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Cronaca

Il virus della follia

“Sei infetto”. Giovane cinese preso a bottigliate da un cliente in un bar di un distributore a Cassola. La ferma condanna del sindaco Maroso: “Un atto di imbecillità, di inciviltà e di ignoranza”

Pubblicato il 26-02-2020
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Altro che Coronavirus: qui siamo ormai al virus della follia. Stavo per limitarmi a scrivere la parola “idiozia”, ma non renderebbe pienamente il senso di delirio che un episodio del genere racchiude. La psicosi da virus cinese che sta occupando da giorni le teste delle persone ha prodotto il fatto di cronaca accaduto nella tarda serata di lunedì scorso, attorno alle 22.30, nel bar annesso alla stazione di servizio Costantin in via Valsugana, sulla Statale 47, in territorio di Cassola. Vittima del panico virale generato dalla messe di notizie sull'infezione, un ragazzo cinese di 26 anni, residente a Bassano del Grappa, che si era fermato al distributore per fare rifornimento. Il giovane di origine asiatica è quindi entrato nel bar annesso alla stazione di carburanti, dove è stato preso a male parole da un cliente del pubblico esercizio. “Vattene, sei infetto”, gli ha urlato l'avventore prima di proseguire con altri insulti. Neanche il tempo per il cinese di tentare di calmare le acque e l'aggressivo cliente è passato dalle parole ai fatti, prendendo una bottiglia e spaccandola in testa al malcapitato “untore”. I gestori del bar hanno immediatamente soccorso la vittima dell'aggressione, che è stata quindi trasportata in ambulanza nel vicino Ospedale.
Il giustiziere della notte è stato invece fatto allontanare. Sull'increscioso fatto, ripreso dalle videocamere di sorveglianza sia del locale che della stazione di servizio, indagano i Carabinieri della Compagnia di Bassano.
Nel pomeriggio di oggi è giunto in redazione un comunicato di ferma condanna su quanto accaduto, trasmesso dal sindaco di Cassola Aldo Maroso.

Il bar dove è avvenuto il grave episodio (fonte immagine: Google Maps)

“Un episodio gravissimo: non ci sono parole per esprimere lo sdegno e, direi di più, la vergogna per il solo fatto che una cosa del genere sia potuta accadere, tanto più a Cassola, la comunità che rappresento - scrive il sindaco -. Non so se quanto successo sia anche conseguenza della psicosi collettiva creatasi con l'allarme per il Coronavirus, ma nulla può giustificare un atto del genere, se non l’imbecillità, l’inciviltà, l’ignoranza.”
“Spero che la persona o le persone che hanno agito con tale violenza e insensatezza siano individuate e punite come prevede la legge - prosegue Maroso -. Razzismo e xenofobia sono sentimenti da mettere al bando sempre, tanto quanto l’imbecillità e l’ignoranza. Questo vale soprattutto in questo particolare momento, nel quale è quantomai opportuno mantenere la calma e non lasciare spazio a nessuna forma di isteria.”

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