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Italia Nostra: “Allarme escavazioni nel territorio”
La denuncia dell'associazione: "Continua in Valbrenta l'attività selvaggia di asportazione dei materiali ghiaiosi". "Devastanti impatti in Altopiano a Rubbio-Vallerana". "Il Bosco delle Fontane a Cismon è a rischio distruzione"
Pubblicato il 04 mar 2011
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“Allarme escavazioni nel territorio”.
E' il titolo di un comunicato stampa che la sezione di Italia Nostra di Bassano del Grappa, per voce del referente della Commissione Ambiente e Salute dott. Mario Baruchello, ha trasmesso in redazione per denunciare, dal suo punto di vista, i problemi ancora irrisolti e i nuovi scenari di impatto ambientale collegati alle attività di cava in Valbrenta, sull'Altopiano e nei Comuni di pianura del comprensorio.
Questo il testo integrale del comunicato:
Area di ampliamento degli scavi in Comune di Cismon, comprendente il Bosco delle Fontane
“La sezione di Italia Nostra di Bassano nel 40° della propria fondazione torna ad occuparsi del gravissimo problema delle escavazioni nel nostro territorio.
Oggi come nel 1976 , quando le cave sulle colline di San Michele e Marostica mettevano a repentaglio la integrità dell’ambiente naturale unico e di particolare valore paesaggistico, la associazione torna con vigore a denunciare una attività economica che ha ricadute devastanti sulla qualità della vita nei nostri abitanti.
Le cave rappresentano da sempre una delle cause di degrado ambientale a maggiore impatto in quanto modificano la morfologia dei luoghi in modo spesso irreversibile. (www.italianostra.org/?p=6788).
Estrazioni in Valsugana
La cava miniera di Costa Alta in Comune di Carpanè risale al 1912 ma il rinnovo per ulteriori 40 anni della concessione alla estrazione (8 volte il mandato elettorale di un Amministratore!) è destinata ad ipotecare in maniera ineluttabile il futuro di due generazioni e della valle tutta!
Sicurezza per gli abitanti, qualità dell’aria per micro e macro polveri, rumori, inquinamento da mezzi pesanti non possono trovare ristoro nelle false mitigazioni che le leggi propongono.
La distruzione dei luoghi (compresi siti storici - linea di sbarramento Carpanè/Col Moschin - risalenti alla Prima Guerra Mondiale ) non potrà mai trovare un ripristino realistico per la enormità del disastro ambientale.
La valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto dell’aspetto geologico e idrogeologico di una area ad alto rischio nemmeno con il riferimento alle copiose sorgenti aperte in diversi fronti della miniera, come sostenuto anche dalla Autorità di Bacino.
Cave di detrito e conoidi nelle valli
Da alcuni anni i conoidi di deiezione dei detriti glaciali che hanno ricreato nei secoli un ambiente naturale di pregio - contraddistinto da boschi cedui a coprire le pareti rocciose della Valsugana - sono oggetto di una attività selvaggia di asportazione dei materiali ghiaiosi.
Sotto le mentite spoglie di operazioni di messa in sicurezza migliaia di metri cubi di volume di materiale dei conoidi dei comuni di Primolano, Cismon, Carpanè e Valstagna sono stati comprati dai cavatori.
Il disastro ambientale è sotto gli occhi di tutti.!
Italia Nostra si chiede: le attività estrattive vengono esercitate in assenza del controllo da parte dei Comuni ?
Eppure dovrebbero essere interessati ad una minima compensazione economica da destinare fini sociali vincolanti, se non vogliono sposare i valori di tutela ambientale.
Cosa fa al riguardo delle coltivazioni , del tipo e del trasporto dei materiali asportati , del rispetto dei vincoli idrogeologici il Corpo Forestale dello Stato ?
Dove è la Regione ?
Dove guardano gli occhi distratti della Provincia di Vicenza ?
Viene interrotta la continuità naturale di ambienti floro/faunistici unici; addirittura il Brenta è oggi passato con opere idrauliche precarie ed in dispregio a qualsiasi vincolo ambientale , da centinaia di camion che impattano sulla viabilità della Valsugana, mortificando la qualità della vita dei suoi abitanti.
Cosa fa il genio Civile ?
Una comunità che si è svuotata per emigrazione e vecchiaia viene oggi colpita ancora di più: invece di una ottica di sistema, questi interventi portano ad un rapido e inesorabile degrado l’ambiente distruggendo i valori identitari e abbattendone i valori economici , così precludendo un futuro per le nuove generazioni .
E nella foto qui sopra potete vedere come è destinata ad ampliarsi l’area di distruzione di un ambiente, che ai suoi piedi ha un Biotopo di eccezionale valore, il Bosco delle Fontane in Comune di Cismon.
Qualsiasi progetto di diverso sviluppo del territorio attraverso una valorizzazione delle risorse naturale con un ambiente fiume di pregio unico (la Valsugana potrebbe ancora diventare una possibile Engadina italiana) adatto alle attività turistico ricreative , con la creazione di una vera ciclopista che Italia Nostra invoca da decenni, con la salvaguardia dei terrazzamenti (Progetto Alpter ) e con possibile sviluppi rurali di nicchia non vengono viste come vere alternative.
Cave di marmo/pietra
Italia Nostra denuncia devastanti impatti paesaggistici in ambiti di grande interesse ambientale e naturale nell’ Altopiano dei Sette Comuni nei territori del Comune di Bassano ( Frazione di Rubbio - Vallerana) e in parti pertinenti ai comuni della vallata.
Mentre si restaurano casere e malghe per destinarle a scopi sociali, si attrezzano percorsi protetti per disabili che rendono agibili sentieri di straordinaria bellezza in affaccio sulla valle, assistiamo a selvaggi assalti che aprono pericolosi fronti a strapiombo sui declivi al di fuori di ogni controllo delle autorità preposte creando uno scenario di orrendi buchi danteschi (www.progettazioneambientale.it/Articoli/PPAC.PDF).
Cave di Sabbia e Ghiaia
Italia Nostra segnala la problematica derivante dalla messa nudo della falda freatica e della sottrazione di ampie superfici a destinazione agricola nelle zone di alta pianura alluvionale sotto le mentite spoglie di bonifica di terreni dichiarati non particolarmente fertili ai fini agronomici.
Intensa è la attività estrattiva principalmente di materiali ghiaioso-sabbiosi nel territorio dei comuni di Rossano V., Tezze sul Brenta e in parte quelli di Rosà, Cassola, Cartigliano e Romano d’Ezzelino.
Forti dubbi permangono sulle grandi quantità di materiali estratti, sulle modalità di coltivazione delle cave, sui possibili destini a discarica dei siti,sul ripristino dei luoghi , sui controlli che le autorità ( Comuni, Province e Regione ) esercitano al riguardo. Inoltre sono presenti inquinamenti collegati agli elevati flussi di traffico pesante.
Alcune conclusioni e proposte
La normativa vigente demanda il controllo sull'attività estrattiva ai comuni competenti per territorio, in collaborazione con la Provincia; cosa può fare un piccolo comune di 1000 abitanti di fronte alle ingenti disponibilità economiche e ai rapporti di forza della lobby dei cavatori?
E’ indispensabile finalmente ragionare a livello di Aree Territoriali Omogenee Ottimali -ATOO - previste dalla regione Veneto.
In altre parole o si ragiona a livello di valle, contabilizzando i volumi estratti che impattano su un unico omogeneo territorio, o si continuerà a fornire alibi, scappatoie e possibilità di pressioni intollerabili da parte dei cavatori.
Si parla oggi di Contratto di fiume e Italia Nostra auspica che questo strumento possa concorrere a tutelare valori inestimabili purtroppo messi in discussione da una dissennata politica urbanistica nel Veneto.
Vogliamo allora fare riferimento alla Carta dei diritti del territorio per la difesa dell’ambiente e della salute del Veneto approvata il 10 gennaio 2010 (eddyburg.it/article/articleview/14770/0/379/).
Le scelte sul territorio modificano le condizioni di tutti e chiudono alternative possibili di civiltà. Quando la tutela della integrità fisica di un territorio non è in primo piano e la politica dimentica storia, cultura e identità dei luoghi il danno fatto alla nostra terrà diventerà irreversibile.
L’attività di cava nella Regione Veneto è regolamentata da una legge regionale (L.R. 44/82 “Norme per la disciplina dell’attività di cava”) che contempla la redazione di una serie di piani “a cascata” il cui compito è di programmare e regolamentare lo svolgimento di questa importante attività produttiva “al fine di conseguire un corretto uso delle risorse, nel quadro di una rigorosa salvaguardia dell’ambiente nelle sue componenti fisiche, pedologiche, paesaggistiche e della massima conservazione della superficie agraria utilizzabile a fini produttivi” (art.1 L.R. 44/82).
Se questo è vero allora Italia Nostra si sta sbagliando e viviamo in un fortunato paese in cui “ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale “.
Mario Baruchello
Commissione Ambiente e Salute - Italia Nostra - Sezione di Bassano del Grappa”
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