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Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
L'ex sindaco torna in campo con una coalizione di centrodestra unita, puntando sul completamento dei cantieri già finanziati e sulla stabilità amministrativa. Sullo sfondo, la questione della candidatura di Zanon e la spaccatura interna alla Lega
Pubblicato il 30 apr 2026
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Dopo l’intervista a Paolo Zanon, il nostro viaggio tra i candidati alla carica di sindaco di Nove prosegue con Luca Rebellato.
L’ex primo cittadino si ripresenta alla guida della lista civica “Per Nove - Rebellato Sindaco”, sostenuta in modo unitario dall’intera coalizione di centrodestra.
Al cuore della sua proposta, una doppia direttrice: il completamento dei cantieri strategici e la costruzione di una solidità politica capace di garantire al paese una stagione di stabilità duratura.
La lista civica "Per Nove - Rebellato Sindaco".
Rebellato, torna in campo dopo la fine anticipata del suo mandato. Con quale spirito affronta questa nuova sfida?
«Con determinazione e profondo senso di responsabilità. La mia candidatura si inserisce in una linea di continuità con il percorso avviato nel 2023: abbiamo costruito una squadra amministrativa che ha saputo rimettere in movimento un paese fermo da troppo tempo. Non vivo questa sfida come una rivincita personale, ma come la volontà di portare a termine una missione. La macchina è già accesa e pronta a partire: sento il dovere di onorare la fiducia dei cittadini completando le opere che avevamo iniziato.»
Oggi si presenta con una coalizione decisamente più compatta. Che valore ha questo passaggio?
«È un segnale di estrema solidità. Per la prima volta in un comune sotto i 5.000 abitanti, siamo riusciti a schierare una coalizione unitaria con cinque partiti di centrodestra presenti, più una lista civica, con i loro simboli ufficiali. È una squadra nata dal territorio, non calata dall’alto, costruita proprio per garantire coesione ed evitare quegli "incidenti" che in passato hanno rallentato l’azione amministrativa. Questa unità ci garantisce una filiera istituzionale diretta che va dalla Provincia al Governo, fondamentale per ottenere risultati concreti e rapidi.»
Entriamo nel merito del programma: quali sono le opere prioritarie?
«La priorità è dare continuità ai cantieri già finanziati per circa 2 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altri 2 pronti a partire. Parliamo della ristrutturazione di Piazza De Fabris, del completamento della seconda palestra comunale, della riqualificazione dell’Oasi del Brenta e del prolungamento delle piste ciclabili. Sono risposte reali che Nove aspetta e che noi siamo pronti a consegnare alla comunità.»
Sicurezza e servizi sociali: quali sono le vostre proposte?
«La sicurezza è una nostra priorità assoluta: in un periodo storico complesso come quello attuale, i cittadini di Nove hanno il diritto di sentirsi tranquilli e protetti all'interno della propria comunità. Per questo puntiamo a rafforzare il dialogo costante tra l'Amministrazione e le Forze dell'Ordine, creando una rete di collaborazione più stretta e operativa. Sul piano tecnico, prevediamo un potenziamento capillare della videosorveglianza. Per quanto riguarda il sociale, la sfida centrale è l'integrazione nelle nuove ATS (Ambiti Territoriali Sociali). Il nostro obiettivo è istituire un Hub sanitario di primo intervento: vogliamo che giovani e anziani trovino risposte concrete e servizi medici vicino a casa, eliminando il disagio di spostamenti inutili fuori paese e garantendo un'assistenza realmente a misura d'uomo.»
Rebellato, molti vedono nella sua scelta un atto di sfida. Lei invece parla di dovere verso la comunità: perché ritiene che la sua candidatura sia la risposta corretta per il futuro di Nove?
«Ribadisco con fermezza: non c’è alcuna rivalsa personale in questa scelta. Metterci la faccia oggi significa dimostrare con i fatti che il lavoro avviato era solido e che i cittadini di Nove meritano risultati concreti. Rivendico la validità del nostro progetto e la necessità di portarlo a compimento.
Scegliere la continuità è una scelta precisa: una nuova amministrazione avrebbe bisogno di tempo per organizzarsi, con il rischio di rallentare il paese. Noi invece siamo pronti a ripartire subito, con una squadra già operativa. Questo significa garantire risposte immediate e assicurare quella stabilità che Nove oggi chiede.»
A sostegno di Luca Rebellato scende in campo una squadra che unisce esperienza amministrativa e nuove competenze professionali: Zaminato Remo, Cuman Sonia, Marcon Valter, Marini Zeudi, Balestrieri Giuseppe detto Pino, Barausse Giody, Brotto Luca, Caron Maurizio, Crestani Renato, Primon Gerardo, Tasca Denis, Zanovello Franco.
Sulla questione legata alla coerenza politica e alla scelta di Paolo Zanon, candidato Sindaco ed esponente di spicco della Lega sul territorio, è intervenuto Maurizio Caron, figura storica del Carroccio ed ex assessore all’urbanistica. Caron ha voluto chiarire senza ambiguità la posizione ufficiale del partito: «La situazione è lineare: il centrodestra ha un unico candidato ufficiale ed è Luca Rebellato. La Lega ha scelto di sostenere convintamente questo gruppo perché crede nel progetto, nella squadra e nel valore della figura di Rebellato. Riguardo alla scelta di un tesserato di correre autonomamente, sia chiaro: ognuno è libero di fare le proprie mosse, ma il regolamento vieta di schierarsi contro il proprio partito con la tessera ancora attiva. Questa decisione sarà oggetto di valutazione da parte degli organi competenti; non si tratta di una questione personale, ma di responsabilità verso il partito e la coalizione.»
La proposta di Rebellato si basa su stabilità amministrativa e capacità di trasformare l’interruzione del 2023 in una ripartenza immediata. Resta però un elemento di incertezza che attraversa questa fase della campagna elettorale: il comportamento dell’elettorato leghista. Se da un lato il sostegno ufficiale del partito al candidato è stato ribadito con chiarezza dall’altro resta da capire come i cittadini simpatizzanti risponderanno realmente alle urne. Sarà un equilibrio delicato, da valutare in un contesto che si preannuncia sul filo del rasoio, dove ogni singola preferenza potrebbe risultare decisiva.
Il verdetto finale spetterà ai cittadini: sarà il responso delle urne, giocato fino all'ultimo voto, a scrivere il prossimo capitolo amministrativo di Nove.
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