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Gassificatore: all'assemblea scoppia il finimondo
Concitato incontro all'Auditorium Vivaldi sul progetto Karizia, convocato dai Comuni di Cassola e Rossano Veneto. La ricostruzione della cronistoria urbanistica dell'area interessata dal progetto scatena le proteste del pubblico
Pubblicato il 20 apr 2012
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“Buffoni”. “Venduti”. Salgono le urla dalle file di un pubblico esasperato e la situazione, in più momenti, rischia di degenerare. All'incontro all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola convocato dalle Amministrazioni comunali di Cassola e Rossano Veneto per fare il punto della situazione sul progetto di Karizia Tecnology la tensione è altissima, e basta una parola di troppo detta dal palco per scatenare veementi reazioni.
Ne sa qualcosa il sindaco di Rossano Gilberto Trevisan, che solo per aver detto di voler ascoltare con attenzione quello che avrebbero spiegato i tecnici incaricati dai due Comuni perché “non conosce l'impianto” e “non conosce se l'impianto fa bene o fa male” si becca la prima scarica di contestazioni della serata.
Non va meglio al vicepresidente della Provincia Dino Secco, quando dice al microfono che “con le urla di Napoli non si ottiene nessun risultato”.
Una delle movimentate fasi dell'assemblea all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola (foto Alessandro Tich)
Quello che doveva essere l'incontro delle “rassicurazioni” e dell'annuncio della nuova variante urbanistica con la quale il Comune di Cassola intende bloccare la realizzazione del gassificatore, si trasforma ben presto in una gigantesca pentola a pressione pronta a scoppiare in qualsiasi momento, nonostante le ripetute asserzioni del sindaco Silvia Pasinato di voler fermare l'impianto ad ogni costo.
L'apice della protesta esplode durante l'intervento dell'arch. Adriano Ferraro, incaricato dal Comune di Cassola di redigere la nuova variante, che invece di illustrare subito il nuovo strumento urbanistico in via di definizione ripercorre, con l'ausilio di alcune slides, la cronistoria amministrativa dell'area attorno a via Rossano in cui è inserito il lotto di Karizia Tecnology: “Negli anni '90 destinata ad interporto, poi nel 1997 trasformata in “Zona D” e cioè zona industriale con insediamenti di attività insalubri di 1° classe, nel 2004 diventata area PIP e nel 2010 interessata dal Piano Particolareggiato degli insediamenti produttivi, compresi quelli di via Balbi.”
Ma la cronistoria urbanistica dell'area si rivela un autentico campo minato: alcuni cittadini scattano dalle sedie, contestano le affermazioni dell'architetto e urlano di vedere al completo le slides e le delibere proiettate; altre persone salgono sul palco e chiedono a gran voce la visione dei documenti nella loro interezza.
E' il putiferio: la gente chiede con insistenza di vedere la parte finale della delibera del 29 dicembre 1997 con la quale - come pure affermato dall'attuale sindaco Pasinato nella sua lettera trasmessa ai cittadini - l'Amministrazione del sindaco Giovanni Gobbato avrebbe adottato la variante urbanistica di trasformazione dell'area in zona industriale con insediamenti di attività insalubri di 1° classe.
Ma la situazione è concitata: l'architetto perde un po' la bussola, risponde al pubblico per le rime e va su e giù con il mouse del computer senza arrivare, per la confusione del momento, al punto richiesto mentre il sindaco assicura che domani (oggi per chi ci legge) “tutta la documentazione sarà disponibile nell'home page del sito del Comune”.
E' il consigliere di opposizione di Cassola Giuseppe Petucco a svelare successivamente di aver ottenuto e letto la delibera del 1997 nella quale, nella parte conclusiva, la variante urbanistica “non veniva adottata”, ma rinviata, in quanto presentata verso fine legislatura, “all'adozione da parte dell'Amministrazione successiva”.
Persino Egidio Bizzotto - portavoce del Comitato “No Gassificatore”, distintosi fino ad oggi per i suoi toni di equilibrio - fa la voce grossa sul palco: “L'Amministrazione comunale di Cassola non vuole dare con chiarezza tutta la documentazione. Non è possibile che al Comune di Cassola non si possano vedere le carte”.
La movimentata discussione, tra fragorosi applausi e urla di disapprovazione a seconda degli interventi, fa passare quasi in secondo piano l'aggiornamento sul progetto del gassificatore, che pure fornisce delle informazioni interessanti.
Il consulente tecnico: “I motori dell'impianto avranno difficoltà a funzionare”
“La preoccupazione della gente - spiega l'avvocato Marco Segat dello studio legale Barel-Malvestio, consulente dei Comuni di Cassola e Rossano - è motivata da una tecnologia che non è consolidata nella prassi. In questo procedimento amministrativo, per il quale ad oggi il soggetto chiamato a decidere è la Provincia, il ruolo dei Comuni e dei cittadini è “partecipativo”: possono cioè presentare osservazioni. E' necessario quindi che la preoccupazione si basi su osservazioni tecniche e giuridiche fondate.”
“La finanziaria 2010 della Regione Veneto - informa ancora il legale - ha stabilito la norma sulla realizzabilità di nuovi impianti di trattamento o smaltimento rifiuti fino a quando non sarà approvato il Piano Regionale dei Rifiuti Speciali. I nuovi impianti vengono autorizzati a condizione che lo deliberi il consiglio provinciale, su parere dell'Osservatorio Regionale dei Rifiuti dell'Arpav che dichiari “l'indispensabilità del progetto rispetto al principio di prossimità”, e cioè che l'impianto è indispensabile per ridurre la movimentazione dei rifiuti. La Provincia di Vicenza ha sospeso la procedura VIA in attesa del parere del consiglio provinciale.”
Bisogna fare presto, però: nel mese di maggio la Provincia sarà commissariata e resta aperta la questione della competenza sulla decisione finale riguardante il progetto.
“Sul piano giuridico ci sono elementi di criticità - afferma l'avv. Segat, confermando le osservazioni rese alla precedente assemblea da Michele Boato -. Se la tipologia del trattamento non è quella dichiarata nel progetto ma di altro tipo, la competenza VIA passa dalla Provincia alla Regione.”
L'ing. Sergio Cavallari, dello Studio di Ingegneria per l'Ambiente Cavallari di Brescia - il consulente incaricato dai due Comuni per le osservazioni tecniche sul progetto Karizia - pone l'attenzione su alcuni aspetti critici. “Nell'impianto non c'è co-generazione ma solo produzione di energia elettrica - afferma il tecnico -, ed è un deficit rispetto alla normativa nazionale sull'incenerimento dei rifiuti che prevede la produzione di energia elettrica e calore. Un altro aspetto problematico sono i motori per la produzione del Syngas. Mancano informazioni, e altre informazioni, come quelle relative all'altezza dei camini, sono insufficienti. I motori proposti avranno difficoltà a funzionare e a produrre energia elettrica.”
“Nel progetto - prosegue l'ing. Crivellari - non viene fatta alcuna valutazione sulle opere connesse, e cioè su come l'impianto sarà connesso alla rete dell'energia elettrica. Nella documentazione del proponente questo aspetto non è stato sviscerato. Né ci sono valutazioni sui rischi di incendio.”
“Blocco di tutte le attività insalubri a Cassola”
Il Comune di Cassola sta intanto predisponendo la nuova variante urbanistica che, nelle sue intenzioni , dovrebbe tagliare la testa al toro.
“E' stato dato avvio al procedimento per formalizzare il blocco di tutte le attività insalubri, presenti e future”, spiega l'arch. Ferraro. La variante, in quanto tale, non consentirebbe più a Karizia di edificare il proprio impianto. Il problema è che le attività insalubri di 1° classe già presenti a Cassola sono un centinaio. “Il blocco sarà analizzato industria per industria assieme a Ulss, Arpav e Amministrazione comunale”, spiega ancora l'Amministrazione, che ha chiesto un parere legale sull'ipotesi di variante allo studio legale Barel-Malvestio.
Ma il consulente tecnico ing. Cavallari mette in guardia: “Se l'impianto va bene, e se cioè è ritenuto di pubblica utilità, lo si fa anche in area agricola”.
La situazione resta quindi interlocutoria. Il sindaco Pasinato riferisce che “il gruppo di maggioranza ha chiesto il ritiro del progetto Karizia, ma il rappresentante dell'azienda Carlo Marostica ha detto che non è in grado di dare una risposta”.
Nel frattempo, entro il 4 maggio, saranno depositate le osservazioni al progetto dei due Comuni di Cassola e Rossano Veneto.
Il vicepresidente della Provincia Dino Secco anticipa che “quasi certamente il commissario della Provincia sarà il presidente Schneck, che conosce già bene la questione” e che “non c'è nessun consigliere provinciale, con cui ho parlato, favorevole al progetto”. Ancora Secco riferisce che “11 sindaci dell'Est vicentino hanno votato “sì” al gassificatore di Montecchio-Arzignano”: la qual cosa sposta gli equilibri sulla necessità di questi impianti in provincia di Vicenza.
Nicola Finco, presidente della VII Commissione Ambiente del consiglio regionale, afferma che “da indiscrezioni, il giudizio dell'Arpav sull'utilità dell'impianto sarà favorevole”. Ma ancora Finco, co-firmatario di un'interrogazione in Regione che chiede alla giunta veneta di fare chiarezza sul gassificatore, dichiara che “si tratta di un problema che riguarda tutto il comprensorio” e chiede “una mobilitazione più decisa dei consigli comunali del territorio”.
Il bloc notes degli appunti di chi vi sta scrivendo segnala ancora l'impetuoso intervento di una residente di via Rossano a Cassola, con abitazione adiacente all'area Karizia, che urla al sindaco “voi ci state rovinando la vita” e l'incalzante discorso di un giovane esponente di Rossano del Comitato, di soli 21 anni, che tiene testa, applauditissimo, agli amministratori presenti.
A un certo punto veniamo chiamati in causa anche noi. “Nel blog di Bassanonet - afferma il consigliere di opposizione Giuseppe Petucco, esponente di centrosinistra - c'è una sola persona favorevole al progetto. E' l'unico, tutti gli altri sono contrari. L'impianto non lo vuole nessuno, chiediamo che la nostra voce sia rispettata e riconosco che qui va bene il vecchio adagio della Lega: paroni a casa nostra!”.
Arrivederci alla prossima puntata.
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