commissionato e pagato dall'accoppiata Bonotto-Rosso, con il quale Chipperfield ridisegnava urbanisticamente il “quadrilatero” compreso tra i due Ponti e le due opposte rive del fiume.
Una nuova passerella tra Porto di Brenta e la sponda opposta, un percorso pedonale circolare a livello acqua tra i due ponti e sotto il Ponte Vecchio, una nuova piazza prospiciente all'acqua in via Macello, l'ex Macello trasformato in Centro Culturale Polifunzionale, rampe e scale tra le rive e il Ponte Nuovo ristrutturato: erano solo alcuni degli elementi del rivoluzionario intervento.
Rivoluzionario a tal punto che, per l'appunto, dopo non se ne è fatto più nulla.
L'Amministrazione dell'epoca aveva ritenuto troppo onerose per le casse comunali le soluzioni di restyling urbano proposte dall'archistar e dopo la fase della pompa magna, come accade spesso nella città del Grappa, si è passati alla fase dell'oblio.
Le idee per la città firmate David Chipperfield sono state rinchiuse nel solito cassetto degli uffici comunali e il suo plastico del progetto, che tanto scalpore e interesse aveva destato allora nell'opinione pubblica, relegato all'Urban Center dove ha fatto quasi la fine del secco indifferenziato.
“Le città - aveva rimarcato l'architetto alla presentazione al Museo - vanno viste come soggetti in continuo sviluppo e evoluzione, e il progetto vuole essere una novità invisibile che si fonde col paesaggio.” Lo hanno preso alla lettera: più “invisibile” di così, visto il destino che gli è stato riservato, non si può.
Da allora ne è passata di acqua sotto il Ponte e accanto alle ture, ma quell'incontro ravvicinato della città con uno dei big dell'Architettura mondiale, esauritosi in un gigantesco selfie alla bassanese senza approdare ad un esito concreto, rimane negli annali della categoria delle occasioni perdute. Non che il progetto Chipperfield andasse acriticamente accettato a scatola chiusa: alcuni suoi aspetti, prima fra tutti la passerella in mezzo ai due Ponti, erano certamente meritori di un ulteriore approfondimento del dibattito cittadino ed istituzionale. Il problema è che dopo il clamore mediatico conseguente alla sua presentazione pubblica, e una volta esauritosi il medesimo, non se ne è più dibattuto: caro Sir Chipperfield, Thank You per l'interessamento e arrivederci.
Ora l'illustre suddito di Sua Maestà (che tuttavia, a seguito dell'epilogo del suo progetto sul Brenta, non potrà fregiarsi del titolo di “Illustre Bassanese”) è ritornato da queste parti, ma a debita distanza dalla terra degli asparagi. Si è recato a Vicenza per l'inaugurazione della mostra dello scorso 11 maggio e sempre nel capoluogo berico, il giorno successivo, ha tenuto una prestigiosa “lecture” al Teatro Olimpico.
Sir David adesso torna ancora in Veneto per l'apertura della Biennale di Architettura di Venezia, in programma questo fine settimana. E, visto che è già per strada, sabato prossimo 26 maggio sarà nuovamente a Vicenza dove dalle 11 alle 13 terrà una conferenza aperta al pubblico (con prenotazione obbligatoria) al Teatro Comunale per illustrare la sua visione dell'Architettura e le modalità di lavoro dei suoi quattro studi internazionali. Coadiuvato da immagini e disegni, nell’incontro con il pubblico Chipperfiled illustrerà le peculiarità del suo approccio all’Architettura e la filosofia “sociale” che sostiene i suoi lavori, caratteristiche che gli sono valse più di 100 riconoscimenti internazionali, tra cui la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects e il Premio Imperiale della Japan Art Association.
Tra tutti questi riconoscimenti, per quanto già spiegato sopra, non figurano medaglie bassanesi. L'incontro che fu tra Bassano e l'archistar, e che non si è più ripetuto, resterà per sempre legato all'immagine di un attimo fuggente.
Con la netta sensazione che Bassano del Grappa non abbia bisogno di David Chipperfield, ma di David Copperfield: l'illusionista famoso nel globo anche per essere stato il fidanzato di Claudia Schiffer. Dacché in questa città, per i grandi temi che la riguardano a cominciare dal Ponte, è tutta un'illusione.
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