Massimiliano Cavallo

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Tribunale di Bassano, il ddl accelera in Commissione

Iniziata la discussione per la riapertura del tribunale cittadino: Gli Ordini degli avvocati di Treviso, Vicenza e Padova contrari

Pubblicato il 04 mar 2026
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La riapertura del tribunale di Bassano del Grappa è entrata nella fase parlamentare.
Il disegno di legge del Governo è approdato alla II Commissione Giustizia della Camera, dove la discussione è stata avviata il 27 gennaio.
Il testo, presentato il 3 ottobre scorso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, di concerto con il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è ora all’esame della Commissione presieduta da Ciro Maschio. Il nuovo tribunale avrebbe competenza su 72 comuni: 41 nel Vicentino, 20 nel Trevigiano e 11 nel Padovano, configurando un bacino territoriale interprovinciale di ampia estensione.

La riapertura del Tribunale approda in Commissione Giustizia. Foto Bassanonet.it

Sul piano organizzativo, il ddl stabilisce che la copertura dell’organico dei magistrati del tribunale e della relativa Procura avvenga mediante le ordinarie procedure di trasferimento.
Nelle sedi interessate dalla riduzione delle piante organiche, l’eventuale soprannumero sarà riassorbito con le successive vacanze. Il testo non prevede, allo stato, procedure straordinarie di reclutamento.
Il confronto istituzionale resta articolato. Gli Ordini degli avvocati di Treviso, Vicenza e Padova hanno espresso contrarietà alla riapertura, così come rappresentanti della magistratura.
Tra i sindaci le posizioni risultano differenziate: favorevole il primo cittadino di Treviso, Mario Conte; contrari il sindaco di Padova Sergio Giordani e quello di Vicenza Giacomo Possamai.
Nel dibattito pubblico, il punto centrale non riguarda l’opportunità simbolica della riapertura, ma la sostenibilità organizzativa dell’intervento.
Il sistema giudiziario nazionale registra da tempo carenze di organico e significativi arretrati; in questo contesto, parte delle osservazioni critiche sottolinea la necessità di accompagnare la riorganizzazione territoriale con un rafforzamento strutturale delle risorse. Secondo le posizioni contrarie, in assenza di investimenti aggiuntivi e di un incremento degli organici, la redistribuzione delle piante organiche potrebbe incidere sugli equilibri delle sedi esistenti. Il tema posto, quindi, non è soltanto quello della prossimità del servizio, ma anche quello della sua stabilità nel medio periodo. Il provvedimento è ora nel pieno dell’iter parlamentare.
L’esito dell’esame in Commissione definirà tempi e modalità di attuazione di una riorganizzazione che incide in modo significativo sull’assetto giudiziario del territorio.
La riapertura rappresenta una scelta significativa sul piano istituzionale. Resta da comprendere se l’intervento si inserirà in una strategia più ampia di rafforzamento del sistema giudiziario o se rimarrà circoscritto alla sola ridefinizione territoriale.

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