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Doccia fredda per il Tribunale della Pedemontana: un sopralluogo di un dirigente del Ministero della Giustizia accerta che la Cittadella della Giustizia è insufficiente per la dotazione organica prevista di magistrati e personale amministrativo

Pubblicato il 04-03-2024
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La cosa è avvenuta lo scorso mercoledì 21 febbraio ma è passata, per così dire, sottotraccia.
Tuttavia non era una cosa da poco, avendo a che fare con una questione centrale dell’attualità del nostro territorio qual è l’ancora ipotetico Tribunale della Pedemontana Veneta.
In quella data si è infatti svolta una visita a Bassano del Grappa di un funzionario dirigente del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e del personale del Ministero della Giustizia, ovvero in sostanza dell’ufficio ministeriale che si occupa della logistica, che ha compiuto un sopralluogo tecnico alla Cittadella della Giustizia di via Marinali.

Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

Come riferiscono fonti vicine agli ambienti giudiziari vicentini, all’incontro sono stati convocati i dirigenti amministrativi del Tribunale di Vicenza e rappresentanti dell’Ufficio Tecnico del Comune di Bassano del Grappa.
Lo scopo del sopralluogo era quello della verifica dell’idoneità della struttura bassanese rispetto alla pianta organica prevista per il Tribunale della Pedemontana, che comprende complessivamente una dotazione di 36 magistrati e 120 dipendenti amministrativi, suddivisi in due ripartizioni: 26 magistrati e 84 unità di personale amministrativo per il Tribunale e 10 magistrati e 36 amministrativi per la Procura della Repubblica.
L’esito dell’ispezione, come riferito sempre da fonti autorevoli, è stato negativo: la Cittadella della Giustizia di Bassano del Grappa sarebbe risultata ampiamente insufficiente in relazione al personale che dovrebbe esserne allocato.
Ovvero strutturata in modo tale da poter accogliere nei suoi locali un massimo di appena 10 magistrati e un massimo di appena 30 dipendenti amministrativi.
Vale a dire ben 26 magistrati in meno e ben 90 amministrativi in meno rispetto alla dotazione organica preventivata per il Tribunale e la Procura del Circondario pedemontano.
Ulteriori informazioni da fonte certa parlano di una controproposta del sindaco Elena Pavan al dirigente ministeriale finalizzata alla sistemazione logistica dei magistrati e del personale al completo, mettendo a disposizione locali della ex Procura a Palazzo Cerato - che come noto dovrebbe essere tuttavia destinato a nuova sede dell’Agenzia delle Entrate - e di un altro palazzo di proprietà comunale.
Fatto sta che al netto dei possibili sviluppi, il dirigente ministeriale è tornato a Roma con i suoi appunti non proprio positivi, per così dire, sull’idoneità logistica dello scatolone vuoto di via Marinali in rapporto alla sua trasformazione in Tribunale della Pedemontana Veneta, come da pianta organica prevista.
E prima o poi la sua relazione tecnica dovrà finire sul tavolo del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario Andrea Ostellari, quest’ultimo il principale sponsor politico, in ambito governativo, dell’operazione Tribunale in riva al Brenta.
È un’autentica doccia fredda, anche se il tema resta caldo perché la partita non è assolutamente ancora chiusa.

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