Pubblicato il 19-04-2010 04:09
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Bassano, che numero! E’ quinto posto.

I giallorossi superano due a zero l’osticissimo Fano ed entrano prepotentemente in zona playoff. A referto un rigore di Fabiano, una punizione di Anaclerio e diverse occasioni. Fano in dieci nella ripresa.

Bassano, che numero! E’ quinto posto.

Fabiano è portato in trionfo: il suo rigore ha fatto saltare l'arcigna difesa granata (foto Andrea Martinello)

BASSANO VIRTUS - FANO 2-0

Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 7,5; Basso 6,5, Pellizzer 7, Pavesi 7, Beccia 7; Iocolano 6 (st 34’ Veronese sv), Caciagli 7,5 (st 39’ Vecchio sv), Favret 6,5 (st 1’ Anaclerio 7), Fabiano 7,5; Baido 7, Guariniello 7.
A disp.: Zattin, Zanetti, Martina, Buelli. All.: Beghetto 7,5.

Alma Juventus Fano (3-5-2): Lombardi 6,5; Savini 7, Cacioli 6,5, Terrenzio 6,5; (st 19’ Baldazzi 5,5), Bruno 6 (st 1’ Ambrosini 6), Ionni 6,5, Marinucci 6,5, Baratteri 5,5, Amaranti 6 (st 24’ Pazzi 5,5); Invernizzi 5, Bartolini 5,5.
A disp.: Allegrini, Fenucci, Marchetti, Trudo. All.: Cornacchini 6,5.

ARBITRO: Donati di Ravenna 6.
RETI: pt 43’ Fabiano rig (BV), st 13’ Anaclerio (BV).
NOTE: spettatori 1200 di cui una 100 ospiti.
Ammoniti: Marinucci, Terrenzio, Basso, Ionni, Pellizzer
Espulsi: Invernizzi.
Angoli: 3-1
Recupero: pt 2’; st. 3’.

Era il peggior cliente possibile. La squadra più attrezzata per mettere i bastoni tra le ruote alla poderosa cavalcata giallorossa verso un piazzamento playoff. E così è stato: per tutto il primo tempo i marchigiani di mister Cornacchini, schierati con un ultraprotettivo 3-5-2 hanno intasato gli spazi, aggredito il portatore di palla ed effettuato il raddoppio sistematico di marcatura. Ma il Bassano (pur privo di Crocetti e La Grotteria) di questi tempi ha raggiunto un certo grado di maturità: ha saputo attendere facendo girare palla, pazientemente e lucidamente, senza mai rischiare di farsi infilare in contropiede. La pazienza è stata premiata al 43’ del primo tempo: Caciagli si conquista un rigore, sciocco ma plateale, e Fabiano lo trasforma. Un minuto più tardi Invernizzi si fa cacciare per uno stupido fallo di reazione su Pellizzer lasciando la sua squadra colpevolmente in dieci. Nella ripresa il raddoppio di Anaclerio, direttamente su calcio di punizione, fa calare il sipario sulla sfida e alza prepotentemente le quotazioni giallorosse in chiave playoff. Il successo, oltre che ad avere un altissimo coefficiente di difficoltà, permette alla formazione di Bassano del Grappa di superare il Prato (sconfitto a Lucca) e il Gubbio (fermato sul pareggio casalingo dalla Pro Vasto). Per la prima volta in questo campionato il Soccer Team si siede alla tavola del quinto posto, infarcita di note positive quali il carattere e la mentalità dimostrati, le ottime performance dei giocatori che ultimamente hanno trovato meno spazio come Guariniello, Anaclerio, Beccia e non ultima la conferma della crescita di Max Beghetto. Il prossimo scoglio è un Celano a + 3 dalla Sacilese quint’ultima: certamente non una formalità ma ora il Bassano è padrone del proprio destino e, siamo certi, sono gli altri a doversi preoccupare.

Le scelte. Scelte obbligate per Massimo Beghetto in attacco. Come noto l’assenza contemporanea di La Grotteria e Crocetti costringono il tecnico giallorosso a schierare un attacco inedito formato dal tandem Baido e il rilanciato Guariniello. Riconfermata la fiducia ad Alessandro Beccia come esterno di sinistra del pacchetto arretrato giallorosso.

Ostruzionismo vs intelligenza tattica. Il Fano sale al “Mercante” per strappare un pareggio e non ha la minima intenzione di giocare la sfida a viso aperto. I primi quindici minuti di gara sono proprio condizionati da questo atteggiamento difensivista degli ospiti nonostante i giallorossi siano scesi in campo con il solito perfetto approccio alla gara e s’impegnino con tutte le forze a gestire senza frenesia il pallone e accerchiare la possente, ma potenzialmente letale nelle ripartenze, muraglia eretta dal tecnico ospite. In questo contesto la propulsione di Beccia sull’out di sinistra si rivela preziosissima: le rare e sporche occasioni prodotte dal Soccer Team nel primo tempo arrivano sempre dal lato sinistro dove Fabiano s’accentra liberando la corsa del numero 3. L’idea di Beghetto, infatti, è quella di accerchiare l’avversario sulle corsie esterne per creare i presupposti per sbloccare un match chiuso e difficile. La gara che ne viene fuori è bruttina, prevalgono i duelli fisici e il pressing feroce. Anche su questo piano i padroni di casa reggono bene il confronto nonostante la fisicità media dei giocatori granata sia nettamente superiore. Con il passare dei minuti la pressione del Bassano si fa sempre più insistente, ci vuole il classico episodio da fare grimaldello per far saltare le linee nemiche. E siccome sono i padroni di casa a condurre le danze ecco che l’episodio giusto capita proprio al Soccer Team. Il minuto topico è il 43’, sugli sviluppi di un corner calciato da Baido la retroguardia ospite respinge la sfera, Caciagli la insegue ma viene sgambettato alle spalle. Il calcio di rigore è ingenuo ma plateale e il direttore di gara non può esimersi dal fischiarlo. Sul dischetto si presenta, proprio come domenica scorsa a Monte San Giusto, Gianni Fabiano, vero trascinatore della squadra. La sua battuta è una carezza alla sfera più che un tiro che si insacca dolce dolce alla spalle di Lombardi. L’esterno milanese viene portato in trionfo dai compagni, panchina compresa, schizzati verso di lui per sfogare la grande tensione accumulata fin lì. Un minuto più tardi un lungo lancio delle retrovie di Terrenzio viene respinto in contrasto aereo da Pellizzer su Invernizzi. L’attaccante ospite si sente vittima di un fallo e pensa bene di farsi giustizia con un calcione a palla lontana sullo stesso difensore di Mussolente: l'espulsione è inevitabile e il Fano costretto in dieci per tutta la ripresa.

Sapiente gestione, Anaclerio chiude ogni discorso. Il secondo tempo si apre con il cambio di Favret per Anaclerio con il chiaro intento di Beghetto di amministrare la partita con la sapiente geometria del veterano al cospetto di un Fano ridotto in inferiorità numerica. La situazione tattica e completamente capovolta. Ora sono gli ospiti a dover spingere per cercare il pareggio mentre il Bassano può scatenare le sue fulminanti ripartenze con Fabiano, Baido, Guariniello e Iocolano, illuminate dai sapienti lanci di Anaclerio. Per arginare queste situazioni i marchigiani sono spesso costretti al fallo tattico: non per nulla sul taccuino dell’arbitro finiranno in ordine Marinucci, Terrenzio e Ionni. Si sa il minimo vantaggio non mette al sicuro da eventuali brutte sorprese, l’errore da non commettere è ricadere in quei dannati cali di concentrazione che sono costati due punti con l’Itala e potevano costare caro anche a Nocera. Ma i progressi del Soccer Team sono evidenti anche sotto questo profilo e al 13’ si spegne qualsiasi tipo di velleità granata. Guariniello ruba una palla sulla trequarti, si invola verso l’area avversaria e viene steso a tre metri dalla linea bianca. Si incarica della battuta proprio Giuseppe Anaclerio che permette al numeroso pubblico bassanese di assistere alla seconda carezza di giornata: palla sotto l’incrocio con il portiere immobile. La partita finisce virtualmente qui, nei restanti minuti si possono apprezzare un buon possesso palla e schemi di ripartenze mandate a memoria. Il controllo della partita con un uomo in più ed un Anaclerio nel motore è da pilota automatico, impedendo qualsiasi tipo di ritorno da parte degli avversari: il Fano gira come una trottola impensierendo Grillo solo con qualche traversone. Al 24’ Guariniello conclude la sua azione personale con un pallonetto, e sarebbe stata la terza carezza di giornata, che Savini pensa bene di salvare in un estremo ed apprezzabile gesto tecnico. Al 30’ e al 36’ Fabiano spaventa Lombardi poi ci pensa Beghetto ad inserire forze fresche ed irrobustire la linea difensiva sostituendo Iocolano per Veronese. Beccia sale a centrocampo e Fabiano si sposta sulla fascia destra. Al 39’ entra anche Vecchio per Caciagli per azzerare ulteriormente i rischi e condurre in porto una vittoria di straordinaria importanza. Gli ultimi 10 minuti sono di pura accademia, finisce 2 a 0 e con la gente in piedi ad applaudire quei ragazzi autori di una straordinaria rimonta.

Le pagelle.

Caciagli 7,5. Si spolmona per contrastare il centrocampo a tre del Fano ma non perde nemmeno per un secondo la lucidità per dettare precisi passaggi. È lui nel momento più complicato il cervello della squadra, dettando tempi e movimenti. Si procura il rigore sblocca match. Esce stremato per Vecchio.

Fabiano 7,5. E chi va a battere per la seconda gara consecutiva un rigore delicatissimo? Fabiano appunto. La trasformazione è una specie di cucchiaio, l’esultanza è alla Batistuta (mima un mitra con la mano fasciata). Fino a quel momento erano state le sue accelerazioni ad incutere maggior timore agli avversari. Va alla conclusione più volte nelle ripresa, anche lui cala alla distanza.

Grillo 7,5. Per la difesa è insostituibile per la sicurezza che riesce a trasmettere. Il Bassano si ritrova con i soli Pellizzer e Pavesi specialisti nelle palle aeree (out le punte che ripiegavano nei calci da fermo avversi) e lui va a prendersi qualsiasi cosa voli sull’area piccola e anche un poco oltre.

Pellizzer 7. E’ più combattivo che mai, non molla un centimetro nemmeno contro avversari più possenti di lui. Di testa svetta e anticipa chiunque anche a costo di andarci giù duro. Non si fa intimorire né dai contrasti né dalle minacce degli avversari (Savini). Un cuore grande così.

Beccia 7. Qualche errore di misura nel finale non possono compromettere quanto di buono messo in mostra per gran parte del match. Ha imparato ad essere più giudizioso in fase di copertura (il Fano non è quasi mai pericoloso nemmeno dalla sua parte) ed è puntualissimo ad inserirsi non appena Fabiano gli apre il corridoio. Nel primo tempo i maggiori pericoli li crea lui.

Anaclerio 7. Con il Bassano in vantaggio ed in superiorità numerica fa girare la palla come un maestro dirige un’orchestra. Gli avversari non la vedono mai e finiscono con lo scaldarsi e con la lingua a penzoloni. Trasforma la punizione del 2 a 0. Eh oh, quella è proprio la sua mattonella…

Guariniello 7. Primo tempo di grande sacrificio e di poche opportunità. Nella ripresa fa tutta un’altra vita, ci sono spazi da sfruttare e lui va vicinissimo al gol. Ritrovato.

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