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The Special One
“Viaggio al De Fabris partendo da me”. Alla Chiesetta dell’Angelo la mostra del giovane artista Alessandro Cipriano, “ragazzo speciale” che ha superato le barriere nella comunicazione esprimendosi con la pittura
Pubblicato il 09 dic 2022
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Ma guarda un po’. Vengo invitato alla conferenza stampa di presentazione di una mostra d’arte in Chiesetta dell’Angelo e scopro invece una bellissima storia di integrazione attraverso l’arte.
È la storia di Alessandro Cipriano. Alessandro è un “ragazzo speciale”, come lo presenta un entusiasta assessore comunale alla Cultura Giovannella Cabion.
Un giovane che dipingendo sulla tela abbatte le barriere di quella comunicazione che non riesce pienamente ad esprimere nell’atto del parlare.
Da sin: Giovannella Cabion, Paolo POL Polloniato, Alessandro Cipriano e Antonella Lamonaca (foto Alessandro Tich)
Alessandro, nato a Bassano 22 anni fa, soffre infatti di un disturbo dello spettro autistico.
Un problema che potrebbe costituire un insormontabile limite nelle relazioni sociali e che invece, con l’arma non convenzionale dell’energia creativa, si trasforma in un sorprendente linguaggio espressivo per rapportarsi con gli altri.
Il titolo della mostra, “Viaggio al De Fabris partendo da me”, racchiude in poche parole il senso della vena artistica esplosa nell’animo del giovane autore.
Come racconta la mamma di Alessandro, Diana Cristofaro, tutto è iniziato il giorno in cui assieme al figlio era andata ad un incontro per le pre iscrizioni al Liceo Artistico “G. De Fabris” di Nove. Non perché Alessandro avesse dimostrato particolare propensione per l’arte. Anzi: fino a quel momento la sua capacità di creare opere pittoriche era rimasta una dote nascosta. Ma è bastato che una docente del De Fabris gli chiedesse di tracciare un disegno su un foglio per scoprire il suo talento fino allora inespresso.
Da allora il percorso scolastico ed artistico del ragazzo bassanese al Liceo di Nove è stata un’esperienza in crescendo, grazie in primis alla docente di sostegno Antonella Lamonaca, a tutti gli altri insegnanti e anche - cosa non da poco - a tutti i compagni di classe.
Uno dei docenti che lo ha seguito al De Fabris è Paolo Polloniato, in arte POL, il noto artista novese della ceramica, a sua volta protagonista della mostra “Il bianco senza tempo” allestita fino al 26 febbraio al Museo della Ceramica di Palazzo Sturm.
“Come insegnante ho subito capito l’approccio molto originale di Alessandro con la pratica pittorica - riferisce Polloniato alla stampa -. Ho sempre voluto che i suoi compagni “normodotati” ammirassero il suo talento. È stato un progetto di inclusione molto evoluto.”
“È un talento che ha cambiato la nostra scuola, il modo di vivere la diversità e di andare oltre le cose - afferma con orgoglio l’insegnante di sostegno e curatrice della mostra Antonella Lamonaca -. È lui che ha insegnato a noi docenti la traiettoria giusta nel vedere la scuola.”
E la traiettoria, nel frattempo, non si è ancora conclusa. Oggi Alessandro Cipriano frequenta con profitto l’Accademia di Belle Arti a Venezia. Al contempo prosegue con il suo percorso di artista presso l’Atelier F di Villa Angaran San Giuseppe a Bassano e presso l’Atelier di pittura Fondazione Martin Egge Onlus di Venezia.
E, come dice il solito saggio, scusate se è poco.
Nella mostra alla Chiesetta dell’Angelo, aperta al pubblico fino al prossimo 8 gennaio (tutti i giorni dalle 17 alle 20), è esposta una selezione di dipinti della recente produzione dell’autore. Sono opere che evidenziano il suo gesto artistico, tendenzialmente espressionista e profondamente “intuitivo”, che si distacca dai cliché accademici per orientarsi verso forme estreme e anatomie dilatate. Uno specchio deformante della realtà umana che ne propone una visione interiore, disincantata, eppure distintiva della personalità dei soggetti ritratti.
Un’anima creativa, come scrive Sandro Gazzola nella presentazione della mostra, “che ha reso Alessandro agli occhi dei genitori, degli insegnanti e degli amici una personalità totalmente nuova, prima di allora sconosciuta, perché se nei suoi atteggiamenti apparenti potrebbe sembrare distratto, in realtà lo si scopre propenso ad un’osservazione analitica dell’universo, fatta di segni precisi e colori definiti”.
Il tutto reso sulla tela con uno stile, come osserva ancora Antonella Lamonaca, “veloce, diretto, energico, capace di esternare l’essenziale da ciò che osserva e rappresenta”.
La mostra, patrocinata dall’assessorato comunale alla Cultura e realizzata in collaborazione col Liceo Artistico De Fabris, accende quindi i riflettori su un artista di casa dietro la cui produzione pittorica emerge un fulgido esempio di riscatto e affermazione personale.
Nel presentare l’evento espositivo, l’assessore Giovannella Cabion si illumina d’immenso e parte addirittura dai massimi sistemi: “Dopo Canova, i Da Ponte e POL Polloniato aggiungiamo oggi un altro tassello del nostro percorso a 360 gradi per valorizzare i talenti del nostro territorio.”
Sempre l’assessore rivela che appena una settimana prima si era tenuta una riunione della commissione per le mostre del Comune di Bassano nella quale era stato dato il via libera al progetto espositivo per il periodo natalizio in Chiesetta dell’Angelo.
“Il Liceo De Fabris mi ha risposto: ce la faremo - racconta ancora l’esponente di giunta -. E in pochi giorni la mostra è stata allestita.”
Non è la prima volta che il giovane artista espone al pubblico, avendo già “quattro-cinque mostre all’attivo”, ma questa senza dubbio è la più importante, per sede e per contenuti.
Scrive Alessandro Cipriano nel volantino di presentazione della mostra:
“Il disegno è la mia voce e la tela è sempre pronta ad ascoltare. Traccio strade possibili e riconoscibili, mescolando colori e materiali che parlano di me.”
Grande Ale. Dopo e come Mourinho (scusami ma sono interista) sei uno Special One.
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