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La Teoria della Relatività
Consiglio comunale a porte chiuse, accessi contingentati in Biblioteca e Museo, ristoranti vuoti e pizzerie piene. Siamo nella seconda settimana delle “misure urgenti per il contenimento del COVID-19”, ma il coprifuoco è relativo
Pubblicato il 04 mar 2020
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L'attenzione per la prevenzione del rischio Coronavirus è assoluta, ma la sua applicazione pratica è relativa. Ecco quindi la nuova versione della Teoria della Relatività. Quella che in questi giorni sta cambiando il nostro concetto del tempo (il periodo di incubazione e di diffusione del virus originario dalla Cina e diventato un nostro “affare interno”) e dello spazio (i luoghi in cui possiamo e non possiamo andare per evitare affollamenti).
Nel Veneto siamo alla seconda settimana delle “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”, a seguito della nuova ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rilanciata dalla Regione, emessa domenica 1 marzo. È di ieri la notizia dei primi due casi “positivi” nel territorio dell'Ulss 7 Pedemontana (uno relativo a un cittadino di Breganze, l'altro a un cittadino di Schio) che stanno nuovamente surriscaldando il termometro dell'opinione pubblica, tuttavia rispetto allo psicodramma di due weekend fa, in pieno Carnevale annullato per prevenzione, stanno cominciando a manifestarsi i primi positivi anticorpi dell'abitudine al problema.
L'avviso esposto all'ingresso della Biblioteca Civica di Bassano (foto Alessandro Tich)
In Veneto rimangono sospese fino all'8 marzo le attività scolastiche di ogni ordine e grado, le competizioni e gli eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, nonché “tutte le manifestazioni organizzate e gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, ad esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”.
Il coprifuoco, tuttavia, non è più totale come la scorsa settimana e la chiusura di alcuni luoghi pubblici è diventata, per l'appunto, relativa. In merito ai luoghi pubblici della cultura (musei, biblioteche), ad esempio, si può scegliere tra opzione A e opzione B. Opzione A: mantenimento dell'obbligo di chiusura dei musei e dei luoghi culturali.
Opzione B: soppressione dell'obbligo di chiusura, a condizione che “detti istituti e luoghi assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico e garantendo il mantenimento di una distanza di almeno un metro tra visitatori”.
A queste severe prescrizioni si è adeguata, ad esempio, la Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, al cui ingresso si avvisa che in Biblioteca si può entrare ma stando bene attenti a non infrangere le regole governative del momento. L'accesso alle sale “è consentito per un numero limitato di posti (deve essere garantita la distanza minima di un metro tra i lettori)”. Le operazioni di prestito e di restituzione “devono essere effettuate nel rispetto delle distanze di sicurezza e secondo le indicazioni che saranno ripartite dai bibliotecari”. L'emeroteca, e cioè la sala dove si consultano i giornali, “rimane aperta limitatamente ai posti a sedere disponibili” e “non è consentito sostare negli altri spazi”. Le postazioni internet fisse “sono limitate nel numero”. Infine, ma questo è ovvio, “tutte le iniziative e le attività della settimana sono sospese”. Così sta dunque scritto in questo inedito decalogo del frequentatore sotto controllo.
Non solo i luoghi comunali sono sottoposti alle restrizioni di cui sopra.
Ad esempio alle poste centrali di Bassano uno dei due ingressi è chiuso e in quello rimasto aperto, in alcuni momenti di maggiore frequentazione, un gentile addetto con tesserino di riconoscimento al collo svolge il ruolo di “usciere”, controllando gli accessi delle persone. Un avviso - esposto all'entrata di tutti gli uffici postali del territorio - informa che “a seguito della recente Ordinanza della Regione, sarà necessario limitare l'affollamento della sala al pubblico come azione utile alla prevenzione del contagio”. E aggiunge: “Ci scusiamo per l'eventuale attesa all'esterno dell'ufficio”. E se per caso all'esterno dell'ufficio piove e tira vento, copriamoci bene per evitare almeno di beccarci un raffreddore.
Dal divieto assoluto siamo passati quindi, laddove possibile, alla fase del divieto “contingentato”. L'ordinanza ministeriale lo prescrive anche per le attività commerciali, che devono pure adottare misure tali “da evitare assembramenti di persone” e per l'accesso dei visitatori alle aree di degenza negli ospedali, da limitare preferibilmente a “una persona per paziente al giorno”. A Bassano sta già circolando il fake gossip dei vigili urbani che girano per i bar della città a controllare se i clienti se ne stanno a una distanza di almeno un metro dal barista e l'uno dall'altro. Per cui mi chiedo: se magari bevo un caffè a mezzo metro da un altro avventore, che cosa mi può succedere? Una multa per eccesso di prossimità? Voci incontrollate a parte, il coprifuoco nel Veneto extra “zona rossa” lascia quindi spazio ad alcune deroghe, per quanto restrittive esse siano. Siamo nel bel mezzo di uno stato di fermo, che apre tuttavia degli spiragli per muoverci.
Ciò che tristemente si ferma fino a nuovo ordine, invece, è l'attività amministrativa palese e concreta del Comune di Bassano del Grappa. Da quasi un paio di settimane a Bassano le comunicazioni dell'amministrazione comunale si stanno limitando fondamentalmente agli aggiornamenti sulla “situazione Coronavirus” e la preoccupazione istituzionale per la prevenzione del virus sta congelando un'attività comunale già di per se stessa piuttosto congelata, al di là dell'ordinaria amministrazione. La pagina Facebook del Comune ha continuato a pubblicare i bollettini dell'Ulss 7 Pedemontana su quanti tamponi sono stati eseguiti, su quanti soggetti sono in sorveglianza attiva, eccetera. Per la serie: E.R., Comune in prima linea. Le uniche due notizie degli ultimi tre giorni che escono dai confini della comunicazione monotematica, aggiornate a questa mattina, sono che oggi cambia il gestore della telefonia fissa del Comune e che a causa degli interventi necessari “le linee telefoniche potrebbero non risultare attive” e che lunedì 9 marzo iniziano i lavori di asfaltatura di via Campo Marzio. Per il resto poca, pochissima roba. Lunedì sera era in programma la seduta della IV Commissione Consiliare che è stata però rinviata a data da destinarsi a seguito della nuova ordinanza della Presidenza del Consiglio. Si doveva discutere della situazione delle Case di riposo comunali e l'argomento, come già accaduto in una precedente Commissione dedicata alla stessa questione, avrebbe richiamato un folto pubblico. No assembramenti, please. Ne riparleremo quando sarà il momento.
La città può attendere.
Ma c'è anche la “chicca” istituzionale di questi mai precedentemente sperimentati Corona Days. Domani, giovedì 5 marzo, a Bassano è infatti convocato per le 18.30 il consiglio comunale. L'assemblea cittadina si riunirà però eccezionalmente a porte chiuse.
Non sarà consentito l'accesso ai cittadini in sala consiliare, sempre “in esecuzione dei provvedimenti adottati dalle Autorità competenti per limitare la diffusione del Coronavirus”, come si legge in calce al documento di convocazione del consiglio stesso.
“Si ricorda, comunque - rassicura il documento -, che i lavori del Consiglio potranno essere seguiti in diretta da tutti i cittadini sul sito www.comune.bassano.vi.it.”
Secondo le ultime disposizioni, saranno ammessi ad entrare in aula da “esterni” solamente i giornalisti, che tuttavia “potranno assistere al consiglio comunale avendo cura di rispettare le distanze indicate dal DPCM”. Un cronista di qua, un altro cronista di là, un eventuale terzo cronista ancora più in là, stando bene attenti a mantenere almeno un metro di reciproca lontananza. Sarà un'esperienza epica. Ma il vero problema è quello dei seggi dei consiglieri e della giunta, che sono attaccati l'uno con l'altro. Sembra che per ovviare all'inconveniente logistico-precauzionale si stia profilando una soluzione “a scacchiera”: una sedia al di qua e l'altra sedia al di là del banco, in alternanza, con il microfono per gli interventi che andrà condiviso tra i consiglieri “dirimpettai” messi a distanza di sicurezza. Imperdibile. Il Comune si mette in quarantena per evitare assembramenti rischiosi. In questo caso, #Si Chiude.
Questa seconda settimana di “misure preventive di contenimento del COVID-19” nel Veneto è anche una settimana di tempo instabile. Ieri è arrivata la pioggia vera, quella meteorologica, dopo la pioggia di “fake news” sul Coronavirus che hanno continuato a girare su Facebook e su WhatsApp, alimentando il terrorismo psicologico su quella che è una seria e reale, ma non catastrofica, emergenza sanitaria. Ancora ieri mi è capitato di leggere sempre sul web che il meteorologo Tal dei Tali ha dichiarato che “il vento e la pioggia in arrivo in Italia saranno i killer del virus”. Ma anche questa, egregi lettori, è una “notizia” da prendere con le molle. Anzi, da prendere affittando l'intero reparto di un mollificio. I siti di informazione online nazionali, e anche i presunti tali, hanno capito da giorni che basta scrivere la parola “Coronavirus” per aumentare esponenzialmente le visite, a prescindere dal contenuto di ciò che è scritto. Ci sono poche voci che invitano alla calma della ragione e che si oppongono alla proliferazione dei dibattiti sull'argomento da parte dei non addetti ai lavori, politici in primis - come ad esempio quella del prof. Giorgio Palù, illustre virologo dell'Università di Padova, costantemente interpellato da giornali, radio e televisioni -; per il resto siamo di fronte a una Babele di informazioni contraddittorie ancora incontrollabile. Una sovraesposizione di isteria comunicativa che si riflette sui nostri stessi comportamenti quotidiani, che però - rispetto ai primi giorni di esplosione del problema e nonostante le ultime notizie sui primi casi “positivi” nell'Ulss 7 - stanno progressivamente cedendo il passo ai primi segnali di reazione in controtendenza.
È il caso, ad esempio, del dichiarato tracollo del lavoro nei ristoranti nel nostro territorio, a causa dei timori di contagio, in mezzo a tutti gli altri avventori, tra un primo e un dessert. C'è chi per la prima volta nella sua storia di ristoratore ha fatto “zero” in cassa e chi, per rassicurare la comunque poca clientela, è stato costretto ad alternare i tavoli apparecchiati, un tavolo sì e un tavolo no, per garantire un'opportuna “distanza di non interferenza” tra un commensale e l'altro. Un altro ristoratore mi ha raccontato che un cliente gli ha telefonato e, dopo aver saputo che nel locale mangiavano anche altre persone, ha disdetto la prenotazione al tavolo per quella sera. Ce n'è quanto basta per issare la bandiera bianca come l'Asparago. Anzi, invece no. Perché nella serata di sabato scorso (comunque prima della nuova ordinanza del governo, quella del metro di distanza) sono andato con altre due persone a mangiare una pizza in una nota pizzeria del centro storico di Bassano.
Il locale non era vuoto o semivuoto, come mi sarei aspettato, ma era pieno. Anzi, strapieno. Tavoli tutti occupati, a una minima distanza l'uno dall'altro. Assembramento al top. Tutta la gente impegnata a dare sfogo alle mandibole, senza palesare il minimo segno di stress. Altri avventori della pizzeria, tutti ovviamente vicini tra di loro, se ne stavano in piedi ad aspettare pazientemente il loro turno al tavolo. Eppure eravamo già nella prima settimana di prescrizione dagli affollamenti, quale consiglio dato alla popolazione. La prova sul campo che anche la psicosi generata dai media sul virus “cinese”, dalle nostre parti, sta diventando relativa. Ed è anche il segno che per i nostri ristoranti in questi giorni vuoti il problema è anche il virus, ma non solo il virus.
Come dire: in Biblioteca devo stare attento a che distanza mi siedo dalle altre persone, anche l'accesso al Museo Civico è contingentato, alle poste se c'è più di un certo numero di utenti devo aspettare fuori, per andare a Messa devo attendere nuovi e più favorevoli momenti, il consiglio comunale lo posso seguire solo in streaming da casa, eccetera eccetera. Salvo poi farmi un bel bagno di folla, senza limiti e senza restrizione alcuna, alla prima occasione. Così è, se vi pare. Teoria della Relatività confermata in pieno.
Del resto, puoi fare tutto quanto è necessario per fermare il virus, come sta accadendo in questi giorni, ma non puoi fermare il mondo.
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