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Dario Vanin

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Tecnologia

L'annuncio di Google che cambia il mondo

Umanità verso la "singolarità"

Pubblicato il 21 mag 2026
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Nel suo celebre saggio del 2005 "La singolarità è vicina", il futurologo Raymond Kurzweil teorizzava che entro la prima metà di questo secolo avremmo assistito a un punto di svolta tecnologico epocale per la nostra specie. Quello scenario, per lungo tempo relegato alle speculazioni e alle pagine dei romanzi di fantascienza, ha assunto contorni tremendamente concreti durante il recente Google I/O del 2026. In chiusura dell'evento, Demis Hassabis, leader di DeepMind, ha tracciato una linea netta verso il nostro prossimo futuro, accennando all'imminente arrivo dell'intelligenza artificiale generale (AGI), una tecnologia potenzialmente in grado di risolvere sfide immense come la cura di tutte le malattie (Fonte: intervento conclusivo di Demis Hassabis al Google I/O, ora 1:44). È proprio in questo delicato contesto che emerge prepotentemente il concetto di "singolarità", termine che identifica l'esatto momento in cui l'intelligenza artificiale diventerà più efficiente degli esseri umani sia dal punto di vista cognitivo che da quello operativo.

Questo passaggio rappresenta un radicale cambio di passo nell'evoluzione: un vero e proprio punto di non ritorno, oltre il quale i sistemi acquisiranno la capacità di migliorarsi in totale autonomia, procedendo a un ritmo che oggi ci risulta impossibile persino immaginare. Le conseguenze per l'umanità si preannunciano totalizzanti, destinate a stravolgere la nostra quotidianità e a innescare complessi dibattiti etici e culturali prima ancora che tecnologici.

L'esatto momento in cui Demis Hassabis cita la "singolarità" (Youtube)


Se da una parte l'AGI promette di far fiorire il progresso umano spingendolo oltre ogni confine conosciuto, dall'altra impone un'enorme e inedita responsabilità per la nostra specie. Nonostante Google assicuri il massimo impegno per evitare che questa dirompente evoluzione prenda una piega inattesa o disastrosa, il controllo del nostro domani non può essere lasciato unicamente nelle mani di chi nutre enormi interessi economici o diretti nello sviluppo sfrenato dell'IA. Risulta quindi vitale e urgente un intervento delle istituzioni e dei legislatori, chiamati a colmare tempestivamente gli attuali vuoti normativi per tracciare linee guida capaci di scongiurare i rischi più estremi, tutelando la società senza però soffocare la ricerca. Tutta questa cautela preventiva è assolutamente necessaria, non fosse altro per evitare il rischio di aprire la porta di casa un mattino e trovarsi faccia a faccia con un implacabile cyborg corazzato dall'accento austriaco, costringendoci a spiegargli in fretta e furia di non avere la minima idea di dove si trovi Sarah Connor.

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