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Hockey

Sind, che tonfo! Giovinazzo passeggia

Al debutto interno il Bassano crolla 3-6 al palazzo coi pugliesi, avanti 0-5 a inizio ripresa con una cinquina dell'ex Antezza. Giallorossi mai in partita

Pubblicato il 20 ott 2013
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L'impressione è quella di un frontale con un Tir. Bassano alla prima tra la sua gente viene spazzato via, piallato senza ritegno ai confini dell'umiliazione e senza colpo ferire. Pare il sequel dell'ultimo mese del campionato scorso, quando la squadra beccava sberloni sul muso dal mondo intero. Problemi di spogliatoio si diceva allora. Congedati i reprobi, i giallorossi sono apparsi allo sbando anche cinque mesi dopo, un film rabbrividente che verrebbe voglia di derubricare a semplice giornata dispari se non fosse che talune crepe sono troppo profonde per considerarle passeggere o temporanee. Cinque minuti giocati per davvero a fronte di 45' di totale latitanza scavano inquietudini profonde nell'habitat Sind. L'esordio interno avrebbe preteso almeno aggressività e carattere anche a fronte di forfait pesanti e, al contrario, la cifra temperamentale vicina al nulla palesata dalla comitiva è stata raggelante, inclusa una reazione d'orgoglio che non è mai arrivata neppure i piena mattanza. L'intensità e la rabbia sono le fondamenta sulle quali ricostruire la rinascita. In seconda battuta questo gruppo non può prescindere dalle performance di Cunegatti, cioè il numero uno e non un portiere purchessìa. Altrimenti verrebbe da dare ascolto ai molti che considerano declinante il lider Massimo dei pali, una resa che preferiamo non prendere nemmeno come ipotesi. E infine la condizione ancora troppo precaria di tanti interpreti del cast non può procrastinarsi oltremodo, i punti valgono allo stesso modo a ottobre come ad aprile, non è più il caso di omaggiarli cordialmente in giro. Intanto lo choc di ieri sera ha pietrificato Giudice, la sua voce è un sussurro. "I 3 gol in partenza ci hanno impedito di realizzare il piano partita e quello che avevamo programmato in settimana - allarga le braccia il coach - abbiamo tanto
da lavorare ma non è il caso di preoccuparsi. E' stata una giornata storta e da
questa situazione se ne esce soltanto con l'allenamento quotidiano, quello che

Bassano spento e vuoto. Solo una serata storta? (Foto Roberto Bosca)

noi al completo non abbiamo praticamente fatto mai in precampionato". Parole di
circostanza che tuttavia non cancellano gli errori e gli orrori di una squadra
che al netto di assenze pesanti (Nicolas e lo stesso Gimenez, in pista per onor
di firma col tutore alla mano fratturata) è apparsa vuota e senz'anima,
azzerata sin dal pronti via sotto il profilo temperamentale, priva di nerbo e
cuore e soprattutto senza un'idea sparata di cosa fare e di come farlo. Così il
sabato giallorosso di fantasmi e ombre si trasforma invece nel gran galà
personale di Valerio Antezza, il carnefice del Sind, giustiziato dalla cinquina
del materano che confeziona da solo lo 0-5 da sicario che vale l'imperioso raid
pugliese con l'AFP a firmare uno storico blitz sulle tavole del palazzo. Il
mattatore lucano, eroe dell'ultimo scudetto di Bassano, ripudiato dalla
tifoseria, alla quinta revoleverata vincente va ad esultare provocatoriamente
sotto la curva di casa, scatenando una sequenza di cori e sfottò di rimando che
accendono un clima altrimenti narcolettico, salvato soltanto dal tifo
incessante degli ultrà giallorossi, gli unici ampiamente sopra la sufficienza.
Proprio Antezza profitta di una sera di libera uscita di Cunegatti per
freddarlo sottomisura prima e con un colpo non irresitibile poi per lo 0-2. Un
suo rigore inchioda il tris e un altro diagonale accessibile dell'ex lancia lo
0-4 della fuga di metà contesa. Quando si riattacca, sempre Antezza dal
dischetto è implacabile, quindi un piazzato di Ambrosio fa 1-5, D'Agostino in
percussione allunga l'1-6 e nel concitato finale, nell'unico momento in cui la
Sind dà segnali di vita, un penalty di Garcia e un tocco ravvicinato di Zen
accorciano il 3-6, ma le sensazioni restano pessime. Senza una poderosa sterzata sabato nel covo di Sarzana, scatterà ufficialmente lo stato di crisi, non esattamente quello che ci si attendeva date le premesse e le promesse dell'estate.

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