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Polizia Locale e Unione Montana: lunga lettera al direttore di Bassanonet del consigliere comunale Gianluca Pietrosante in risposta al mio editoriale “Il mio nome è coerenza”
Pubblicato il 04 mar 2025
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Polizia Locale e Unione Montana del Bassanese: la saga continua.
Oggi è pervenuta in redazione una lunga, anzi lunghissima lettera al direttore di Bassanonet del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianluca Pietrosante, in risposta al mio editoriale di ieri “Il mio nome è coerenza”.
Di seguito ne pubblichiamo il testo completo.
Archivio Bassanonet
LETTERA AL DIRETTORE TICH
Salve direttore,
in merito all’articolo “Il mio nome è coerenza” che vede il sottoscritto tirato in ballo - ed è giusto che sia così se le questioni riguardano le scelte della città di Bassano del Grappa, scelte sulle quali i suoi rappresentanti ci mettono la faccia in ogni caso ,- sono costretto a prendere calamaio e penna per rimarcare determinati concetti e posizioni.
Ovviamente non mi dilungo su certe allusioni circa la mia coerenza oppure no: a 32 anni, di cui 15 passati tra attivismo politico e 5 come consigliere comunale in due consigliature “diverse” ma pur sempre nel centro destra, lascio la sentenza ai cittadini Bassanesi, che di certo sapranno sicuramente discernere le considerazioni sul mio operato politico- amministrativo, al netto dell’articolo in questione da Lei pubblicato, il quale tenta di ridicolizzare - sul piano politico beninteso - non tanto la mia persona di cui poco mi interessa, piuttosto il ruolo stesso della politica.
Esatto, la politica, la cui etimologia, come Lei da eccellente linguista conosce, rimanda alla “Polis”, su cui ogni cittadino della stessa, in quanto animale sociale -nelle sue possibilità-deve impegnarsi affinché possa concorrere al raggiungimento del c.d. bene comune nell’interesse proprio della Polis, appunto, e di rimando ai suoi membri.
Ebbene, Lei che ha letto il mio primo libro perché lo ha persino recensito, sa benissimo che sono un nemico della machiavellica alienazione dell’etica dalla politica: e difatti, ogni giorno, ne troviamo di incoerenze etiche –politiche, nella vita politica comunale, regionale e via dicendo: assistiamo a politici e politiche dire e votare, soprattutto su temi che concernono la “battaglia delle idee”, esattamente il contrario di tutto; l’”agere sequitur esse” è stato oramai sostituito da “il fine giustifica i mezzi”. Ma Lei, col suo portale e col suo giornalismo unico in Italia (lo dico da umile “collega” giornalista pubblicista), quasi tutte le incoerenze politiche ed amministrative avvenute nella nostra movimentata ma mai noiosa cittadina, le ha puntualmente evidenziate.
Ma, ahimè, trovo molto azzardato, per non dire fuorviante, tentare di accostare una presunta incoerenza (parola sulla quale si rimanda anche a concetti prettamente morali) su un tema prettamente tecnico, anche se ora la dialettica della presente questione è diventata squisitamente politica: vale a dire il tema della Polizia Locale e dell’Unione Montana. E spiego anche il perché.
Il tema in questione non riguarda l’essere di destra, sinistra centro e saltare da uno schieramento all’altro, essere a favore della vita oppure no, trumpiano o antitrumpiano, atlantista o antiatlantista, apostatare la propria Fede o rinnegare di punto in bianco la propria famiglia raccogliere voti negli ambienti c.d. “pro life” e poi una volta eletti votare a favore di indirizzi politici che sostengono ideologie opposte : questa è per me incoerenza, ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito e non voglio di certo tediare Lei ed i suoi lettori. Ma la questione dell’Unione Montana e della sua Polizia Locale parte da una indagine che riguardano previsioni e dati. Ed è proprio dalle previsioni su cui voglio partire, da quel piano di fattibilità che all’epoca, l’Amministrazione Pavan commissionò al dott. Scarpellini.
Quello studio di fattibilità evidenziava diverse cose, tra le quali la bellezza e la grandiosa opportunità per il Comune di Bassano del Grappa nell’aderire all’Unione Montana trasferendo alcune funzioni tra le quali la Polizia Locale, in collaborazione con gli altri comuni del territorio. Ma che fantastica cosa! Finalmente un serio tentativo di rendere capoluogo Bassano del Grappa di quel territorio che vanta un’ interconnessione di molti servizi, tra cui la possibilità di condividere anche quella della Polizia Locale, un unicum nel suo genere. A tessere le lodi di questo sublime progetto, quella sera nel dicembre 2020, furono tutti, anche gli esponenti delle opposizioni di allora.
Purtroppo, nel corso degli anni, quello studio di fattibilità si è mostrato non corrispondente alla realtà, e lei concorda con me che “adaequatio rei ed intellectus”, ovvero che l’intelletto deve adeguarsi alla realtà e constatarne lo stato di cose.
E vediamo, brevemente, pur avendolo già fatto nelle aule preposte, perché la realtà dei fatti è ben molto lontana da quello studio di fattibilità eseguito nel 2019-2020, oltre che dal sentimento di una fetta considerevole della cittadinanza bassanese.
Innanzitutto, in detto studio di fattibilità, nel caso di entrata in Unione Montana le ore dei nostri agenti sarebbero state previste oltre 63 mila ore effettuate nel nuovo territorio, con i poliziotti di Bassano del Grappa, Pove, Solagna e Valbrenta (non fa testo Romano in quanto, da 5 anni, afferma di voler trasferire la propria PL in Unione senza mai che avvenisse ciò). Peccato che questo obiettivo più che ottimistico non sia mai stato raggiunto, si arriva ad appena 50 mila ore, in un territorio più vasto rispetto a quello dei confini comunali bassanesi. Meglio aveva fatto l’Assessore Vernillo nel 2018, che aveva superato l’obiettivo, ma prima che si entrasse con la funzione in Unione Montana: infatti i Bassanesi si ricordano molto bene e con piacere del “vigile di quartiere” e dei presidi permanenti. Buona parte dei Bassanesi, avevano e desiderano riavere quella percezione di sicurezza. Sul piano del personale abbiamo visto un ridimensionamento, per quanto concerne dei vigili che fanno “capo” a Bassano, degli stessi: dei 39 agenti di cui 3 amministrativi del 2017 siamo passati nel 2021 a 37 agenti di cui 4 amministrativi, per poi finire nel 2023 a 35 agenti di cui 3 amministrativi. Di questi 35 agenti, molti di loro non lavorano su strada e il rimanente deve coprire un territorio di gran lunga più vasto rispetto ai confini territoriali di Bassano del Grappa. Ma dei 35 dipendenti, ben 34 provengono dalla capacità assunzionale trasferita dal Comune di Bassano del Grappa, essendo entrati alle dipendenze dell’Unione Montana in seguito del trasferimento della funzione di Polizia Locale a quest’ultimo ente avvenuta con decorrenza dal 1 gennaio 2021. Il 35esimo agente di Polizia locale, invece, risulta provenire dal Comune di Valbrenta. Ciò premesso è evidente che il contingente di personale che prima svolgeva integralmente il proprio servizio all’interno del territorio di un unico ente (Bassano del Grappa, con n. 42.402 residenti), successivamente si ritrova a svolgere il proprio servizio in un territorio più ampio e a favore di una molteplicità di enti (Pove, Solagna e Valbrenta, oltre Bassano, per totale di popolazione pari a n. 52.233 cittadini). Praticamente, dei comuni aderenti all’Unione, solo Valbrenta ha trasferito le funzioni di Polizia Locale… Inoltre, nell'anno 2019 erano garantite 6 sere a settimana di presenza come minimo fino alla mezzanotte. Poi dai 2022 i turni fino alla mezzanotte sono stati portati a 4 settimanali.
Inoltre, l’artt. 12 della Convenzione dell’Unione Montana, cita testualmente che ogni Ente che aderisce all’Unione, insieme ai suoi rappresentanti, non solo ha il diritto, ma anche il dovere, di rivedere in ogni momento se l’ Unione Montana giova oppure meno, in termini economici e di servizi, al Comune che vi ha trasferito le sue funzioni (di Polizia, in questo caso). Nella passata amministrazione non ero un Consigliere dell’Unione Montana: lo sono diventato in questa tornata amministrativa, dove ho preso atto della realtà delle cose dopo aver studiato e approfondito dopo varie richieste di accesso agli atti, confrontandomi con Sindaco e Assessore competente, oltre che con la maggioranza.
Ora, mi permetta una battuta: tutto questo accanimento nel voler preservare l’Unione Montana (tra l’altro il sindaco Finco non ha mai detto di volerla smantellare interamente, bensì di ragionare o meno se reinternalizzare la funzione di PL) da parte di soggetti politici – amministrativi che nulla hanno a che vedere con il conservatorismo tipico del mio partito, curiosamente si mostrano i più accaniti conservatori, anche del sottoscritto! Invece sono sicuro che la politica è buttare il cuore oltre l’ostacolo, metterci la faccia, adattarsi alle esigenze del tempo prendendone atto e agire di conseguenza, senza mai rinnegare e rinnegarsi sul piano morale e non perdendo mai di vista il bene comune: ecco perché trovo la polemica che mi ha investito del tutto irrazionale, sulla scia degli slogan del primo grillismo, senza capire cause - effetti. “Pietrosante al tempo ha votato a favore della funzione della PL all’interno dell’Unione, quindi io con Pietrosante non posso perdere tempo”.
Dopo un’intervista passata ad accusare Bassano di alzare muri e chiudere ogni dialogo, trovo incoerente questa alzata di muro a fine intervista, almeno sul piano concettuale…. Le occasioni, nelle aule preposte come il Consiglio dell’Unione, non sono mancate, dato che il sindaco di Pove risulta essere il mio assessore ed io il suo consigliere.
Dal canto mio, alla luce di ciò, ritengo quanto mai opportuno che l’amministrazione di Bassano del Grappa, qualunque essa sia, ritorni ad essere sovrana nell’impartire la politica di sicurezza che meglio ritenga opportuna all’interno dei propri confini. Dopo aver passato mesi a parlamentare e dibattere sull’interpretazione dei dati, possiamo parlare all’infinito della concezione politica che si ha della Polizia e in termini annessi della sicurezza. Poi, il Consiglio Comunale bassanese, massimo organo sovrano della città, deciderà.
Cordiali saluti.
Gianluca Pietrosante
RISPONDE IL DIRETTORE TICH
Egregio consigliere Pietrosante,
ne prendo atto.
Cordiali saluti,
Alessandro Tich
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