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Arte e fede nel cuore di Bassano: nasce il nuovo itinerario delle chiese monumentali

Presentato al Museo Civico il progetto pilota che unisce le tre chiese storiche del centro. Un percorso che riunisce restauri, grandi capolavori e radici francescane, con lo sguardo rivolto al turismo religioso

Pubblicato il 22 mag 2026
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Bassano del Grappa prova a rileggere se stessa partendo dalle proprie radici più profonde. Nasce così un nuovo itinerario tra arte e fede nel cuore del centro storico, un percorso che collega luoghi simbolo come Santa Maria in Colle, San Giovanni e San Francesco con il Museo Civico, ricostruendo una trama storica e spirituale spesso percepita solo in modo frammentario.
La presentazione, ospitata nella sala Chilesotti, ha visto in prima linea don Andrea Guglielmi, arciprete Abate di Santa Maria in Colle, tra i promotori dell’iniziativa.
«Diventare custodi di un patrimonio – ha spiegato – significa anche lasciarsi costruire da esso: è qualcosa che ci forma, che custodisce la nostra umanità e ci aiuta a non perdere il contatto con le radici».

La conferenza stampa.


Il percorso si sviluppa come un viaggio nello spazio e nel tempo. Si parte dal Duomo di Santa Maria in Colle, per attraversare le tappe della diffusione del cristianesimo nel territorio bassanese.
Un territorio che, come è stato ricordato, presenta una peculiarità precisa: una forte vocazione eremitica. Figure semplici, spesso poco istruite ma profondamente radicate nella comunità, hanno rappresentato per secoli un punto di riferimento spirituale e sociale.
Accanto a loro, un ruolo decisivo è stato svolto dalle confraternite laicali, molto diffuse tra Medioevo e Rinascimento, capaci di incidere non solo sul piano religioso ma anche su quello culturale ed economico, arrivando a sostenere la realizzazione di importanti opere d’arte.

Il cuore del progetto è proprio nella capacità di creare connessioni.
«I bassanesi potranno scoprire legami tra luoghi, opere, storie e persone – ha sottolineato l'arciprete Abate – e riscoprire la bellezza di una storia che, se raccontata, permette di comprendere meglio chi siamo».
Un approccio che non offre risposte definitive, ma rilancia domande: perché la presenza francescana è stata così forte in città? Perché tante confraternite? Cosa cercavano le comunità di allora e cosa cerchiamo oggi?

Scendendo verso San Giovanni emerge un altro elemento centrale: il legame tra fede e assistenza.
La chiesa nasce infatti come ospedale, parte di una rete di accoglienza per pellegrini, malati e bisognosi, anticipando modelli di solidarietà che nel tempo si evolveranno nelle strutture sanitarie moderne.
La sintesi del percorso si trova nella chiesa di San Francesco, simbolo della presenza francescana a Bassano. Qui si intrecciano contemplazione e vita concreta, spiritualità e impegno sociale. I frati, particolarmente vicini al popolo, hanno rappresentato per secoli una guida capace di coniugare profondità religiosa e attenzione quotidiana alle persone.

L’iniziativa nasce come primo passo di un disegno più ampio.
«È un progetto pilota – ha spiegato don Andrea Guglielmi – destinato ad ampliarsi a cerchi concentrici, coinvolgendo progressivamente altri luoghi del territorio, dal monastero di Campese agli eremi e alle chiese della fascia pedemontana».

A sottolineare le potenzialità anche sul piano turistico è stato il sindaco di Bassano, Nicola Finco. «Il turismo religioso è in crescita – ha evidenziato – e il Veneto rappresenta già un punto di riferimento con mete come Padova, Monte Berico e il Santuario della Corona. Anche Bassano ha una storia unica e un patrimonio importante: far conoscere questi luoghi significa offrire nuove opportunità alla città».
Il primo cittadino ha quindi ribadito il valore strategico dell’iniziativa: «È un punto di partenza per aprire e valorizzare sempre di più chiese e luoghi di culto, permettendo ai bassanesi e ai visitatori di riscoprire la storia e l’identità del territorio».
Il progetto non si limita alla valorizzazione del passato, ma propone una riflessione sul presente. Raccontare questo patrimonio significa interrogarsi su ciò che resta vivo oggi, su ciò che continua a parlare alla comunità.

In una città spesso associata alla vivacità del centro e alla dimensione turistica, emerge così un livello più profondo, fatto di storia, spiritualità e identità condivisa.
E, come ha concluso don Andrea Guglielmi, con una battuta che è anche una sintesi del progetto, «a Bassano non c’è solo sete di trovare bar aperti: c’è anche sete di spiritualità».

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