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Redazione
Bassanonet.it
Là nella valle
La proposta di cambiamento per il Veneto e i nodi da sciogliere sul corridoio della Valsugana. Incontro a Valstagna con il leader nazionale di AVS on. Nicola Fratoianni e col consigliere regionale uscente e candidato AVS Renzo Masolo
Pubblicato il 02 nov 2025
Visto 20.491 volte
Tutti insieme appassionatamente in Piazza San Marco.
Non a Venezia però, ma nella Piazza San Marco di Valstagna, in un sabato mattina di mercato, nel gazebo allestito per diffondere il verbo elettorale di AVS, Alleanza Verdi e Sinistra, in vista del voto regionale del 23 e 24 novembre prossimi.
Con l’amichevole partecipazione di un esponente della politica nazionale.
Renzo Masolo e l’on. Nicola Fratoianni a Valstagna
Assieme al consigliere regionale uscente e candidato di AVS Renzo Masolo, alla candidata AVS Adriana Carotti e ad altri rappresentanti e supporter della lista che corre nella coalizione a sostegno del candidato governatore del centrosinistra Giovanni Manlildo, c’è infatti anche l’on. Nicola Fratoianni, che di Alleanza Verdi e Sinistra è il segretario.
E proprio al parlamentare e leader nazionale della formazione politica rosso-verde chiedo quale sia in generale la proposta di AVS, in un Veneto che esce da trent’anni di governo regionale del centrodestra.
“Quella di un cambiamento - risponde l’on. Fratoianni -. Di un cambiamento molto netto, perché questo Veneto che viene raccontato come una Regione scintillante, sfavillante, è un Veneto che invece ha moltissimi problemi. È un Veneto nel quale la sanità pubblica soffre, e soffre perché è stata smantellata la sanità del territorio, perché è stata favorita la privatizzazione di interi comparti, che significano per le persone fare una gimkana, una corsa a ostacoli quando devono provare ad accedere a un diritto universale qual è il diritto alla salute.”
“La nostra è anche una svolta sul terreno delle politiche ambientali - continua -. Il Veneto è la seconda Regione d’Italia per consumo di suolo. E quando parliamo di consumo di suolo, parliamo di danni permanenti non solo all’ambiente ma anche alla nostra economia e i cambiamenti climatici ce lo ricordano quotidianamente. Parliamo di una Regione nella quale cresce l’inquinamento. L’inquinamento da Pfas è ormai una potenziale bomba ecologica, che in una regione come questa raggiunge picchi insostenibili.”
“Parliamo di una Regione nella quale, nonostante il racconto sulla “locomotiva d’Italia” e sui record occupazionali, misuriamo un lavoro sempre più povero e un settore occupazionale fatto di un’“economia dei lavoretti”, di un terziario dequalificato, di un lavoro precario, sottopagato e sfruttato - puntualizza l'onorevole -. Di fronte a tutto questo è necessaria un’alternativa. E io mi auguro che questa Regione esca da una lunga stagione che non l’ha portata avanti, ma indietro.”
Ma il deputato e segretario AVS pensa che l’elettorato veneto sia maturo per fare un ragionamento di questo tipo, dopo un così intenso periodo targato Zaia?
“Io non ho la palla di cristallo e quindi non mi avventuro in previsioni - replica Fratoianni -. Lo spero molto, noi lavoriamo per questo e siamo certi in ogni caso che Alleanza Verdi e Sinistra avrà un ottimo risultato, che eleggerà consiglieri e consigliere nella prossima assemblea regionale e che contribuirà in ogni caso, e noi ci auguriamo nel governo della Regione, a portare avanti proposte e idee che sono utili e necessarie per i cittadini e le cittadine del Veneto. Non è una questione di posizionamento ideologico, è una questione che ha a che fare con bisogni reali e questioni concrete che riguardano la vita della maggioranza dei cittadini.”
Oggi siamo a Valstagna, in Valbrenta. Perché?
È la domanda che pongo a Renzo Masolo.
“L’onorevole Fratoianni ha fatto una fotografia della situazione attuale del Veneto, di quello che è stato prima - risponde il consigliere regionale uscente e candidato -. Noi rilanciamo una visione invece propositiva e di grosso cambiamento con Giovanni Manildo e tutta la sua coalizione. E siamo qua a Valstagna quasi con un messaggio simbolico ma fortemente politico rispetto a un corridoio di collegamento che è sempre stato dimenticato dalla politica veneta, che è invece un corridoio strategico per unire il Trentino e il Veneto e che ha delle opportunità e delle potenzialità grandissime. È da più di un anno che lo dico, da quando sono consigliere regionale e ho fatto più interrogazioni e più iniziative per portare l’attenzione in Valbrenta e in questo corridoio della Valsugana che è strategico per vari temi.”
“Per prima cosa, e voi sapete che io sono un grande sostenitore del cicloturismo, per unificare finalmente questa ciclovia che è una delle più belle d’Europa, che unisce Monaco con Venezia e che qua, proprio in questo corridoio, ha trovato sempre i più grandi intoppi - prosegue Masolo -. È giunto il momento che la Regione prenda in mano questa situazione e metta le risorse giuste per concludere quest’opera che è più che mai urgente.”
“Seconda cosa, e complementare, il tema della ferrovia - aggiunge il candidato AVS alle regionali -. A maggio di quest’anno ho fatto un convegno molto importante, proprio in collegamento col Trentino, perché la Regione Veneto è sempre stata assente come interlocutore per capire se può esserci un progetto fattibile di potenziamento della linea ferroviaria, col raddoppio del binario. Non è possibile che i pendolari e gli studenti ci mettano due ore da Bassano a Trento, quando invece possiamo farlo in meno di un’ora. Per cui su questo ci sarà un mio impegno personale per capire la fattibilità e il percorso progettuale da fare per arrivare al raddoppio del binario, lasciando da parte il progetto della Valdastico Nord che richiede 3 miliardi di euro. Quando con 1 miliardo e mezzo di euro sistemiamo - dal punto di vista del turismo, del cicloturismo, del pendolarismo e della logistica - il corridoio ferroviario della Valsugana.”
“Poi c’è il tema delle comunità locali - prosegue -. Noi partiamo sempre dal concetto di comunità e di fare rete con le comunità. E una grande soddisfazione quest’anno è stata l’approvazione all’unanimità della legge sulle cooperative di comunità. Ecco: qua, proprio in Valbrenta, possiamo fare cooperativismo sociale e creare occupazione ma non solo: anche cooperativismo turistico, agricolo e della tradizione.”
“Altra cosa: la Valbrenta ha la valle con le sue tradizioni, peculiarità e attrattività, ma ha anche la montagna, con le malghe - conclude Renzo Masolo -. Anche per questo è fondamentale che tutta la montagna vicentina venga rilanciata per creare occupazione e per fare in modo che la montagna non venga riconquistata dal bosco ma che venga mantenuto il paesaggio con forti investimenti per le malghe, che sono una risorsa per tutto il nostro ambiente montano.”
Non c’è che dire: quando si parla della Valbrenta e più in generale dell’asse viario e ferroviario della Valsugana, sono tutte voci di corridoio.
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