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Giochi Senza Frontiere
Dialogo sopra i massimi sistemi: su due assenze al voto dell’Ordine del Giorno sul CdA dell’Isacc in consiglio comunale e sul comunicato stampa di Impegno
Pubblicato il 04 mar 2023
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In tanti anni di osservazione al telescopio delle alte sfere della politica bassanese, mi sono reso conto di una cosa, che tra l’altro è valida a tutti i livelli della cosa pubblica.
E cioè che la politica è come la Luna: ha una faccia visibile e una faccia nascosta.
La faccia visibile è quella delle prese di posizione nelle sedi istituzionali pubbliche e delle comunicazioni ufficiali che pervengono in redazione. The Dark Side of The Moon è invece quello che accade in campo politico ma non viene comunicato, se non messo a tacere.
Roberto Gerin, Gianluca Pietrosante e Roberto Marin
Non fa eccezione il neo tormentone della vita politica e amministrativa di Bassano, che mettendo al centro la questione del Consiglio di Amministrazione dell’Isacc, l’istituto che gestisce la Casa di Riposo, ha scatenato una serie di cerchi concentrici che stanno sconquassando l’integrità della maggioranza dell’amministrazione Pavan.
Incominciamo intanto dalla faccia visibile, quella delle comunicazioni ufficiali.
In base a quanto dichiarato in sede istituzionale e a quanto riportato nelle note trasmesse agli organi di informazione e quindi anche dai nostri articoli, la situazione - riassunta veramente al minimo - è la seguente.
C’è una netta frattura in corso tra il sindaco Elena Pavan, affiancata da tre quarti della sua maggioranza (Lega, #PavanSindaco e Cittadini di Bassano-Forza Italia), e la quarta gamba della coalizione di centrodestra, vale a dire la civica Impegno per Bassano.
Pavan & C. - anzi, Pavan soprattutto e prima di tutti e poi anche & C. - hanno lanciato una crociata contro il CdA di Isacc. Impegno è invece impegnata a difenderlo e non può fare altrimenti essendo un notabile del suo direttivo, Giuseppe Balestrieri, anche il vicepresidente del CdA medesimo.
Riguardo all’atteggiamento di Impegno nei suoi confronti, il sindaco ha parlato in consiglio comunale di “suicidio politico”, l’ex vicesindaco Roberto Marin le ha risposto a mezzo stampa affermando che è stata invece lei a “fare autogol”.
Infine (per modo di dire, perché questa storia è ancora lungi dal terminare) un comunicato congiunto delle altre tre liste di maggioranza, Lega compresa, ha replicato a Marin accusando Impegno di toni e metodi “da opposizione” e affermando che la strada intrapresa dalla civica “si discosta da quella della maggioranza”.
Si è poi aggiunto l’intervento di Fratelli d’Italia, per voce del consigliere regionale Joe Formaggio e del consigliere comunale Gianluca Pietrosante, che ha invitato i contendenti a darsi una calmata, abbassando i toni da ambo le parti, “per non rompere l’unità della coalizione” e non riconsegnare la città al centrosinistra.
Fine del riassunto della faccia visibile.
Con la nostra navicella spaziale Apollonet andiamo adesso a perlustrare la faccia nascosta della Luna, che tra un cratere e l’altro - e qui il cantiere interrotto dell’ex Polo Museale Santa Chiara non c’entra - offre spunti di osservazione interessanti, per quanto non illuminata.
Si tratta del lato oscuro degli atti politici apparentemente in contraddizione con le prese di posizione ufficiali della faccia illuminata.
E facciamo un primo nome: Roberto Gerin, capogruppo della Lega in consiglio comunale.
Mercoledì 22 febbraio il sindaco Pavan aveva convocato d’urgenza la famosa conferenza stampa di annuncio della “sfiducia” nei confronti del CdA di Isacc. In quella occasione il primo cittadino era affiancato, tra gli altri, anche dai tre capigruppo di Lega, #PavanSindaco e Cittadini di Bassano-Forza Italia. Non dalla capogruppo di Impegno per Bassano, primo atto di una resa dei conti che avrebbe assunto toni assai più duri nei giorni successivi.
Quindi a quella conferenza stampa c’era anche Gerin, seppure sia stato l’unico a non parlare.
Come capogruppo consiliare della Lega, ancora Gerin ha sottoscritto il comunicato stampa di ieri, venerdì 3 marzo, di contestazione del comportamento politico di Impegno per Bassano.
Dunque, secondo le evidenze della faccia visibile, da una parte Gerin ha appoggiato la crociata del sindaco nei confronti del CdA di Isacc e, dall’altra, si è unito alle reprimende di maggioranza nei confronti della civica di Marin.
Eppure, alla discussione e al voto in consiglio comunale dell’Ordine del Giorno contro il CdA della Casa di Riposo, lui non c’era. Assente in aula sin dall’appello iniziale del segretario comunale, e notato aggirarsi tra i corridoi del Palazzo finché si è discusso e votato l’OdG, è riapparso e si è seduto al suo seggio a votazione conclusa.
Idem dicasi per Gianluca Pietrosante, esponente di #PavanSindaco, che continua a presentarsi come consigliere comunale di Fratelli d’Italia benché sappia benissimo che non è stato eletto - anzi, non eletto al primo colpo ma poi ripescato - con questo simbolo.
Diversamente da Gerin, Pietrosante era presente in sala consiliare sin dall’inizio dei lavori del consiglio comunale e anche nei primi minuti del dibattito sull’OdG su Isacc, anticipato al primo punto degli argomenti in discussione.
Poi anche lui è andato a farfalle, uscendo dall’aula e restandone fuori, per poi rientrare scientificamente qualche secondo dopo che la votazione su Isacc si era conclusa.
Eppure la lista con cui lui ufficialmente siede in consiglio, #PavanSindaco, in primis con la propria capogruppo Ilaria Brunelli, si era pure già espressa a favore della sfiducia nei confronti del CdA dell’ente.
Sono questi i cortocircuiti poco comprensibili dai non addetti ai lavori in termini di logica.
Due consiglieri di maggioranza che a fronte di una presa di posizione sul tema Casa di Riposo concordata dalla stessa maggioranza, fatta esclusione per Impegno per Bassano, decidono di non prendere parte né alla discussione, né al voto.
Un atteggiamento apparentemente incomprensibile, ma solo se si guarda ai fatti col telescopio puntato esclusivamente sulla faccia visibile. Perché con le due assenze eccellenti al voto sull’OdG la questione della Casa di Riposo, e della sfiducia al CdA dell’ente, c’entra ben poco se non persino non c’entra per niente.
Mettendo in atto la tattica alla Ecce Bombo di Nanni Moretti (“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”), Gerin e Pietrosante, ciascuno per le rispettive ragioni, hanno lanciato un messaggio politico di dissenso che non può essere stato che rivolto al sindaco Pavan.
Ma dissenso su cosa, visto che la posizione della maggioranza su Isacc era ormai assodata? Elementare, Watson: dissenso sul vero obiettivo politico della crociata del sindaco.
La sconfessione di Impegno per Bassano.
Come capogruppo in carica della Lega in consiglio comunale, a livello di faccia visibile Roberto Gerin non può discostarsi dallo smarcamento del resto della maggioranza nei riguardi di Impegno. Da qui la sua firma, assieme a quelle di Ilaria Brunelli e di Chiara Tessarollo, sul comunicato stampa che sancisce l’ammonimento dei tre gruppi della coalizione all’indirizzo del quarto.
Ma a livello di faccia nascosta gli scenari, in vista delle prossime elezioni comunali a Bassano che si terranno ormai tra poco più di un anno, sono diversi.
È interesse primario della Lega - di cui fa parte anche il sindaco che tuttavia in questa vicenda sembra giocare in solitaria - non interrompere i rapporti di coalizione con la civica di Marin, che col suo serbatoio di voti attorno al 10% è un alleato da tenere stretto e non da concedere al canto delle sirene di un’eventuale coalizione moderata che l’anno prossimo a Bassano si opponga al centrodestra.
In questa prospettiva entra in gioco anche Fratelli d’Italia, che non è più la cenerentola del voto comunale del 2019, incapace allora persino di superare la soglia del 3% dei consensi, ma alla luce delle più recenti elezioni nazionali (oltre il 27% dei voti a Bassano del Grappa) è il nuovo partito di riferimento anche in città.
In questo senso Gianluca Pietrosante, che è l’ultimo arrivato (cronologicamente) in consiglio comunale, in qualità di esponente di FdI sotto le mentite spoglie di #PavanSindaco riveste il ruolo sotterraneo di incrocio di future trattative per la coalizione del 2024 e può permettersi di uscire dalla sala consiliare e non apporre il suo voto nel momento in cui tale voto comporta anche un atto di contrasto politico verso Impegno per Bassano.
In considerazione di tutto ciò vanno interpretati il suo invito “ad abbassare i toni da ambo le parti” e la dichiarazione del consigliere regionale Joe Formaggio, patron politico di Pietrosante in FdI, nel comunicato stampa di ieri: “È giusto sottolineare come Impegno per Bassano sia parte integrante della coalizione di centro destra, come ha ribadito recentemente l'ex vicesindaco Roberto Marin.”
Si aggiunge inoltre il dato di fatto che nei giorni scorsi Fratelli d’Italia, e non la Lega, per voce del referente cittadino Nicola Giangregorio, ha proposto un tavolo politico con gli alleati di centrodestra in vista delle comunali 2024 a Bassano per avviare una serie di riflessioni “che ci porteranno a seguire una strada tutti insieme”.
Nessuno escluso, compreso Impegno, dunque.
Ecco che tutti i nodi vengono al pettine. A patto, come diceva Leonardo Sciascia, che ci sia il pettine.
Infine, dopo le due assenze al voto in consiglio comunale, il terzo mistero della politica cittadina: Impegno per Bassano.
Dopo le dimissioni di Roberto Marin dalla giunta comunale, il ruolo della civica in seno alla maggioranza è radicalmente cambiato, mettendo in atto quanto annunciato alla conferenza stampa successiva alla decisione di Marin. E cioè: “portare avanti le proposte attraverso il nostro consigliere di riferimento Marina Bizzotto”. Ma anche: “se ci sarà da esprimere del dissenso sull’operato dell’amministrazione, non ci faremo problemi ad esprimerlo”.
È quello che è puntualmente successo con la vicenda del CdA Isacc.
Per quanto - secondo il resto della maggioranza sulla faccia visibile della Luna - le espressioni di dissenso della civica espresse attraverso i media prima che ai colleghi consiglieri siano “un atto di opposizione”, Impegno non ha alcun interesse ad andare all’opposizione. Verrebbe meno al mandato degli elettori e renderebbe più difficile la sua presenza nella coalizione di centrodestra 2024. Una riconferma in squadra di Impegno per Bassano per la quale Fratelli d’Italia, partito non sgradito (uso un eufemismo) ad alcuni esponenti della civica, si proporrebbe quale intermediario con la Lega.
E da questo punto di vista va interpretata anche la dichiarazione di Roberto Marin nel suo comunicato stampa di replica al dichiarazione del “suicidio politico” da parte del sindaco Pavan: “La lista civica Impegno per Bassano fa parte della maggioranza, ovvero schierata con il sindaco Pavan. Se “suicidio” vi fosse stato, sarebbe un suicidio sotto lo stesso tetto, dentro la stessa casa, insomma, un ulteriore autogol del sindaco.”
Per quanto in modo “anomalo”, conviene pertanto alla lista di Marin, Bizzotto, Balestrieri & C. dichiararsi di maggioranza e restare sui banchi di maggioranza, da cui far pesare di volta in volta le proprie prese di posizione fino al termine del mandato amministrativo.
Perché le grandi manovre in centrodestra sono già iniziate, oltre gli steccati delle rispettive appartenenze di simbolo e Impegno vi si trova nel bel mezzo: Giochi Senza Frontiere.
Termino questa mia analisi con un finale aperto e cioè con una domanda che non adesso, ma ben presto dovrà trovare una risposta.
Se, come sta scritto negli astri, il tavolo politico di centrodestra riunirà le forze in campo per costruire la coalizione per le comunali dell’anno prossimo, con la rottura oggi insanabile tra Elena Pavan e Impegno per Bassano il candidato sindaco potrà essere ancora lei?
Qui Base Luna, a voi la linea.
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