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Il Convento dei Cappuccini è morto, Viva il Convento dei Cappuccini: considerazioni sul presente e sul futuro del complesso religioso del Margnan dopo l’annuncio della sua chiusura
Pubblicato il 05 mar 2023
Visto 10.983 volte
Il 4 marzo 2023 è una data che rimarrà impressa negli annali della città di Bassano.
La data dell’annuncio di una fine annunciata.
Come ho già scritto ieri nel mio lancio di attualità “Capitolo Finale”, il Convento di San Sebastiano dei Frati Cappuccini di Bassano del Grappa verrà chiuso.
Foto Alessandro Tich - Archivio Bassanonet
Lo ha deciso il III Capitolo Ordinario della Provincia Veneta di Santa Croce dei Frati Minori Cappuccini, svoltosi da lunedì 27 febbraio a venerdì 3 marzo a Camposampiero.
Anticipata ieri sera dal telegiornale locale Tva Bassano Notizie e subito rilanciata sulla pagina del gruppo Facebook “Salviamo i Frati a Bassano”, la notizia - nel momento in cui scrivo - ha ancora il carattere dell’ufficiosità.
Un termine giornalistico per dire che la notizia è certa ed è confermata dalle stesse fonti interessate, ma non ancora avvalorata nero su bianco da una comunicazione ufficiale dell’Ordine religioso. Poco importa, però, a questo punto.
I giochi sono fatti e rien ne va plus.
Termina così la secolare presenza dei Frati Cappuccini a Bassano, attestata già dalla metà del ‘500 ma non ancora in questo luogo in riva al Brenta. I Frati Minori si sarebbero poi trasferiti nel convento presso la chiesa di San Sebastiano al Margnan, acquistato dall’Ordine, esattamente 200 anni fa e cioè nel 1823.
Soprattutto, si abbassa il sipario su un punto di riferimento assoluto della spiritualità e della solidarietà e accoglienza sociale della città e di tutto il territorio.
Le motivazioni della decisione del Capitolo, riferite dal portavoce dell’Ordine Fra Giovanni Lazzara e riportate sulla stampa di oggi, si riferiscono a cause e a problemi già ben noti.
Vale a dire, da una parte, il crollo delle vocazioni che rende sempre più esiguo il numero dei Frati, a fronte dell’allargamento della Provincia religiosa all’intero Triveneto, Alto Adige compreso. Ad oggi, compresi quelli soppressi dal Capitolo, la Provincia veneta dell’Ordine conta 24 conventi e 241 frati, la metà dei quali ha più di settant’anni.
A Bassano erano rimasti solo 8 Padri Cappuccini, più il Padre Guardiano Fra Lanfranco Dalla Rizza: saranno trasferiti in altre sedi.
Il rovescio della medaglia delle motivazioni per la chiusura è costituito dai sempre crescenti oneri per la copertura delle spese di gestione, che sommate alle spese per la conduzione di tutte le altre strutture della Provincia religiosa necessitano di essere razionalizzate.
Una parola elegante per dire “tagliate”. Niente di nuovo sul fronte del Margnan.
Non è stata l’unica chiusura decretata dal Capitolo, ma è di certo quella che più di altre tocca direttamente i sentimenti di un territorio.
San Sebastiano è molto di più di un Convento: è un luogo di identità e di incontro, e non solo di preghiera, di un’intera comunità che qui partecipa alle messe domenicali e delle Feste comandate con il senso e lo spirito di un immancabile ritrovo collettivo.
E che ha sempre sostenuto i frati beneficiandoli di innumerevoli azioni di solidarietà, in primo luogo a supporto, con donazioni in denaro e in cibo, al quotidiano e caritatevole servizio della mensa per le persone bisognose.
Non è bastata la grande mobilitazione - promossa dall’assessore regionale Elena Donazzan e dal presidente di Raggruppamento di Confartigianato Bassano Sandro Venzo - a favore della permanenza dei frati a Bassano, con oltre 8000 firme raccolte, con l’adesione di importanti testimonial e con la task force di imprenditori del territorio pronti a mettere mano al portafoglio per sostenere da qui ai prossimi anni le spese di gestione e di riqualificazione della struttura.
Come non è bastata la specificità territoriale del Convento di Bassano: l’unica presenza dei Frati Minori Cappuccini nella Diocesi di Vicenza.
Nessuno di questi elementi a favore del mantenimento dei Cappuccini a Bassano ha avuto voce in Capitolo.
Non sarà una fine immediata, quella del Convento del Margnan.
Ci vorranno alcuni mesi per espletare le procedure di dismissione del complesso religioso. Fino a settembre, quando il trasloco di Padre Lanfranco e fratelli sarà definitivo.
Saranno mesi cruciali per definire e per organizzare il futuro dell’area di San Sebastiano svuotata dei suoi religiosi, affinché da Convento nella città non si trasformi in Cattedrale nel deserto.
Il portavoce dell’Ordine provinciale Padre Lazzara ha rassicurato che la struttura dovrebbe restare a disposizione della comunità. “Di solito - ha dichiarato al Corriere del Veneto - per i nostri conventi chiusi elaboriamo progetti destinati alla popolazione insieme alle realtà locali e sarà così anche in questo caso.”
Chi si prenderà in carico la prosecuzione dell’attività che potrà essere progettata, totalmente laica per quanto in continuità con la missione sociale dei frati di San Sebastiano, nel futuro Convento dei Cappuccini senza i Cappuccini, sobbarcandosene le spese?
Sarebbe ancora disponibile la neonata Onlus di imprenditori del territorio, accomunati dallo scopo condiviso di sostenere economicamente i frati, a mettere mano al portafoglio per garantire mezzi e risorse ad un nuovo progetto che forse verrà?
È del tutto ancora prematuro trovare delle risposte. Non è invece prematuro, ed è anzi necessario, cominciare sin da adesso a porci queste domande.
Per decisioni come quelle del Capitolo, di competenza esclusivamente religiosa, non esistono ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato. Ci si può solamente appellare alle due massime autorità della Chiesa Cattolica, le uniche che possono annullare la decisione dell’Ordine: Papa Francesco in primis e il Segretario di Stato del Vaticano cardinale Pietro Parolin.
Nelle sue prime dichiarazioni rilasciate oggi alla stampa, il co-promotore della mobilitazione “Salviamo i Frati a Bassano” Sandro Venzo ha affermato di non voler arrendersi e di “non voler rinunciare a priori” alla possibilità di rivolgersi alle massime sfere della Santa Sede affinché invalidino il verdetto del Capitolo.
Da un punto di vista puramente teorico il cardinale Parolin, che è “uno dei nostri” per le sue origini di Schiavon, potrebbe anche prendere in considerazione l’istanza.
Ma non potrebbe mai andare contro alle disposizioni del suo Superiore sul soglio pontificio. Ed è veramente difficile che Papa Francesco, gesuita prima ancora che pontefice, si opponga a una deliberazione autonoma di un Ordine religioso.
Morale della favola: dobbiamo essere pronti a un epocale cambiamento nella tradizione spirituale della città di Bassano e dobbiamo farcene una ragione, pensando piuttosto a costruire, in collaborazione con lo stesso Ordine, una nuova via maestra per l’utilizzo a fini sociali e comunitari del complesso del Margnan.
Il Convento dei Cappuccini è morto, Viva il Convento dei Cappuccini.
Amen.
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