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Massimiliano Cavallo

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Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin

Tensioni a Colceresa dove mercoledì è previsto il voto per il nuovo stabilimento produttivo

Pubblicato il 27 apr 2026
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La gestione del territorio a Colceresa vive giorni di forte tensione, stretta tra scadenze amministrative imminenti e l’attenzione della magistratura contabile.
Mercoledì prossimo, 29 aprile, il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la variante parziale che dovrebbe dare il via libera al nuovo stabilimento della Faresin Industries SpA in via dell’Industria.
L’intervento, che punta a raggruppare in un unico sito produttivo le attività attualmente dislocate in cinque diversi capannoni a Breganze, prevede la trasformazione di 68 mila metri quadrati di terreno agricolo in un’area produttiva da 25 mila metri quadrati coperti.

il gruppo di minoranza del comune di Colceresa.

Alla vigilia del voto, un gruppo di cittadini, supportato da tecnici ed esperti ambientali, ha depositato un esposto – di cui la redazione ha preso visione – presso la Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto. Al centro dell’istanza, la richiesta di fare chiarezza su possibili anomalie nelle procedure di trasformazione urbanistica, con particolare riferimento all’utilizzo della Legge regionale 55/2012 e dello strumento del SUAP (Sportello unico per le attività produttive). Secondo i firmatari, quella che la normativa configura come una procedura eccezionale sarebbe diventata a Colceresa una prassi consolidata, con cinque permessi in deroga rilasciati nell’arco degli ultimi sei anni.

Sull’intera vicenda abbiamo sentito Andrea Corradin, capogruppo di minoranza e segretario provinciale di Azione:
«Non siamo contrari alla ditta Faresin, anzi: ben venga chi sceglie di investire nel nostro territorio», chiarisce Corradin. «Ma chiediamo maggiore trasparenza e condivisione su un intervento così impattante. È un territorio che, per la sua posizione strategica, è appetibile per molti, ma proprio per questo serve dialogo con i cittadini e ascoltare le loro voci. Noi non abbiamo nessuna visione ideologica ma vogliamo semplicemente la certezza che questo complesso non pregiudichi l’ambiente e, soprattutto, l’acqua, che è un bene primario».

L’opposizione, pur non mettendo in discussione la regolarità formale degli atti, invoca un supplemento di riflessione sulla fragilità idrogeologica dell’area interessata:
«Non abbiamo dubbi che tutto sia stato fatto in ordine e che si rispettino le norme, ma la questione è fare comunque alcune valutazioni in più: capire come l’Amministrazione intenda governare in maniera specifica quella zona. Bisogna avere la certezza assoluta che non vi sia un pericolo per la ricarica della falda. In un periodo di siccità e crisi idrica, cementificare sopra i pozzi che alimentano diverse comunità richiede estrema prudenza».

Un capitolo rilevante dell’esposto riguarda la quantificazione del «contributo straordinario» (articolo 16 del Testo Unico dell’Edilizia).
L’ipotesi dei segnalanti è che l’ente pubblico non abbia incassato cifre congrue rispetto al plusvalore generato dalla variante, configurando un potenziale danno erariale.
Nello schema di convenzione depositato lo scorso 21 aprile, tale contributo è indicato in 867 mila euro: spetterà ora alla magistratura contabile valutarne l’adeguatezza rispetto al valore reale dell’operazione.

Al di là dell’esito del voto e delle eventuali verifiche della magistratura contabile, la vicenda pone una questione più ampia: quale modello di sviluppo debba guidare le trasformazioni urbanistiche nei contesti locali. Tra attrazione degli investimenti, tutela ambientale e gestione delle risorse, il punto di equilibrio appare sempre più complesso.
Ed è proprio su questo terreno – quello delle scelte di lungo periodo e della fiducia tra istituzioni e comunità – che si gioca la partita più rilevante.
Ci teniamo a precisare che resta ferma la disponibilità della redazione a ospitare eventuali repliche o precisazioni da parte dell’Amministrazione comunale, della società Faresin Industries SpA e dei soggetti coinvolti, al fine di garantire un’informazione completa e verificata.

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