Ultimora

Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Attualità

Rifiuti: il Veneto differenzia, Bassano conta i litri

Dalle strategie della Regione ai bidoni del Brenta: la rivoluzione dei rifiuti è servita. Ma tra grandi piani e litri contati, la sfida è tra sostenibilità reale e costi di gestione

Pubblicato il 13 mar 2026
Visto 13.548 volte

Pubblicità

Il Veneto non cammina, corre. Con la delibera 132/CR, la Giunta Regionale aggiorna il Piano rifiuti e fissa la rotta: meno discarica, più riciclo e autosufficienza totale. Un modello che vede la regione ai vertici nazionali, ma che proprio perché punta all’eccellenza, merita di essere analizzato nei dettagli.
Il Piano parla chiaro: i rifiuti prodotti in Veneto devono trovare una soluzione definitiva all'interno dei confini regionali.
Una logica di prossimità che richiede una rete solida tra impianti di selezione e recupero energetico. Infrastrutture necessarie per l'economia circolare, ma che inevitabilmente diventano un tema centrale per il confronto con i territori.

Mentre a Venezia si definisce la strategia, a Bassano del Grappa la trasformazione entra nel quotidiano.
Con il nuovo sistema di ETRA, non si contano più gli svuotamenti: si contano i litri. Ogni famiglia ha il suo "budget" di secco residuo — dai 720 litri per i singoli ai 1680 per i nuclei numerosi — e il meccanismo è preciso.
Ogni volta che il bidone si apre, il sistema registra l'intero volume del contenitore. Se il sacco è mezzo vuoto, i litri scalati sono comunque quelli nominali. Superata la soglia, l’eccedenza ha un costo: 0,04 euro al litro.
Ma è proprio qui che il coro dei cittadini si alza, tra nostalgia per il vecchio "porta a porta" e dubbi sull'effettivo impatto ambientale. Molti bassanesi si chiedono se il gioco valga la candela: se da un lato calano i passaggi dei camion di raccolta, dall'altro aumentano i viaggi privati verso i punti di conferimento. Il rischio è un paradosso ecologico: meno emissioni dai mezzi pesanti, ma più traffico e auto in coda cariche di rifiuti. Per chi ha una vita frenetica, la comodità del ritiro sotto casa non era solo un lusso, ma una necessità.
Inoltre, resta un’incognita di fondo che agita l’opinione pubblica: quanto è realmente "green" il recupero energetico promesso dal Piano regionale? C'è chi teme che, dietro la parola "valorizzazione", si nasconda comunque l'emissione di sostanze nocive, spostando il problema dallo smaltimento all'aria che respiriamo.
L’obiettivo dichiarato è l’equità: commisurare la tariffa all’effettivo utilizzo del servizio. Una sfida che trasforma il rifiuto da semplice scarto a "risorsa da gestire". È qui che la dimensione locale incontra quella regionale: se la gerarchia europea dei rifiuti mette al primo posto la prevenzione, la vera vittoria non è solo riciclare meglio, ma produrre meno.
Il Veneto parte da una posizione solida, ma quando le percentuali di raccolta sfiorano il record, la domanda cambia forma. Non riguarda più solo l'efficienza della differenziata, ma la nostra capacità di incidere sui consumi per non alimentare quel contatore.
Alla fine, la sfida non è solo separare i materiali. È capire se questo nuovo modello sia davvero un progresso o solo un modo per trasferire l'onere — e i viaggi — sulle spalle dei cittadini.

Scopri di più su questi argomenti

New

Notizie flash sul tuo smartphone

Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.

Più visti

3

Attualità

15 apr 2026

Adolescenti e democrazia: la fotografia del territorio

Visto 9.813 volte

4

Geopolitica

16 apr 2026

Il caso delle isole Chagos

Visto 9.013 volte

6

Attualità

20 apr 2026

Luisa Parolin vince l'89ª Mostra dell’Asparago Bianco DOP

Visto 5.036 volte

7

Industria

15 apr 2026

Manifatturiero UE, l’allarme occupazione: 200mila posti persi

Visto 4.240 volte

9

Associazioni

21 apr 2026

Marostica, il CAI compie 80 anni

Visto 3.801 volte

10