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Quando il bosco è “green”
Progetto Life + Carbomark: i Comuni di Lusiana e Cismon del Grappa incentivano la politica dei “crediti di carbonio” e Etra attiva un piano quinquennale per abbattere le emissioni di CO2
Pubblicato il 05 mar 2013
Visto 5.254 volte
Il carbonio? E' una boccata di ossigeno per l'ambiente.
Sembra un gioco di parole, ma non è così. Stiamo parlando, in particolare, dei “crediti di carbonio”: un sistema di compensazione ambientale, conseguente al Protocollo di Kyoto, certamente complicato per i non addetti ai lavori e non proprio semplice da spiegare.
Tentiamo quindi di spiegarlo in parole povere: alcune Amministrazioni comunali con territorio forestale decidono di praticare una gestione sostenibile dei loro boschi, limitando i tagli degli alberi. Ogni albero, per crescere, assorbe CO2 (anidride carbonica). Quanto più legno ci sarà nel bosco, tanto maggiore sarà quindi l'accumulo di CO2, sottratta all'atmosfera. Il carbonio “imprigionato” nella biomassa boschiva diventa quindi, per così dire, merce virtuale di scambio.
E' quanto prevede il progetto Life + Carbomark, finanziato dall'Unione Europea.
I Comuni boschivi mettono in vendita, all'asta, alcune tonnellate di anidride carbonica accumulata negli alberi, certificata dall'Università di Padova, a un prezzo base prestabilito per ogni tonnellata di CO2. Chi “compra”, con la migliore offerta, una tonnellata di CO2 - che non viene ovviamente “spedita a casa” e rimane immagazzinata nel bosco - riceve come controvalore un “credito di carbonio”.
Cosa vuol dire? Vuol dire che che l'acquirente - società, azienda, privato - ottiene un certificato con il quale il proprietario si impegna a “compensare” la CO2 prodotta nel bosco riducendo le emissioni di CO2 in atmosfera per la medesima quantità acquistata. E se lo stesso acquirente riuscirà ad abbassare l'emissione dei gas serra sotto la quota stabilita, potrà rivendere i crediti di CO2 in surplus nel mercato libero del carbonio.
In questo modo gli acquirenti pubblici o privati dei crediti di carbonio sostengono finanziariamente un maggiore assorbimento di anidride carbonica da parte dei boschi locali, ne possono trarre a loro volta degli utili, favoriscono l'incremento delle energie pulite e i Comuni ne ricavano degli introiti che possono reinvestire per valorizzare l'ambiente e promuovere il turismo.
Tutto chiaro? Speriamo di sì. La notizia sta nel fatto che Etra Spa è la prima società pubblica che ha aderito al progetto Carbomark, acquistando tra il 2011 e il 2012 due stock di 100 tonnellate ciascuno di CO2 (pari a 200 crediti di carbonio) messe all'asta rispettivamente dai Comuni di Lusiana e di Cismon del Grappa.
Ora la società multiutility, dopo il finanziamento della gestione sostenibile dei boschi nei due Comuni del territorio, annuncia un piano quinquennale di azioni “green” per abbattere l'anidride carbonica, attraverso un comunicato trasmesso in redazione che pubblichiamo di seguito:
ETRA - COMUNICATO
Si dice che un albero che cade faccia più rumore di uno che cresce, ma sul Grappa e sull'Altopiano di Asiago il contributo dei boschi è tutt'altro che privo di eco.
Grazie al progetto Life + Carbomark cui Etra ha aderito nel 2011, prima azienda pubblica, per sostenere le politiche europee di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, prosegue l'impegno di due Comuni, Lusiana e Cismon del Grappa, in favore della mitigazione dell’effetto dei gas serra. Lo strumento per raggiungere lo scopo è la conduzione sostenibile delle zone forestali pubbliche.
Le Amministrazioni hanno accettato di gestire i loro boschi in un’ottica di accrescimento, scegliendo di operare dei tagli controllati.
“Le proprietà forestali, risparmiando con tagli moderati e oculati parte dell’incremento legnoso, dalla crescita degli alberi accumulano anidride carbonica nel legno e possono vendere una quota di tale accumulo alle imprese - spiega Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra -. Questi “crediti di carbonio”, venduti attraverso aste pubbliche, sono dunque indicatori di impegni aggiuntivi assunti volontariamente dalle Amministrazioni comunali che massimizzano i benefici ambientali indirettamente forniti dal bosco.”
Attualmente l'impegno delle due Amministrazioni è quello di mantenere lo stoccaggio CO2 per la quota posta in vendita per almeno 30 anni.
Etra, da parte sua, in quanto acquirente del mercato Carbomark, per dare prova di una politica aziendale sinceramente “verde”, nell'arco dei cinque anni successivi all'acquisto dei crediti deve intraprendere anche altre azioni che abbiano un effetto positivo sulle proprie performance ambientali.
“Tra i progetti attuati - precisa Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza - ci sono la produzione di energia da fonti rinnovabili, come il biogas e gli impianti idroelettrici, che già pratichiamo, o gli interventi per aumentare l'efficienza energetica delle nostre sedi e dei nostri stabilimenti. Per esempio, la rete informatica che utilizziamo è stata resa più sostenibile e ora consuma il 30% di energia in meno, e dopo un monitoraggio degli impianti abbiamo individuato ed eliminato le componenti meccaniche (come i motori) più “energivore”. Continueremo inoltre nell'opera di rinnovo dei mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti, facendo attenzione a sostituire quelli più vecchi con altri a emissioni più ridotte. E porteremo le motivazioni che ci hanno fatto aderire al progetto Carbomark anche negli uffici, dove è sempre meglio installare stampanti multifunzione, che consumano meno, ed evitare di stampare documenti o fax, sprecando carta, se non è necessario.”
Nel frattempo dal Comune di Cismon è arrivata la notizia della revisione del Piano di riassetto forestale. “Significa - conclude Svegliado - che se ci sarà una nuova asta e sarà possibile per Etra acquistare altri crediti di carbonio. È la testimonianza della nostra volontà di proseguire una politica ambientale virtuosa.”
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