Ultimora

Politica

Sul caso “Marostica” si spacca il mondo politico

Centrosinistra e civiche all’attacco: «Metodi squadristi contro le maestre». La Lega replica: «Operazione di lavaggio del cervello»

Pubblicato il 18 mag 2026
Visto 255 volte

Sono molti i comunicati arrivati in redazione nelle ultime ore che trasformano il caso della scuola elementare “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica in una durissima contrapposizione ideologica.
Il percorso didattico sulla rotta balcanica, sfociato nell'invio degli ispettori ministeriali da parte del ministro Giuseppe Valditara, spacca il territorio tra chi difende l'autonomia scolastica e chi denuncia un tentativo di indottrinamento politico dei minori.

Di seguito un riassunto dei comunicati e delle posizioni pervenute in queste ore.

L'affondo delle civiche: «Metodi squadristi contro l'autonomia»
A sollevare lo scudo a difesa della scuola sono le forze civiche del Bassanese, che non usano mezzi termini per condannare la reazione della destra.
La lista Bassano Passione Comune, tramite la portavoce Anna Taras, definisce «grave» e «inaccettabile ingerenza» l'ispezione ministeriale. Taras traccia un parallelo storico pungente: «Forse se le insegnanti, invece di approfondire le vicende della rotta balcanica con attività esperienziali, avessero scelto di far simulare ai ragazzi l’attraversamento dei valichi alpini al confine con la Svizzera, come hanno fatto tanti italiani nel secondo dopoguerra, sfidando neve, crepacci e polizia alla ricerca disperata di lavoro, alcuni politici avrebbero reagito diversamente».
La portavoce attacca poi quella che definisce «l'incongruenza dei proclami lanciati dai rappresentanti di questo governo, con un crocifisso o una corona del rosario in mano, atti a soddisfare in via istantanea i più rozzi pruriti addominali», ribadendo che il progetto punta a «preparare le future generazioni all'empatia».

Ancora più duri i toni di Bassano per Tutti, che parla apertamente di un «metodo squadrista per spaventare la comunità educante».
Secondo la lista civica, l'attacco è «un atto vigliacco perché chi lo sferra sa che il tutto è parte di una normale e legittima attività didattica, ma preferisce mandare un messaggio a chiunque voglia portare avanti percorsi di questo tipo: "vi controlliamo e vi daremo fastidio"».
Il comunicato evoca il passato — «"Libro e moschetto, fascista perfetto" si sarebbe detto un tempo» — accusando il deputato di Fratelli d'Italia Silvio Giovine e i suoi «patetici camerati» di volere una scuola «piegata all'ideologia violenta e omologatrice», dove tutti siano «attenti e obbedienti davanti al capo di turno».
La lista difende inoltre con forza la fattoria sociale Conca d’Oro, definendo «ignorantissimo e meschino» l'attacco di Giovine a una realtà storica del territorio dedita alla cura delle fragilità.


La sinistra attacca gli eurodeputati
Sul piano politico regionale, l'intervento più frontale porta la firma di Carlo Cunegato, presidente del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra nel Consiglio regionale del Veneto. Cunegato definisce «ignobile» la polemica, qualificando l'esperimento sensoriale della simulazione del cammino al buio come uno «straordinario esercizio di empatia». La nota attacca direttamente il profilo politico degli esponenti di centrodestra intervenuti sul caso: l'eurodeputata Elena Donazzan (FdI), il deputato Silvio Giovine e l'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, richiamando i loro passati provvedimenti amministrativi e le dichiarazioni pubbliche come prova di un «coacervo di intolleranza».

Sulla stessa linea si attesta l'associazione culturale e politica è IL MOMENTO, che esprime «forte preoccupazione» per la lettura ideologica e artificiosa data da Giovine.
L'associazione sottolinea che «non è propaganda parlare di fragilità, povertà, migrazioni o marginalità», e respinge con forza l'idea che il privato sociale debba essere guardato con sospetto, chiedendo alla politica di abbandonare le «scorciatoie comunicative» e di chiedere scusa alla scuola.


La replica della Lega: «Favoritismo dell'illegalità»
La risposta del centrodestra è affidata alla nota ufficiale di Anna Maria Cisint.
L'europarlamentare leghista ribalta completamente la narrazione del centrosinistra, accusando l'opposizione di difendere l'immigrazione irregolare e di sfruttare bambini acritici per scopi politici.
«Le maestre della scuola elementare di Marostica hanno invertito la narrazione della realtà», dichiara Cisint.
«Far pensare che violare i confini da irregolari sia giusto e che i cattivi della situazione siano i poliziotti non ci pare né educativo né utile al futuro del nostro Paese».
Cisint definisce il progetto «una vera e propria operazione di lavaggio del cervello utile alla sinistra, che offre copertura politica alla cultura immigrazionista delle porte aperte a qualsiasi costo».
L'eurodeputata solleva anche una dura questione di sicurezza, contestando la scelta di portare le due classi quinte in piazza Libertà a Trieste, «dove pochi giorni fa, e non per la prima volta, si sono accoltellati tra bande». Una scelta che, secondo la Lega, viola qualsiasi principio di tutela dei minori.
Infine, Cisint rivendica con forza l'intervento del ministero: «Preoccupati e sconcertati abbiamo coinvolto sin da subito il ministro Giuseppe Valditara che ha giustamente inviato gli ispettori.
La rotta balcanica è una questione complessa gestita da un racket di passeur, e invitare ad approvarlo va nella direzione del favoreggiamento».

Più visti