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Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 14-03-2009 21:15
in Cronaca | Visto 1.883 volte
 

Perseguitava la sua “ex” al telefono: arrestato

Centinaia di messaggi, pedinamenti e una minaccia di morte: infermiere finisce in carcere per “stalking”

Perseguitava la sua “ex” al telefono: arrestato

Il proiettile e la pistola sequestrati dai Carabinieri

Tempestava la sua “ex” di chiamate al cellulare e sms (circa un centinaio) con richieste di informazioni agli amici di lei, pedinamenti, forature di gomme e anche minacce di morte e ritorsioni varie. Lei, nel frattempo, lo aveva querelato ai Carabinieri della Stazione di Asiago.
Dopo avere minacciato la donna di morte con una telefonata sul posto di lavoro (“Tu mi hai rovinato la vita e io ti uccido” ) il molestatore ha quindi acquistato una pistola scacciacani, togliendole il tappo rosso previsto dalla legge, fotografandola con un proiettile a lato e inoltrando la foto via MMS alla sua vittima.
Appresa la notizia, i Carabinieri di Asiago si sono subito recati in casa dell’autore della minaccia per procedere a una perquisizione in base alla normativa sulle armi: l’uomo, alla vista dei militari, ha consegnato spontaneamente la pistola.
Enzo Musarra, 48 anni, infermiere di origine siciliana, domiciliato ad Asiago in Via Ebene n.144 è stato così arrestato in flagranza di reato perché ritenuto responsabile del reato di minacce e molestie telefoniche continuate (“stalking”) con atti persecutori ai sensi dell’art. 612 bis del Codice Penale introdotto dal Decreto Legge 23 febbraio 2009 nr.11 “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale”.
La donna - F.R., 38enne infermiera - aveva conosciuto il Musarra all’Ospedale di Asiago, dove lei presta servizio presso la casa di riposo, intrattenendo con l’uomo una relazione durata dal novembre 2007 fino al settembre 2008, quando F.R. ha comunicato al collega di voler interrompere la storia sentimentale. E’ stato l’inizio di un’azione persecutoria che durava ormai da sei mesi.
Il Musarra è attualmente rinchiuso nel carcere di Vicenza, a disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bassano del Grappa dott.ssa Monica Mazza.