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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
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Attualità

Il battito del cuore è alpino: sul Ponte sfilano i 153 "cappelli" del futuro

Per il terzo anno consecutivo, il rito della consegna unisce il Ponte Vecchio a Piazza Libertà. Da oggi, i giovani alpini sono ufficialmente cittadini onorari

Pubblicato il 01 mar 2026
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Ci sono simboli che non invecchiano mai, perché capaci di rigenerarsi attraverso lo sguardo e l’entusiasmo delle nuove generazioni. Per il terzo anno consecutivo, Bassano del Grappa si è confermata casa dell’identità alpina, ospitando la solenne cerimonia di consegna del cappello agli allievi e alle allieve della Scuola Militare di Aosta. Un rito che ha saputo fondere il rigore militare alla commozione popolare, trasformando il cuore della città in un unico, vibrante abbraccio.
Il sipario ideale si è alzato sul Ponte Vecchio, monumento che non è solo architettura, ma memoria viva del coraggio delle Penne Nere. Vedere gli allievi attraversarne le arcate storiche ha dato la sensazione di un ponte temporale: da una parte la storia centenaria di un Corpo che ha dato lustro all'Italia, dall’altra ragazzi e ragazze pronti a raccoglierne l'eredità con passo fiero sopra le acque del Brenta.
In Piazza Libertà, gremita oltre ogni limite, la cerimonia ha raggiunto il suo apice. Il canto dell’Inno di Mameli, intonato all’unisono da cittadini e allievi, ha annullato le distanze tra istituzioni e comunità, trasformando la piazza in un unico coro. Sotto lo sguardo del Generale di Corpo d’Armata Michele Risi e del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, le autorità hanno sottolineato il significato profondo di questa scelta di vita. La Sottosegretaria di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, ha posto l’accento sulla dimensione umana del servizio, spiegando come l'essere Alpini significhi soprattutto avere la capacità di gettare il cuore oltre ogni ostacolo, trasformando il cappello non in un semplice fregio, ma in una promessa di passione e sacrificio verso la Patria.

Un momento della cerimonia. Foto Bassanonet.it

Un concetto ripreso e declinato sul valore dell'identità dall’Europarlamentare Elena Donazzan. Nel suo ruolo di madrina, ha evidenziato come questa cerimonia rappresenti lo spirito di chi non si arrende mai, ricordando ai giovani quanto sia fondamentale restare ancorati a tradizioni che costituiscono l'ossatura morale della nostra nazione. Il sindaco ha infine voluto suggellare questo legame indissolubile, dichiarando idealmente i nuovi Alpini come cittadini onorari di Bassano. Nel suo saluto, ha ribadito che ai piedi del Grappa le Penne Nere non saranno mai ospiti, ma parte integrante di una storia comune. Vedere questi giovani indossare il cappello per la prima volta è stato, per tutta la comunità, un invito a guardare al futuro con fiducia, certi che i valori di squadra e responsabilità continueranno a camminare sicuri nelle nostre città.
Quando gli allievi hanno lasciato la piazza, con la penna nera che si stagliava fiera nel cielo, non si è chiusa soltanto una cerimonia. Si è rinnovato un patto silenzioso tra generazioni: quello che affida ai giovani il compito di custodire valori antichi e di portarli nel domani. E in quell’istante, tra gli applausi e le emozioni ancora sospese nell’aria, Bassano ha avuto la certezza che la tradizione non è memoria immobile, ma futuro che prende forma passo dopo passo.

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