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Redazione
Bassanonet.it
Special report
Muay dire Thai
A Venezia il WBC Amazing MuayThai World Festival. Tra gli organizzatori dell’evento mondiale il bassanese Max Baggio, responsabile WBC Italia. E alla cerimonia di apertura…show di Joe Formaggio
Pubblicato il 24-06-2023
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Muay dire Thai.
Siamo al Palasport Arsenale di Venezia e nell’occasione mi trovo in un posto che non ha certamente bisogno di un servizio security. Perché questi - e queste - menano per conto proprio.
Sono gli atleti e le atlete partecipanti al WBC Amazing MuayThai World Festival, evento della WBC (World Boxing Council), la più importante organizzazione della boxe mondiale.
Foto Alessandro Tich
Per quattro giorni, dal 22 al 25 giugno, Venezia è la capitale del Muay Thai, o boxe thailandese, sport da combattimento a contatto pieno in cui i contendenti si sfidano sul ring a combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate.
E poco importa se i fighters del Festival siano “dilettanti”, suddivisi nelle due categorie Giovani e Adulti maschile e femminile, ovvero non professionisti: rappresentano comunque l’élite dei rispettivi Paesi in questa spettacolare disciplina, che può essere definita anche arte marziale, di antica origine in quel della Thailandia.
Una cinquantina di nazioni presenti dai cinque continenti, Australia compresa: una partecipazione degna dell’Atlante Geografico De Agostini.
Non solo “tournament” - vale a dire torneo agonistico - nel programma del World Festival, ma anche attività culturali, social meetings, seminari, workshop e uno spazio speciale dedicato alla promozione turistica della Thailandia sotto il motto di Amazing Thailand.
Di tutto e di più, in questa convention sportiva iridata che vede tra i suoi organizzatori anche il bassanese Massimiliano “Max” Baggio, responsabile WBC per l’Italia e il Mediterraneo, affiancato ai vertici del comitato esecutivo della manifestazione dal presidente dell’Asd MuayThai Festival, il Doso Bruno Visentin, e dal marketing manager Michele Torcellan.
Mi trovo qui al WBC Amazing MuayThai World Festival di Venezia perché impegnato per lavoro.
Sono infatti il “Master of Ceremonies” (un modo bellissimo per dire “speaker ufficiale”), compito da svolgere esclusivamente in lingua inglese, della cerimonia di apertura della manifestazione.
Intervengono al microfono, per l’occasione, i due grandi boss rispettivamente del movimento mondiale WBC della boxe e della thai boxe.
Il primo è il presidente WBC, autentico capo supremo del World Boxing Council, il messicano Mauricio Sulaiman. Il secondo è il colonnello thailandese Thanapol Bhakdibhumi, presidente WBC MuayThai.
Sono due personaggi molto potenti ed influenti ma nella circostanza si dimostrano veramente cordiali e alla mano e tra inchini reciproci col colonnello e pollici in su col presidente WBC sviluppiamo una certa empatia, sfociata alla fine in alcune foto scattate assieme.
Sono risucchiato al centro di un evento internazionale e penso di trovarmi in un contesto “debassanizzato”, ma non è così. E non solo perché c’è Max Baggio tra gli organizzatori e perché ci sono anche alcuni atleti del Bassanese nella rappresentanza italiana.
Mentre ancora mi sto preparando per la presentazione sul palco, incontro infatti…Gianluca Pietrosante. Carramba che sorpresa. Non c’è che dire: il ragazzo mi perseguita. O forse sono io che perseguito lui: dipende dai punti di vista.
Ma che ci fa il consigliere comunale bassanese in quello che per quattro giorni è il tempio mondiale del Muay Thai? È presto detto: è al seguito di Joe Formaggio, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia di cui Pietrosante è l’addetto stampa nonché il fido scudiero politico. Assieme a loro c’è anche il consigliere regionale Lucas Pavanetto, veneziano di Jesolo, sempre di FdI.
A inizio cerimonia chiamerò i due consiglieri regionali sul palco per portare il saluto della Regione Veneto. Pavanetto parlerà in italiano e Joe Formaggio in inglese.
E - anche per la gioia del Gianluca de noialtri - sarà un autentico Joe Formaggio Show.
“I Have a Dream”, esordisce Formaggio al microfono e in un attimo si trasforma in un predicatore alla Martin Luther Cheese.
Il suo “dream” è quello di avere vicino a lui proprio Max Baggio, che nonostante la sua ritrosia a mettersi sotto i riflettori non può che accondiscendere e salire sul palco al suo fianco.
Il Joe regionale ricorda tutte le telefonate di Baggio in vista dell’organizzazione del World Festival e lo tempesta di complimenti.
Quello di Formaggio è uno spettacolo di fuochi pirotecnici, ben al di là dell’aplomb istituzionale previsto dal cerimoniale. Il Fratello d’Italia si muove come se si trovasse sul ring e col suo vocione imbecca il pubblico, riscalda l’atmosfera, infiamma in particolare gli inglesi che reagiscono con entusiasmo e alla fine sottolinea l’importanza dell’amicizia tra i popoli del mondo in stile “Peace & Love”. Rivelandosi ai miei occhi un sorprendente affabulatore.
Non ne scrivo a caso anche perché, in vista delle prossime elezioni comunali a Bassano, il vicentino di Albettone Formaggio non è una figura così lontana dalla politica bassanese come si potrebbe pensare.
Esauritosi il ciclone Joe, la cerimonia - iniziata con la sfilata dei Paesi partecipanti - rientra nei canoni del protocollo ufficiale, intervallato da un’esibizione di danzatrici thailandesi in costume tradizionale, da un’esibizione di Wai Kru (danza pre-combattimento) di ragazzi e ragazze di varie nazioni partecipanti e dalla consegna delle “cinture commemorative” agli ospiti d’onore.
Il primo a prendere la parola nei discorsi ufficiali è l’ambasciatore italiano in Thailandia Paolo Dionisi che ricorda come il Muay Thai nel Paese asiatico non sia “solamente uno sport ma è cultura”.
Sul palco delle autorità - oltre al big president Sulaiman e al colonnello Bhakdibhumi - intervengono inoltre la governatrice dell’Autorità del Turismo della Thailandia Thapanee Kiatphaibool, la giovane presidente del WBC MuayThai Youth Cares (movimento giovanile della disciplina impegnato in azioni di solidarietà) Jade Bhakdibhumi e siede anche il governatore per i prodotti e gli affari turistici di Amazing Thailand Apichai Chatchalermkit.
Nella mia attività di presentatore, oggi elevata a “Master of Ceremonies”, ne ho pronunciati di cognomi impegnativi, ma quelli thailandesi non li batte nessuno.
Ma che cos’è esattamente il Muay Thai, al di là della sua pratica agonistica?
Lo chiedo proprio a Max Baggio a margine dell’inaugurazione.
“Il Muay Thai è intanto lo sport nazionale in Thailandia ed è uno sport da combattimento, ma ha una radice simile alle arti marziali - mi spiega il responsabile WBC Italia -. C’è molta cultura, molta storia, tradizione. C’è rispetto e c’è un approccio legato anche alla religione, che poi la Thailandia esporta a livello internazionale e ci sono alcune tradizioni che si legano con la parte del combattimento, come la danza prima di combattere per scacciare gli spiriti in onore del maestro. È tutto un mix.”
L’evento mondiale veneziano non è un campionato ma per l’appunto un Festival, che è molto di più in termini di organizzazione e programma.
“È un Festival perché all’interno, oltre allo sport, c’è la parte della cultura, la parte dedicata anche alle tradizioni e al food della Thailandia, la promozione del turismo thailandese - chiarisce l’esponente bassanese del World Boxing Council -. E quello che è interessante è cercare di collegare l’Italia alla Thailandia. Quest’anno vengono celebrati i 155 anni delle relazioni diplomatiche, e per questo c’è anche l’ambasciatore, e si vuole rafforzare l’amicizia tra i due Paesi.”
“Io curo l’attività organizzativa, però dalla parte degli atleti - prosegue -. Io e un’altra persona della WBC, che è il segretario generale Kevin Noone, curiamo gli inviti, mettiamo insieme la partecipazione di tutti i Paesi esteri e seguiamo tutta la parte sportiva della manifestazione.”
E come va il movimento del Muay Thai a Bassano e nel Bassanese?
“A Bassano ci sono alcuni istruttori che praticano - mi risponde Baggio -. Ce ne sono anche qui, come Alessandro Rossi del Muay Thai Clan di Cassola, e hanno un giro grande di ragazzi, 150 tra bambini e tutti gli altri. La gente vuole fare un po’ di difesa e il movimento sta crescendo.”
Insomma: Bassano in prima linea, ovunque e comunque.
Postilla conclusiva.
Terminata la cerimonia di apertura, il mio primo pensiero è quello di catapultarmi al servizio bar del Palasport per una bottiglietta d’acqua fresca. Fa un caldo africano, sia fuori che dentro, e gli effetti si sentono.
Non sono l’unico disidratato e mi metto pazientemente in coda assieme a vari thai boxer assetati. Non lo farei mai comunque, ma l’idea peggiore che potrebbe venire in mente in una situazione del genere sarebbe quella di mettersi a sgomitare in mezzo alla fila per conquistare qualche posizione.
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