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Su e gru
Notizia col botto per gli amanti del panorama “pulito” davanti al Ponte: lunedì 10 maggio la grande gru del cantiere infinito di via Macello sarà rimossa
Pubblicato il 30 apr 2021
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Una gru è per sempre? A quanto pare, no. La grande gru di via Macello - che si staglia da tempo immemorabile sullo skyline più celebrato di Bassano, Ponte compreso - rischiava di diventare come il diamante della famosa pubblicità. Ma non è così: nei prossimi giorni l'alta struttura sulla riva in destra Brenta sarà infatti smantellata.
La gru di cui all'oggetto è simbolo della storia infinita - che ovviamente in questa sede non ripercorro - del cantiere di ristrutturazione dell'ex macello comunale di Bassano allo scopo di valorizzarlo e trasformarlo in un centro culturale polivalente polo di attrazione internazionale per l'arte contemporanea, come è stato sin dalle origini negli intenti della proprietà privata che fa riferimento alla famiglia Bonotto, alla Fondazione Bonotto e alla Archivio Bonotto Srl che è l'intestataria della concessione.
Una storia che si trascina da lunghi anni, in un prolungato stillicidio di autorizzazioni e concessioni dei diversi enti pubblici coinvolti per le rispettive competenze, e che nell'anno del Signore 2018 è sfociata nell'accordo Pubblico/Privato sottoscritto tra Comune di Bassano e Fondazione Bonotto e finalizzato, come informava un comunicato stampa comunale dell'epoca, “non solo alla realizzazione di un intervento di recupero architettonico dell'edificio e dell'area circostante, ma anche all'elaborazione di un progetto culturale che prevede la realizzazione di uno spazio interdisciplinare di respiro internazionale per la diffusione dell'arte contemporanea”.
Foto Alessandro Tich
L'iter del sofferto cantiere, per ragioni che pure in questa occasione non approfondisco, ha continuato la propria situazione di stallo. Nel frattempo, e in particolare negli ultimi tempi, si è sparsa insistentemente la voce dell'“insofferenza” dell'attuale amministrazione per quella grande gru che “rovina” il panorama da esibire al mondo, e magari anche al presidente Mattarella o a chi per esso, alla cerimonia inaugurale del Ponte restaurato.
E così, gira che ti rigira, siamo arrivati al momento del #Si Smonta.
La notizia del giorno infatti è questa: lunedì 10 maggio sono previsti i lavori di rimozione della gru e dei ponteggi edili del cantiere di via Macello. In caso di maltempo, la cosa avverrà lunedì 17 o lunedì 24 maggio. Nell'occasione, via Macello sarà temporaneamente chiusa al traffico, fatta eccezione per l'accesso garantito ai residenti nelle rispettive proprietà private tramite senso unico alternato nel tratto nord. Contestualmente, dal 3 al 24 maggio viene istituito sul lato opposto a quello dell'“occupazione” per l'intervento il divieto di sosta con rimozione.
La vicenda, rimasta sospesa negli eterni limbi bassanesi per così tanto tempo, ha subito un'improvvisa accelerazione nelle ultime settimane. Le acque hanno cominciato a muoversi quando in commissione il consigliere di maggioranza Antonio Guglielmini ha presentato una bozza di aggiornamento al “Regolamento comunale per la disciplina del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria” con particolare riferimento alla revoca della concessione Cosap in caso di “inerzia del cantiere”.
La questione è approdata in consiglio comunale e la novità è contenuta in un emendamento all'articolo 23 del regolamento, approvato nella seduta consiliare di ieri sera, il quale dispone che “il titolare della concessione revocata è obbligato alla rimessa in pristino del suolo pubblico” e che “in caso di inottemperanza, l'ente provvederà d'ufficio con addebito delle spese a carico del soggetto inadempiente”. Lo stesso consiglio comunale ha approvato l'inserimento in bilancio di una apposita partita di giro a copertura del “ripristino luoghi a seguito di venetuali revoche Cosap”.
Cioè a dire, in parole povere: nel caso di cantieri edili “fermi” collocati anche su suolo pubblico e quindi di revoca della concessione Cosap (Canone occupazione spazi ed aree pubbliche), l'ente comunale può agire nell'interesse pubblico superiore e a norma di regolamento ordinare lo sgombero del cantiere.
Tuttavia, per le “convergenze parallele” che talvolta possono verificarsi in questioni del genere, l'esito della vicenda è stato anticipato dalla stessa ditta Mubre Costruzioni Srl, affidataria del cantiere di via Macello, che lo scorso 8 aprile ha presentato al Comune di Bassano la richiesta in via preventiva di una nuova autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico per la rimozione del cantiere stesso e della gru. Così facendo, vengono di fatto evitati provvedimenti “forzati” da parte dell'ente comunale, secondo la nuova norma di cui sopra. La pratica è stata vagliata in istruttoria dall'Ufficio Lavori Pubblici in attesa della relativa ordinanza da parte dell'ufficio medesimo. Ordinanza che è stata emessa e che ha permesso all'amministrazione comunale di dare oggi sulla pagina Facebook del Comune la notizia ufficiale della chiusura temporanea di via Macello per i lavori di rimozione della gru e dei ponteggi del cantiere.
“Bye Bye GRU!”, ha scritto trionfalmente e ironicamente il sindaco Elena Pavan nella sua pagina Facebook personale. Quello stesso sindaco che, perlomeno con un po' più di tatto, dovrebbe ricordarsi che nel 2019 l'amministrazione comunale - anche se non era la sua - ha assegnato e consegnato il Premio Cultura Città di Bassano all'imprenditore e mecenate Luigi Bonotto, primo fautore del progetto di recupero dell'ex macello in un polo artistico-culturale di alto livello internazionale. Vorrei davvero e sinceramente sbagliarmi, ma la mia impressione è che tempi e i modi con cui la questione della gru è stata risolta dal Palazzo comunale vogliano dire anche Bye Bye a quello che doveva essere un progetto di risonanza mondiale per la città di Bassano.
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