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Valsugana e viabilità a Romano: “Rischio sinistri elevato a San Giacomo”

LABC-Laboratorio Civico di Romano d'Ezzelino promuove un rilevamento plano-altimetrico nel “Punto di Massima Criticità” all'intersezione di via Velo col tracciato della futura infrastruttura. “Preoccupati per la sicurezza di chi va a scuola”

Pubblicato il 14-03-2013
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La rete viaria a San Giacomo di Romano, con l'arrivo della Nuova Valsugana, diventerà una zona a rischio in termini sicurezza stradale.
Ne è fermamente convinta l'associazione LABC - Laboratorio Civico di Romano d'Ezzelino, la quale annuncia che nella mattinata di venerdì 15 e sabato 16 marzo scenderà in campo - munita di livelli ottici e digitali, teodoliti e stazioni integrate - per effettuare “un rilevamento plano-altimetrico con la localizzazione e il posizionamento, nel contesto territoriale attuale di Romano d'Ezzelino, della nuova infrastruttura in progetto titolata Itinerario Nuova Valsugana.”
“L'area presa a campione per i primi rilevamenti - informa una nota dell'associazione ezzelina - cade in quello che risulta essere uno dei punti individuati come “Punto di Massima Criticità”, sul quale da sempre la LABC concentra la sua attenzione, ossia l'intersezione dell'itinerario Nuova Valsugana con Via Velo. Lungo questa via secondaria, che serve una densa area residenziale della frazione di San Giacomo di Romano d'Ezzelino, è palese che, se il progetto andrà in porto, si riverserà e si concentrerà l'intero flusso che da est intende portarsi verso ovest, a causa dello sbarramento degli altri due attraversamenti, cioè quello a Sud in Via Silvio Costantin e quello a Nord in Via Benedetto Marcello.”


Foto: archivio Bassanonet

La particolare attenzione rivolta nello specifico a questa zona densamente abitata è motivata dalle “considerevoli occupazioni del suolo che il progetto comporterà con l'insediamento di qualcosa come un 60-70 metri di occupazione, calando in trincea coperta una strada a doppia corsia per senso di marcia, accompagnata da due complanari ai lati, una strada di servizio e una “mega” rotatoria a raso”.
Ma la preoccupazione dei promotori del rilevamento viene espressa “anche e soprattutto in termini di sicurezza, visto il forte passaggio quotidiano di minori che gravitano la zona per recarsi ai vicini istituti scolastici (scuole infanzia, primarie e secondarie di primo grado), anch'essi costretti, nel prossimo futuro, a concentrarsi in questo unico punto di passaggio.”
“E' comprensibile la preoccupazione - conferma il comunicato di LABC - se proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere durante gli orari di punta in questa critica intersezione. Il rischio di sinistri è elevato per tutti gli utenti, ma la pressione sale se pensiamo che a rischiare di più saranno coloro, che a parole diciamo sempre di voler tutelare da ogni pericolo, ma che nella pratica reale li immettiamo su una strada altamente pericolosa, ossia: i minori.”
“LABC intende passare dalla carta alla terra - prosegue la nota trasmessa in redazione - e in questi due giorni si adopererà nel misurare concretamente le occupazioni e, al tempo stesso, con dei gazebo promuoverà la sensibilizzazione e l'informazione dei cittadini che vorranno raggiungere l'area di cantiere sita in Via Velo vicino al sottopasso, affinché possono vedere con i loro occhi quello che potrebbe un domani accadere realmente sull’intero territorio, in termini di consumo di territorio, di inquinamento e di costi economici; fornendogli, quindi, tutti gli elementi per un consapevole approccio “civico” alle decisioni oggi prese da pochi ma che riguardano l'intera collettività di Romano e non solo." 

“Noi de LABC - concludono gli organizzatori - pensiamo che prima che sia troppo tardi è giusto che a ciascuno venga data la possibilità di sapere e di capire, per avere poi la libertà e la responsabilità di decidere se questo progetto è quello che realmente serve al nostro territorio e se questo progetto è la vera soluzione alla ripresa economica del nostro paese. La salute del territorio passa attraverso l'informazione e la partecipazione della comunità.”

Il 22 gennaio

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