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Massimiliano Cavallo

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Sicurezza, Bassano firma il protocollo in Prefettura: telecamere e presidi fissi contro i «maranza»

L'assessore Campagnolo annuncia la mappatura dei minorenni responsabili. Monitorati i locali della movida, ma gli esperti avvertono: serve intercettare il disagio sociale

Pubblicato il 20 mag 2026
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Una firma in Prefettura per consolidare il territorio e rafforzare il contrasto alla microcriminalità giovanile.
Bassano del Grappa, insieme ad altri trenta Comuni della provincia, ha sottoscritto il protocollo per la sicurezza urbana: con questa adesione salgono a 77 gli enti coinvolti nell’accordo provinciale: più di due terzi dell’intero Vicentino.
Il cuore dell’intesa riguarda la condivisione dei dati dei sistemi di videosorveglianza.

L’assessore alla Sicurezza del Comune di Bassano del Grappa, Alessandro Campagnolo, ex dirigente della Polizia di Stato.

L’obiettivo è collegare le telecamere comunali alla rete nazionale delle forze dell’ordine e rendere immediata l’attività di prevenzione e monitoraggio contro degrado e criminalità.
A Bassano l'intervento appare quanto mai urgente e assume una priorità assoluta: la necessità impellente è quella di arginare in modo drastico i recenti episodi di microcriminalità, furti con destrezza e tensioni che vedono protagonisti i gruppi giovanili e i cosiddetti «maranza» tra centro storico, stazione ferroviaria e aree scolastiche.

L’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo, ex dirigente della Polizia di Stato, conferma che la situazione viene mappata quotidianamente e delinea con precisione i confini del fenomeno in città, focalizzandosi sulle aree più calde:
«Ci sono delle situazioni che vanno monitorate. Conosciamo i gruppetti che si muovono sul centro storico, sul centro studi e ci sono determinati quartieri come Rondo brenta che ha maggiore incidenza in situazione critiche legate a queste piccole bande. Sono soggetti quasi tutti minorenni, in questo caso, il novanta per cento sono minorenni e qui siamo riusciti ad attivare un colloquio con le famiglie di questi soggetti che sono stati intercettati. Vediamo che c'è una disponibilità al dialogo e tra l'altro anche i genitori sono preoccupati per le sorti dei propri figli.»

Poi la descrizione degli equilibri tra i gruppi sul territorio: «Sono delle bande che si diversificano tra di loro e si sono quasi spartite le zone. I soggetti li abbiamo già intercettati per situazioni di spaccio e naturalmente anche lì stiamo lavorando e abbiamo già ottenuti dei risultati per allontanarne alcuni dal centro con il cosiddetto Daspo Willy. Ecco, questa è la situazione che noi viviamo attualmente, su cui, ripeto, l'attenzione delle forze dell'ordine e nostra è massima.»
Secondo l’assessore, l’attento lavoro delle forze dell’ordine ha già consentito di stringere il cerchio attorno ai responsabili: «Nel novanta per cento dei casi li conosciamo. I soggetti sono stati tutti quanti radiografati.» Negli ultimi mesi i picchi di microcriminalità hanno colpito direttamente i commercianti del centro storico, in particolare nell’area di via Roma, dove si sono registrati tentativi di borseggio mirati, con l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
In alcuni casi la collaborazione istituzionale con le famiglie è andata oltre, trasformandosi in una vera e propria alleanza per arginare il consumo di alcol tra minorenni nei locali della movida: «Alcuni genitori addirittura ci hanno segnalato le problematiche dei figli minori che consumavano alcol in un bar bassanese e questo ci ha permesso di cominciare a fare una situazione di terra bruciata intorno a questa realtà di esercenti che approfittano dei minori.»

Il presidio delle forze dell’ordine viene coordinato nei punti nevralgici della città, in particolare durante gli orari di ingresso e uscita degli studenti: «Nel centro studi abbiamo una copertura in termini preventivi sia all'entrata a scuola sia all'uscita da scuola e la polizia locale costantemente tutti i giorni e a turno polizia e carabinieri. Se c'è la polizia al centro studi, i carabinieri sono nella zona della stazione.»

Contestualmente, l'assessore lancia un appello alla cautela rivolto direttamente alla cittadinanza per prevenire i raggiri in strada, diffidando dai finti approcci cordiali:
«Quello che chiedo è che i cittadini siano un po' più premuniti, sia in termini di attenzione verso l'esterno, su chi si avvicina a loro. L'avvicinamento amichevole nasconde sempre qualcosa. Comunque Bassano è una città vivibile, tranquilla, su cui però bisogna avere occhi ben aperti.»

Dietro pattugliamenti e videosorveglianza resta però un problema che nessuna centrale operativa può risolvere da sola: un disagio giovanile sempre più profondo, fatto di ragazzi che sembrano aver smarrito il senso del limite, dell’empatia e del rapporto con la comunità. Più controlli e più telecamere possono contenere il fenomeno, ma difficilmente bastano a risolverlo. Perché il rischio è inseguire soltanto la rissa, il furto o l’intimidazione senza intervenire davvero su ciò che accade prima.
La deterrenza serve, ma da sola non basta. Servono scuola, servizi sociali, educatori e luoghi capaci di intercettare il disagio prima che sia la strada a farlo.
Perché la vera domanda non è soltanto come fermare questi ragazzi, ma come aiutarli a non perdersi.

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