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Caffè e ammazzacaffè
Davanti al Caffè Italia le minoranze presentano le interrogazioni per il prossimo consiglio comunale. Mense scolastiche, quartieri, Caffè Italia e non solo. Vernillo: “Amministrazione Pavan totalmente in balia degli eventi”
Pubblicato il 25 mar 2023
Visto 10.320 volte
“Il Caffè Italia è il simbolo dell’operato di questa amministrazione.”
Roberto Campagnolo lancia l’affondo - e non sarà l’unico, anche per voce dei suoi colleghi consiglieri comunali di opposizione - nei confronti del sindaco Pavan e della sua giunta.
L’occasione delle bordate a distanza viene offerta dalla consueta conferenza stampa delle minoranze per la presentazione delle interrogazioni e interpellanze da loro protocollate per il prossimo consiglio comunale, che questo giro è stato convocato per il prossimo 30 marzo.
Foto Alessandro Tich
L’incontro di Campagnolo, Vernillo & Friends con i media si tiene per l’appunto davanti al Caffè Italia, scelto dai rappresentanti dei gruppi di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle quale “monumento al nulla” (non lo dicono loro, ma è il senso delle loro dichiarazioni al riguardo) dell’amministrazione Pavan.
Una delle interrogazioni riguarda infatti proprio lo storico locale sul belvedere di Bassano, in infinita attesa di ristrutturazione e riapertura.
Si chiede in particolare al sindaco “di conoscere a partire dal mese di giugno 2019 ad oggi quanti sono gli incarichi di progettazione assegnati per il rifacimento del Caffè Italia, a quanto ammontano gli importi di questi incarichi, cosa era previsto nel disciplinare di incarico sottoscritto con i tecnici incaricati”.
“In campagna elettorale - aggiunge Campagnolo - questa amministrazione aveva annunciato che avrebbe riaperto il Caffè Italia, hanno attaccato la precedente amministrazione, hanno annunciato il maxi progetto con la vetrata esterna, il progetto è stato bocciato, hanno revisionato il progetto con l’allargamento del locale all’interno della torre che non è stato ancora realizzato. Risultato: il Caffè Italia è ancora chiuso.”
“Il Caffè Italia è apribile anche domani - incalza l’ex vicesindaco -. Il Comune può affidarlo a un esercente con trattativa privata. Il Caffè lo si può aprire così com’è e poi si può discutere cosa fare. È una conferma del limite di questa amministrazione di mancanza di visione anche sulla gestione del quotidiano.”
Ma non è l’unica questione messa in evidenza dalle minoranze: altre ancora sono comprese nel menù. E come in tutti gli eventi conviviali che si rispettino, dopo il Caffè arriva l’ammazzacaffè. Mense scolastiche, quartieri, scuola Rondò Brenta, Piano del verde: la carta dei liquori è alquanto assortita.
“Siamo obbligati a ripetere per l’ennesima volta i ritardi, la difficoltà di comunicazione, il poco coinvolgimento dei cittadini di questa amministrazione - dichiara Angelo Vernillo -. L’auspicio è che i prossimi mesi passino più in fretta possibile e che arrivi una nuova amministrazione che sia in grado di dialogare con la città. L’unica cosa che sono in grado di fare sono i proclami. Il Caffè Italia, dopo quattro anni, è ancora chiuso.”
La notizia del giorno è la “ridiscesa in campo” di Giovanni Cunico, nell’ultimo periodo tenutosi abbastanza in disparte da interventi pubblici e conferenze stampa.
A lui il compito di presentare l’interrogazione sulla situazione delle mense scolastiche comunali.
“La questione delle mense scolastiche sta esplodendo come la questione dei quartieri e come quella della Casa di Riposo - afferma Cunico -. Riceviamo lettere di cittadini che hanno chiesto informazioni al Comune senza avere risposta.”
“L’ultima volta che si è parlato di mense scolastiche è stato alla Commissione consiliare Servizi alla persona nel 2021, ancora in modalità Zoom per il periodo del Covid - prosegue l’ex assessore -. Ora, dopo dieci anni, scade l’appalto con il fornitore dei servizi di ristorazione scolastica. Ad oggi non abbiamo nessuna notizia ma da settembre bisognerà ritornare ad erogare i pasti.” “Nei giorni scorsi una rappresentanza dei genitori dei tre istituti comprensivi ha inviato una lettera all’assessore Scotton nella quale esprime delusione per la mancata convocazione della Commissione Mensa nell’anno scolastico in corso”, aggiunge Cunico. “Nella stessa lettera - si legge nel testo dell’interrogazione - la rappresentanza dei genitori chiede un maggior coinvolgimento in vista della redazione del nuovo capitolato di appalto dei Servizi di Ristorazione Scolastica, chiedendo condivisione dei criteri qualitativi, quantitativi, organizzativi e di educazione alimentare che caratterizzeranno questo importante servizio.”
“Quest’anno non c’è stato nessun contratto dell’amministrazione con la Commissione Mensa - conferma il consigliere di minoranza -. Non si sa che idea abbia l’amministrazione sulla ristorazione scolastica. Anche questa partita viene giocata al 100% dai funzionari comunali e allo 0% dalla politica. L’unico aspetto politico è quello del segretario della Lega Andrea Viero che ha accusato Marina Bizzotto di Impegno per Bassano, che fa rimato l’interrogazione, di essere di centrosinistra. Questa non è una questione di centrosinistra o di centrodestra, non ha colore politico.”
“Ho sentito l’esigenza di tornare a rompere le scatole all’amministrazione e a dare voce ai cittadini - conclude Cunico -. Da qui ai prossimi dodici mesi esploderà di tutto. Come ex amministrazione sappiamo bene le altre scadenze che stanno arrivando.”
L’interrogazione sui quartieri, ovvero sul mancato rinnovo delle convenzioni con i Consigli di Quartiere per la gestione del verde pubblico, è già ben nota ai nostri lettori e a tutto il globo terracqueo avendo riempito le pagine dei media locali nei giorni scorsi.
E ve ne riferisco in base alle testuali dichiarazioni rilasciate oggi, al netto di quanto ho già scritto e rilevato nel mio precedente articolo “Amnesy International”.
“È un caso senza precedenti, in una struttura che deve valorizzare i quartieri come risorse - osserva Campagnolo -. Che 20 presidenti non abbiamo firmato la nuova convenzione va registrato come fatto. C’è il rischio di un tentativo di scaricare sui presidenti dei quartieri anche la responsabilità politica di quanto è successo.” “Rischiamo che qualcuno riconsegni le chiavi del quartiere all’amministrazione e questo sarebbe gravissimo - continua -, dopo che da otto mesi i quartieri stiano chiedendo che cosa sta succedendo senza ottenere risposta.”
Un’altra questione aperta, oggetto di un’ulteriore interrogazione, riguarda la scuola primaria San Francesco di Rondò Brenta. Come spiega la consigliera Paola Bertoncello, per il prossimo anno scolastico non è stata raggiunta la quota minima di 15 alunni e la classe prima rischia di non partire.
“Un’eventuale non partenza della classe prima - lamenta l’interrogazione - con ogni probabilità potrebbe significare una prossima definitiva chiusura della Scuola San Francesco e un ulteriore elemento di impoverimento del quartiere stesso.”
“Rondo Brenta è un quartiere che già presenta carenza di servizi alla popolazione e non ci sono mezzi pubblici per trasportare i bambini in altre scuole”, rimarca la consigliera.
Da qui la richiesta all’amministrazione se abbia provveduto o intenda provvedere al più presto ad affrontare la questione e, più in generale, se abbia intenzione di porre in essere “tutte le iniziative utili a salvaguardare la scuola primaria di Rondò Brenta e a garantirne la continuità nel tempo”.
L’ultimo tema oggetto di interrogazione consiliare potrebbe intitolarsi “Piano del verde, questo sconosciuto”.
“Ancora nel 2019 l’assessore Viero aveva annunciato la volontà di dare il via al censimento degli alberi presenti nel territorio comunale, ma la cosa si è risolta in un nulla di fatto - rileva Anna Taras -. Chiediamo inoltre se si sia iniziato al lavorare su un Piano del verde urbano, col coinvolgimento dei cittadini tramite una consulta che veda al suo interno anche le associazioni e i rappresentanti dei quartieri.”
“Sottovalutare l’organizzazione di un Piano del verde - prosegue la consigliera - è non avere consapevolezza di come gestire e di come sviluppare la nostra città.”
Angelo Vernillo conclude e riassume a nome di tutti: “L’amministrazione Pavan è totalmente in balia degli eventi, incapace di fare un pensiero sia in termini di soluzione che in termini di visione della città.”
Finito il Caffè e finiti anche gli ammazzacaffè. Buona digestione a tutti.
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