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Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
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A portoni chiusi

A tu per tu con Lorenza Manfrotto, titolare con le sorelle della libreria Palazzo Roberti

Pubblicato il 14-03-2020
Visto 6.484 volte

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Come gli altri negozi non di prima necessità, sono chiuse le librerie cittadine. Palazzo Roberti, seguendo le indicazioni del Ministero della Sanità proclamate per la maggior sicurezza di ognuno, ha cancellato tutti gli eventi e gli incontri con l’autore che erano in programmazione per il mese di marzo, rinviati a data da destinarsi. Dopo essere stata aperta in modalità contingentata, per garantire il presidio per la lettura e rispettando le indicazioni della normativa, la libreria della famiglia Manfrotto ha temporaneamente chiuso il portone dello storico Palazzo famoso in tutta Europa e oltre come bellissimo scrigno dei libri, ottemperando alle prescrizioni di legge.
Il virus sta cambiando le nostre abitudini anche di lettori e di lettrici. I festival e le presentazioni che fioriscono a primavera e a cui eravamo tanto abituati sono stati cancellati dalle norme di sicurezza contro il contagio da Covit-19 e tutti noi, a casa, limitiamo al minimo storico le occasioni di socialità “in presenza”. Intanto in rete, fermati gli incontri con libri e autori, stanno spuntando come funghi gruppi-babele come “Scrittori a domicilio”, solo per restare nei pressi di casa, che fa capo a Padova e che ha convogliato in tutta fretta una miscellanea di esigenze di contatto, di intrattenimento, di autopromozione e editoriali, e poi l’interessante “Decameron - una storia ci salverà”, sempre su Facebook, che ospita come si farebbe a un festival, o in libreria, presentazioni in video di autori, e che tra gli altri appuntamenti venerdì 13 marzo ha invitato lo scrittore bassanese Loris Giuriatti, con il suo L’angelo del Grappa (si può assistere a questo link: bit.ly/39Pka8P).
Ne parliamo con Lorenza Manfrotto, titolare con le sorelle di Palazzo Roberti.

il Salone degli affreschi della libreria Palazzo Roberti


La libreria, oltre a essere un luogo che promuove la lettura, è anche uno spazio di aggregazione. Quanto manca questo aspetto di vicinanza offerto al lettore? Penso anche a iniziative come “Il tè con i libri”.
Per noi il rapporto di vicinanza è tutto, la nostra libreria è fatta di incontro fisico: l’incontro, per i nostri avventori, con gli scaffali pieni di libri, con i librai e con gli autori; viceversa noi siamo nutriti e guidati dal rapporto affiatato con i nostri clienti. Di queste relazioni è fatto ciò che anima le nostre stanze e rende così speciale la nostra realtà: emozioni scambiate per rapporto diretto. Il tè con i libri ne è l’esempio più intimo, un dialogo fitto tra Lavinia e le partecipanti al nostro club del libro, mentre l’incontro con l’autore il più illuminante.

Il vostro rapporto con la rete?
Da parte nostra il rapporto con la rete è fatto più che altro di informazioni riguardo quel che succede in libreria; ora, chiusa la libreria, ci mettiamo anche noi in ascolto delle tanti voci che popolano il web culturale.

Le librerie soffrono molto in questi momenti la concorrenza dei colossi di vendita online?
In realtà fino a pochi giorni fa abbiamo lavorato molto bene, a riprova che le librerie, anche nel momento della difficoltà, sono una sorta di rifugio. Poi abbiamo scelto di mettere in ferie quasi tutti i nostri collaboratori e di resistere ancora un po’ a ranghi ridotti come presidio della lettura, per gli ultimi approvvigionamenti, fino al previsto e giusto ordine di chiusura.
Senz’altro le librerie soffrono la concorrenza pericolosa delle vendite online, ma le testimonianze di piccole e grandi realtà che ce la fanno non mancano, e la differenza viene appunto da quell’ “incontrarsi”. È difficile da spiegare, è una specie di polverina di Peter Pan: quando una libreria ti raccomanda un libro o ti fa incontrare un autore, ne esci con un po’ di quella polverina addosso, ed è una sorta di magia che ti fa tornare ancora e ancora e ancora. L’online quella polverina addosso non te la può posare.

Le giovani e rampanti personal book shopper sopperiranno a breve ai consigli dei librai?
Oh no, non lo crediamo, chissà invece che ci aiutino a far capire quali tesori di comprensione, immedesimazione, conforto e passione si trovano nei libri.

Sono appena stati proclamati i finalisti del premio Strega 2020: un pronostico, un augurio?
A noi è piaciuto davvero moltissimo Il colibrì, dunque auguriamo a Sandro Veronesi di vincere.

Qualche consiglio di lettura per adulti, per questi giorni di domiciliazione forzata?
Li rimanderei alle nostre “Letture appassionate”, i cinque titoli che fra tutti i nostri consigliati scegliamo stagionalmente di raccomandare sopra tutti gli altri. Dunque: Cadrò sognando di volare, di Fabio Genovesi, L’avvocato degli innocenti, di John Grisham, Il sale della terra, di Jeanine Cummins, Cadrò sognando di volare, di Jane O’Connor e l’intramontabile Commedia umana, di William Saroyan.


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