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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Perché Israele ha riconosciuto il Somaliland?
La costa del Somaliland riveste un’importanza strategica per il controllo e la sorveglianza del Mar Rosso
Pubblicato il 12 gen 2026
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Il Somaliland, a oltre trent’anni dalla dichiarazione d’indipendenza dalla Somalia, è stato riconosciuto lo scorso 26 dicembre da Israele come Stato indipendente, suscitando le proteste della Somalia e di altri Paesi. Il riconoscimento non appare soltanto come un atto diplomatico, ma come una scelta che potrebbe ridefinire gli equilibri regionali e globali, con il rischio di accrescere le tensioni in Africa e nel mondo arabo.
Mogadiscio ha respinto con rabbia la decisione di Israele come un attacco alla sua sovranità, mentre il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha definito questo sviluppo “un momento storico”.
I residenti della capitale del Somaliland, Hargeisa, festeggiano la dichiarazione di Israele. AFP via Getty Images
Decine di paesi e organizzazioni, tra cui Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Unione Africana, Yemen, Sudan, Nigeria, Libia, Iran, Iraq e Qatar, hanno criticato la dichiarazione a sorpresa.
(Da notare il significativo ruolo militare ed economico dei turchi in Somalia con l’obiettivo dichiarato di ampliare ulteriormente la propria presenza, inserendola in una strategia più ampia di espansione nel continente africano).
Secondo quanto riportato dalla BBC anche la Cina si è aggiunta al coro di dissenso più di recente. Il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha dichiarato ai giornalisti che “nessun paese dovrebbe incoraggiare o sostenere le forze separatiste interne di altri paesi per i propri interessi egoistici”.
Gli Stati Uniti, per il momento mantengono una posizione prudente; tuttavia, in una sessione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’ONU, convocata per discutere la questione, hanno sostenuto che tale risposta fosse in contrasto con la decisione presa da alcuni paesi membri dell'ONU di riconoscere uno Stato palestinese, una scelta a cui gli Stati Uniti si erano fortemente opposti.
Il Somaliland Chronicle riporta la visita storica, a Hargeisa il 6 gennaio scorso, del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, il primo capo della diplomazia israeliana a visitare il Somaliland dalla proclamazione dell'indipendenza nel 1991. La delegazione è stata ricevuta dal presidente Abdirahman Mohamed Abdullahi. Tra i temi affrontati figuravano l'apertura delle rispettive ambasciate a Hargeisa e Gerusalemme, i preparativi per una visita ufficiale del presidente del Somaliland in Israele e la cooperazione in materia investimenti, commercio, tecnologia, energia, risorse idriche, minerali, agricoltura e sviluppo delle infrastrutture economiche.
Le componenti legate alla sicurezza e alla difesa del partenariato tra i due Paesi hanno implicazioni di ampia portata. L'esperienza di Israele nella lotta al terrorismo, nella raccolta di informazioni e nella sicurezza marittima è perfettamente in linea con le esigenze strategiche del Somaliland, in una regione che deve affrontare la pirateria e le minacce estremiste. La costa del Somaliland offre una posizione strategica per il monitoraggio del Mar Rosso, mentre le capacità israeliane in materia di sorveglianza, sicurezza informatica e controllo delle frontiere potrebbero rafforzare significativamente la posizione difensiva del Somaliland. Il potenziale di condivisione delle informazioni e di coordinamento marittimo rappresenta una risorsa strategica per la stabilità regionale.
Il Somaliland, territorio semi-desertico affacciato sulla costa del Golfo di Aden, con una popolazione di circa sei milioni di abitanti, ha dichiarato l'indipendenza nel 1991, dopo la caduta del dittatore militare somalo Siad Barre, a seguito di una lotta secessionista durante la quale le forze del dittatore colpirono duramente i ribelli. Decine di migliaia di persone furono uccise e le città furono rase al suolo.
Benché non sia riconosciuto a livello internazionale, il Somaliland dispone di un sistema politico funzionante, istituzioni governative, forze di polizia e una propria moneta.
La sua storia come regione distinta della Somalia risale al dominio coloniale del XIX secolo: era un protettorato britannico, noto come Somaliland britannico, che nel 1960 si unì alla Somalia italiana per formare la Repubblica Somala.
La regione è abitata prevalentemente da membri del clan Isaaq, che si differenzia etnicamente dal resto della Somalia.
Il governo somalo ha ribadito più volte che qualsiasi riconoscimento dell'indipendenza del Somaliland violerebbe la sovranità nazionale. Il presidente, Hassan Sheikh Mohamud, ha inoltre definito la decisione di Israele una “minaccia esistenziale” all'unità del Paese.
Tuttavia, gli analisti sembrano essere d’accordo sul fatto che Israele sia motivata, principalmente, da ragioni strategiche. In un documento pubblicato il mese scorso, il think tank israeliano Institute for National Security Studies, riferendosi ai ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, ha affermato che “Israele ha bisogno di alleati nella regione del Mar Rosso per molte ragioni strategiche, tra cui la possibilità di una futura campagna contro gli Houthi”.
In effetti, Tel Aviv potrebbe essere interessata a creare un avamposto per le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e per l’intelligence, utile a contrastare gli Houthi.
“Il Somaliland è un candidato ideale per questo tipo di cooperazione, poiché potrebbe offrire a Israele un potenziale accesso a un'area operativa vicina alla zona di conflitto”.
Israele ha ripetutamente colpito obiettivi nello Yemen dopo lo scoppio della guerra di Gaza nell'ottobre 2023, in risposta agli attacchi degli Houthi contro Israele, rivendicati come atti di solidarietà con i palestinesi della Striscia di Gaza.
In risposta al riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, gli Houthi hanno avvertito che qualsiasi presenza israeliana nella regione sarebbe considerata un “obiettivo militare” per le loro forze.
Secondo l'analista di questioni africane, Cameron Hudson, Israele ha riconosciuto il Somaliland principalmente per contrastare l'influenza iraniana nella regione del Mar Rosso. “Il Mar Rosso è anche una via di transito per armi e combattenti diretti verso il Mediterraneo orientale. È sempre stato una fonte di rifornimenti per i combattenti a Gaza. Avere una presenza di sicurezza e di intelligence all’ingresso del Mar Rosso risponde agli interessi di sicurezza nazionale di Israele”.
I paesi considerati più vicini al Somaliland, o favorevoli alla sua campagna per il riconoscimento, sono rimasti in gran parte in silenzio.
Gli Emirati Arabi Uniti (EAU), che gestiscono un porto militare in Somaliland, non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Anche il governo etiope si è astenuto dal commentare. Nel gennaio 2024 Etiopia e Somaliland avevano firmato un memorandum d’intesa con l’obiettivo di garantire ad Addis Abeba, paese senza sbocco sul mare, un corridoio per raggiungere Berbera (Somaliland), comprensivo della possibilità di affittare una base militare lungo la costa. Nel dicembre 2024 Somalia ed Etiopia avevano poi concordato una dichiarazione congiunta, mediata dalla Turchia, per risolvere la loro controversia sulla regione. Da allora, il riconoscimento del Somaliland da parte dell’Etiopia sembra essersi arenato.
Per quanto riguarda l'Unione Europea e il Regno Unito, entrambi hanno rifiutato di riconoscere l'indipendenza del Somaliland, affermando di sostenere l'integrità territoriale della Somalia.
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