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Elvio RotondoElvio Rotondo
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Geopolitica

Italia – Giappone: collaborazione nel settore della difesa e non solo

Il partenariato nel settore della difesa ha registrato recentemente sviluppi significativi

Pubblicato il 17 gen 2026
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Dalla fine della Seconda guerra mondiale fino a tempi recenti, Italia e Giappone hanno in gran parte delegato la propria difesa agli Stati Uniti: Tokyo si è affidata all'ombrello statunitense per proiettare la propria capacità di deterrenza e contrastare la Cina, mentre Roma, in quanto membro della NATO e uno dei suoi paesi fondatori, è stata un forte alleato degli Stati Uniti, con Washington nel ruolo di garante principale della sicurezza euro-atlantica.

Quell'era, probabilmente, è finita. In questo contesto, l’incontro del Primo Ministro giapponese, Sanae Takaichi, e il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, in occasione della visita ufficiale in Giappone, non rappresenta solo un evento cerimoniale legato al 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, ma costituisce anche un passaggio strategico per rafforzare i legami bilaterali ed esplorare forme di maggiore autonomia nella cooperazione in materia di sicurezza.

Vertice Italia Giappone (Ministero degli Affari Esteri del Giappone - Photo: Cabinet Public Affairs Office)


Giorgia Meloni si è recata in Giappone per tre giorni dal 15 gennaio al 17 gennaio, per il suo primo vertice faccia a faccia con la premier giapponese Sanae Takaichi. L'incontro avviene in un momento in cui i due paesi — guidati dalle uniche due donne leader del G7— stanno rafforzando la cooperazione nel settore della difesa. La visita del Primo Ministro Meloni coincide con il 160° anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia.
Nella dichiarazione congiunta si afferma che i due paesi si impegnano a collaborare in materia di sicurezza economica e resilienza nell'ambito del Piano d'azione, a sostenere e rafforzare reciprocamente le rispettive catene di approvvigionamento, anche attraverso i rispettivi sistemi industriali, e a migliorare la cooperazione nel settore delle materie prime essenziali. Le due leader hanno ridefinito le relazioni tra Giappone e Italia come un "Partenariato Strategico Speciale".
Italia e Giappone mantengono uno stretto coordinamento in ambito G7 e G20 su tutti i principali temi prioritari dell’agenda internazionale: a partire dalla sicurezza e stabilità internazionale alle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici. Inoltre, in linea con la Strategia UE per l’Indo-Pacifico e in coerenza con i principi fondanti della Free and Open Indo-Pacific Initiative giapponese, i due Paesi lavorano al rafforzamento della cooperazione bilaterale nella regione. In questo contesto, il Primo Ministro Takaichi ha accolto con favore la visita programmata delle navi militari italiane in Giappone quest'anno.
La collaborazione nel settore della difesa ha fatto registrare recentemente significativi sviluppi.
Tra questi, spicca la decisione, di grande rilevanza strategica, di avviare il Global Combat Air Programme (GCAP), un ambizioso progetto finalizzato allo sviluppo di un velivolo da combattimento di nuova generazione entro il 2035, annunciato nel dicembre 2022 dai Capi di Governo di Italia, Giappone e Regno Unito. Inoltre, il 5 settembre 2025 è entrato in vigore l'Accordo di Acquisizione e Servizi Incrociati Italia-Giappone (ACSA), l’accordo con il Giappone che consente la reciproca fornitura di beni e servizi tra le Forze Armate dei due Paesi in modo rapido ed efficace.
Tokyo e Roma stanno riconoscendo un imperativo comune: non limitarsi all’acquisizione di capacità di difesa, ma coprodurle, coprogettarle e cogovernarle.
Il GCAP, sviluppato congiuntamente da Giappone, Italia e Regno Unito per la produzione di un caccia di sesta generazione, è il simbolo più evidente di questo cambiamento.

Il futuro sistema aereo da combattimento, definito come il “sistema dei sistemi”, opererà nei cinque domini - aria, terra, mare, spazio e cyber - secondo una struttura stellare nella quale il caccia di nuova generazione sarà la “core platform” connessa con altri “sistemi” periferici, pilotati e non pilotati.

Secondo il Japan Times, il GCAP non dovrebbe essere visto come un'eccezione isolata, bensì come il segnale di una trasformazione più profonda nelle relazioni di difesa tra Giappone e Italia: da consumatori passivi di sicurezza a produttori attivi, destinati a costituire un pilastro duraturo della sicurezza transregionale. Entrambi i Paesi si trovano ad affrontare vincoli strutturali che rendono necessaria questa transizione. Il Giappone, nonostante i recenti e significativi aumenti della spesa per la difesa, opera ancora sotto rigidi limiti politici e industriali. L'Italia, pur disponendo di una sofisticata base industriale per la difesa, deve conciliare le ambizioni nazionali con la frammentazione del quadro europeo e con le pressioni fiscali. Agendo singolarmente, ciascun Paese rischia l'irrilevanza strategica; agendo insieme, possono accrescere la propria influenza.

Nel frattempo, il Presidente degli Stati Uniti, il 29 maggio dello scorso anno aveva invitato il premier nipponico a valutare l’acquisizione del nuovo aereo da combattimento americano di sesta generazione F-47, il cui contratto di sviluppo è stato assegnato a Boeing nel marzo dello stesso anno. Secondo Analisi Difesa, tale offerta appare tuttavia mirata a mettere in discussione l’intesa tra Giappone, Italia e Regno Unito, già impegnati nello sviluppo del caccia di sesta generazione nell’ambito del “Global Combat Air Program” (GCAP), denominato Tempest da Londra. Del resto F-47 e GCAP sono, insieme al programma franco-tedesco-spagnolo Future Combat Air System (FCAS), gli unici velivoli da combattimento di sesta generazione occidentali in fase di sviluppo.

Dal punto di vista economico, il Giappone costituisce un mercato strategico per l’Italia grazie alla sua posizione nel continente asiatico. Il Paese del Sol Levante rappresenta il secondo mercato di sbocco in Asia per l’export italiano, mentre i flussi commerciali con l’Europa sono in crescita e destinati a intensificarsi ulteriormente grazie all’Accordo di Partenariato Economico (EPA) entrato in vigore il 1° febbraio 2019.
I benefici dell’EPA, che ha eliminato i dazi su circa il 90% delle esportazioni europee verso il Giappone, sono stati immediatamente visibili in particolare per il settore agroalimentare. Il Giappone, caratterizzato da una limitata autosufficienza alimentare, è il quarto maggiore importatore mondiale di prodotti agroalimentari. Tale comparto rappresenta una delle principali componenti delle esportazioni italiane verso il mercato giapponese. Nel complesso, l’Italia continua a essere un partner chiave per il Giappone.
I due paesi confermano l’impegno a rafforzare la cooperazione scientifica, tecnologica ed economica tra Italia e Giappone, con particolare attenzione ai settori dell’alta tecnologia. Hanno sostenuto l’espansione delle partnership industriali, degli investimenti e degli scambi commerciali, valorizzando il ruolo di aziende e start-up dei due Paesi e riconoscendo il contributo dell’Italy-Japan Business Group nel consolidamento delle relazioni economiche bilaterali.
Il Giappone è il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia, dopo Cina e India: tra gennaio e ottobre 2025, il commercio bilaterale è stato pari a 10,4 miliardi, con esportazioni in crescita a 7 miliardi (+2,6%). Secondo i dati dell’Osservatorio Economico MAECI, le imprese italiane residenti in Giappone sono circa 175, impiegano oltre 8.500 addetti e generano un fatturato di circa 2,9 miliardi di euro. Le imprese giapponesi operanti in Italia sono circa 430, per un totale di circa 49.000 addetti ed un fatturato di circa 25,3 miliardi di euro.

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