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“Ecco perché il PD ha appoggiato lo sciopero generale”
Il segretario bassanese del Partito Democratico Giovanni Reginato interviene sulla mobilitazione nazionale di ieri. “Operato del governo pessimo e manovra finanziaria profondamente iniqua”
Pubblicato il 07 set 2011
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Paese e sindacati divisi sullo sciopero generale indetto ieri dalla Cgil. A seconda dei punti di vista, secondo la rassegna stampa di oggi, la mobilitazione è stata definita “un successo” oppure “un mezzo flop”.
Comunque sia, circa un milione di persone (di cui 50mila alla manifestazione regionale di Mestre, secondo dati della Cgil) sono scese in piazza in cento città d'Italia per protestare contro la manovra finanziaria del governo, evidenziando temi e problemi di attualità per le tasche di tutti noi.
Sullo sciopero interviene oggi con una nota il segretario di Bassano del Grappa del Partito Democratico Giovanni Reginato, che spiega le motivazioni con le quali il PD ha appoggiato la mobilitazione promossa dal sindacato del segretario generale Susanna Camusso.
Il segretario bassanese del PD Giovanni Reginato: "Dalla manovra una scandalosa disuguaglianza sociale"
“Se dovessimo giudicare l’operato di questo Governo Berlusconi da questa manovra finanziaria - dichiara Reginato -, diremmo che è pessimo. In realtà fin dall’inizio esso ha dato prova di non saper gestire la gravissima crisi, che l’Italia (e non solo) sta sopportando da anni, con pesanti ripercussioni sulla vita delle famiglie.”
“Diamo pure per assodato - afferma ancora - che la manovra finanziaria del Governo, abbia l’intento di riequilibrare i conti pubblici, come peraltro imposto dall’Europa. Essa tuttavia è piuttosto pesante per i cittadini (non per tutti, per la verità), e segue un periodo di tre anni di gravissima sottovalutazione dell’entità dei problemi economici, occupazionali, e della finanza pubblica. È profondamente iniqua.”
“La manovra - prosegue la nota - è pesantissima: troviamo gravi tagli ai servizi (che seguono le sforbiciate già avvenute alla sanità, con i ticket di 10 euro per le visite specialistiche e i 25 euro per i codici bianchi del PS, deciso a luglio, e al sociale), agli enti locali (meno 7,4 miliardi per i prossimi 2 anni, e Bassano, con i tagli precedenti riceverà 800.000 euro in meno di trasferimenti statali nel 2011, e si prevede di tagliare ancora), tagli alle pensioni, senza contare quello che avrebbero fatto, se avessero potuto, sul riscatto degli anni universitari e del servizio di leva. Hanno dato evidente prova di improvvisazione, di inadeguatezza e di sottovalutazione delle possibili conseguenze, in termini di ricorsi e contenziosi. Non dimentichiamo che per risibili benefici volevano sopprimere le festività civili del 25 aprile, del 1 maggio, del 2 giugno.”
“Il riequilibrio dei conti - sostiene il segretario bassanese del PD - non è affatto garantito, per il fatto che questo si basa sulla lotta all’evasione fiscale (ma solo fino a raggiungere i 3,8 miliardi di euro, non oltre), e non è affatto certo che ci riesca: la credibilità interna e internazionale di questo Governo rasenta lo zero; e anche in Europa sanno che si è ricorso in questi anni a una serie indecente di condoni.
Non ci sono norme che favoriscono la crescita, la stagnazione regna, e ciononostante le imprese non avranno alcun incentivo. L’occupazione è in calo, soprattutto fra i giovani, ma questo Governo non se ne cura, anzi: la vergognosa questione della possibilità di deroghe aziendale dai contratti nazionali, renderà più facile il licenziamento.”
“Un altro gravissimo aspetto negativo - si legge ancora nel comunicato - riguarda la scandalosa disuguaglianza sociale: colpisce i deboli e anche il ceto medio, e il pubblico impiego, su cui si scarica il peso dei tagli. Si favoriscono i ricchi, ma solo se non dipendenti pubblici: il contributo di solidarietà che scatta sopra ai 90.000 euro rimane a carico dei dipendenti pubblici, dei parlamentari e dei pensionati. Tragicamente ridicolo. I lavoratori avranno buste paga più leggere: è chiaro che in tal modo non vengono favoriti i consumi e la ripresa dell’economia.”
“Che cosa si sarebbe dovuto fare? - aggiunge il segretario - Una manovra che, per raggiungere gli obiettivi, avrebbe dovuto agire sul recupero dei capitali dall’estero, e sulla loro tassazione; che avrebbe dovuto colpire seriamente l’evasione fiscale, che avrebbe dovuto aiutare le imprese a superare questa stagnazione, che avrebbe dovuto favorire la ripresa favorendo i consumi, senza colpire i pensionati e senza ledere i diritti acquisiti, che avrebbe fatto qualcosa per l’occupazione e per i giovani.”
“Ecco perché il PD - conclude Reginato - ha appoggiato lo sciopero generale del 6 settembre indetto dalla CGIL, e manifesta profonda soddisfazione per la massiccia adesione da parte dei cittadini e dei lavoratori (si parla del 60 %). In tutta Italia miglia di partecipanti hanno riempito le piazze, e a Mestre si sono radunate 50.000 persone da tutto il Veneto per dire no a questa manovra e a questo Governo, per voltare finalmente pagina.”
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