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Partito Demografico
Presentato dall’amministrazione Pavan lo “studio statistico degli alunni iscritti alle scuole elementari e medie di Bassano dal 2010 al 2021 e proiezioni”. Il calo demografico impera. E sulla Mazzini...
Pubblicato il 14 mar 2022
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Tutti, o quasi, in municipio a Bassano per la conferenza stampa del Partito Demografico.
Ci sono il sindaco Elena Pavan e gli assessori all’Istruzione Mariano Scotton e alla Cultura Giovannella Cabion, affiancati dalle referenti degli uffici Demografico, Istruzione e Statistica del Comune. Oggetto dell’incontro con la stampa: la presentazione dello “Studio degli alunni iscritti alle scuole primarie e secondarie di primo grado dal 2010 al 2021 e proiezioni”, realizzato dall’amministrazione comunale con la collaborazione tecnica dei tre uffici competenti.
Ovvero, in altre parole: lo studio sull’andamento delle nascite e delle iscrizioni negli ultimi dieci anni nelle scuole elementari e medie cittadine e le previsioni sulla popolazione scolastica nei prossimi anni se l’attuale trend demografico non subirà variazioni.
La conferenza stampa in municipio (foto Alessandro Tich)
L’argomento è di quelli che non possono mancare nel blocchetto degli appunti dell’umile cronista perché è implicita la sua rilevanza per il tanto discusso futuro della Scuola Mazzini. Ma la Mazzini, o “il” Mazzini come si suol dire, è solo un aspetto, per quanto importante, di una problematica che investe la gestione del sistema scolastico cittadino nel suo insieme.
Il problema della denatalità è ben conosciuto e non certo da adesso e il caso vuole che sempre oggi l’Istat abbia reso noto il report sulla dinamica demografica 2021 in Italia, con un nuovo record negativo per le nascite: -31% rispetto al 2008. Ma è un dato di fatto che necessita di conferme anche sul piano locale e, come ogni studio statistico che si rispetti, il documento presentato nell’occasione dal Comune di Bassano è un coacervo di dati, di schemi, di grafici e soprattutto di numeri.
Cercherò pertanto di estrapolarne quelli più significativi.
Il primo dato è che a Bassano, tra scuole primarie e scuole secondarie di primo grado, ci sono 18 istituti. 13 di questi sono scuole elementari, di cui 5 con più sezioni e 8 con una sola sezione. Delle 5 scuole medie presenti sul territorio comunale, 4 hanno più sezioni mentre una, la D.C. Gnocchi di Marchesane, ha una sezione sola.
L’“offerta”, per così dire, è quindi diffusa sul territorio anche perché una buona parte delle scuole primarie sono “scuole di quartiere”. Ma chi più, e chi meno, sta soffrendo irrimediabilmente del calo delle iscrizioni. Il problema investe di meno le scuole medie, che sono attrattive anche per le famiglie dei Comuni contermini: il 32% degli alunni proviene infatti da fuori Bassano.
Il calo più consistente delle iscrizioni riguarda l’Istituto Comprensivo 1 che comprende le scuole primarie Mazzini, A. Campesano e G. Giardino. Delle 34 classi complessive che funzionavano nell’anno scolastico 2011/2012, oggi ne restano 23, pari a un -23,36% del numero di iscritti. Percentuale negativa che aumenta a -28,97% se confrontata con l’anno scolastico 2015/16. In particolare, dieci anni fa la Mazzini di classi ne aveva 10 e nel corrente anno scolastico ne conta 5. In netto calo in dieci anni anche la G. Giardino (da 14 classi a 9). Più contenuto il ribasso alla Campesano, che rispetto a dieci anni fa ha perso una sola classe. “Reggono” relativamente meglio gli altri due Istituti Comprensivi: il n. 2 (scuole Don Cremona, A. Canova e G. Marconi) ha subito in dieci anni un calo dell’11,03% degli iscritti mentre il n. 3 (scuole G. Pascoli, CCV Aprile, Papa Giovanni XIII, S. Francesco d’Assisi, IV Novembre, A. Gabelli e G. Merlo) va in controtendenza con un +3,57% rispetto a dieci anni prima.
Per ciascuna scuola lo studio presenta la percentuale di iscritti residenti a Bassano, iscritti di altri Comuni e iscritti stranieri accanto al numero medio di alunni per classe dall’anno scolastico 2010/2011 ad oggi. Al momento attuale la maggiore criticità riguarda la scuola elementare S. Francesco d’Assisi di Rondò Brenta (50% di iscritti stranieri) che nel prossimo anno scolastico rischia di non avere la prima classe: le pre-iscrizioni al momento sono 11, a fronte di 15 alunni come numero minimo per costituire una classe.
Da qui al prossimo autunno la situazione può ovviamente cambiare, ma questo è l’attuale stato delle cose. Idem dicasi per la scuola media D.C. Gnocchi di Marchesane, a sezione unica: le pre-iscrizioni alla prima classe sono attualmente appena 7 e l’anno prossimo l’istituto rischia di funzionare solo con le classi 2° e 3°.
Le maggiori preoccupazioni, tuttavia, si presentano in prospettiva più ampia.
Lo schema dello studio statistico riguardante i bambini residenti a Bassano del Grappa per anno di nascita e quartiere di residenza, è un esempio demografico di discesa libera.
Rispetto ai 418 bambini residenti a Bassano nati nel 2006 e ai 428 nati nel 2008, anno “di punta” delle nascite in città, quelli nati nel 2021 sono in tutto 247, al top negativo di un trend in costante discesa negli ultimi 13 anni.
Se questo trend demografico rimarrà tale anche nei prossimi anni - al netto di circostanze esterne, molto attuali in questo momento, come può essere l’arrivo in città di nuovi bambini stranieri - le proiezioni per il Ciclo Primario prevedono un calo complessivo, rispetto all’anno scolastico corrente, di 17 classi e di 309 iscritti nell’anno scolastico 2026/27. Per quanto riguarda invece il Ciclo Secondario di Primo Grado, si prevede nel 2026/27 una differenza sempre in negativo di 5 classi e di 87 iscritti.
“Questo studio - commenta l’assessore Scotton - ci presenta la fotografia degli ultimi dieci anni e un film per il futuro.”
Ed è un futuro, come sottolinea in conferenza stampa il sindaco Pavan, che delinea ormai con nettezza le prospettive per la scuola Mazzini.
“Oggi ho inviato la risposta alla petizione con 500 firme presentata dalla consigliera comunale di Bassano per Tutti Erica Fontana per la riapertura del Mazzini - afferma il sindaco -. È imprescindibile considerare i numeri, il calo demografico è oggettivo e impietoso. L’edificio del Mazzini risale ai primi del ‘900, è vincolato dal punto di vista monumentale e si rende complicato adattarne gli spazi alle esigenze odierne del mondo scolastico. Al nostro insediamento abbiamo trovato il Mazzini in stato di grave degrado, per ristrutturalo come scuola ci vogliono dai 6 agli 8 milioni. Vale la pena sistemarlo impiegando l’intero bilancio dell’edilizia scolastica?”.
“Se dovessimo ristrutturare il Mazzini come scuola, potremmo farlo solo attraverso risorse del bilancio comunale - prosegue Pavan -. Il PNRR prevede risorse solo in caso di demolizione e ricostruzione di una scuola, che per un edificio storico e vincolato come quello del Mazzini sarebbe impensabile. L’amministrazione ha a cuore i ragazzi, la loro formazione ed istruzione. La Vittorelli ha spazi capienti, ha ancora stanze disponibili, ha la palestra e realizzeremo un passaggio sui Giardini Parolini per i laboratori all’aperto della scuola.” “Noi capiamo che ci sia un legame sentimentale su quell’immobile - aggiunge il sindaco sempre in merito alla Mazzini -. Ma la petizione non è la risposta a una problematica complessa che ci impone di riflettere sull’insieme del sistema delle scuole elementari e medie. Sul futuro della Mazzini intendiamo avviare un percorso partecipato, perché la Mazzini sta a cuore a tutti. Per questo vogliamo condividere il percorso su che destino dare alla Mazzini e cosa metterci dentro, e la sede per farlo sarà la Commissione consiliare.”
Le possibili idee, a tale riguardo, non mancano ed Elena Pavan se ne fa sfuggire qualcuna: la Mazzini come futura sede di un ITS, sistema di corsi post-diploma per una formazione tecnica altamente qualificata richiesta dalle aziende, oppure addirittura “di corsi universitari o di un conservatorio”.
Un’unica cosa, in questo tourbillon di ipotesi ancora appena accennate, appare certa: la riapertura come scuola elementare della scuola elementare Giuseppe Mazzini non ci sarà.
Come capiremo anche nel prossimo articolo.
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