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Il paziente al Centro
Nasce a San Giuseppe di Cassola il Centro Sollievo per persone con decadimento cognitivo. È la nona struttura del genere nel Distretto 1 dell’Ulss 7. Il sindaco Maroso: “Anche se questa è una piccola goccia, per le famiglie è certamente un sollievo.”
Pubblicato il 05 mar 2024
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Il paziente al Centro: di nome e di fatto. E non c'entra per nulla, come mi hanno già fatto notare, la coincidenza che il sindaco Aldo Maroso sia immortalato al centro della foto.
Nel Comune di Cassola si concretizza infatti il progetto per l’apertura di un Centro Sollievo.
Una struttura che, tramite una convenzione con l’Ulss 7 Pedemontana, sarà in grado di farsi carico per qualche ora al giorno, una o due volte alla settimana, dei pazienti affetti da forme lievi di decadimento cognitivo, assicurando così un po’ di respiro ai loro familiari.
I relatori della conferenza stampa alla biblioteca comunale di San Giuseppe di Cassola (foto Alessandro Tich)
La sede già individuata sarà lo stabile comunale di via Monte Ortigara a San Giuseppe, già scuola elementare, che un tempo ospitava la biblioteca e che fino a qualche mese fa, prima dell’apertura della medicina di gruppo a San Zeno, era utilizzato come ambulatorio da uno dei medici condotti attivi nella frazione.
Il nuovo Centro Sollievo sarà dotato di un atrio per le attività rivolte agli ospiti, di bagni e di una piccola cucina.
A selezionare gli utenti adatti a frequentare la struttura sarà l’Azienda Sanitaria che, sulla base delle diagnosi di demenza relative a cittadini non solo di Cassola ma anche dei Comuni del circondario, andrà a comporre una prima rosa di ospiti.
La precedenza sarà data ai residenti, tenendo comunque conto che la capienza massima per la gestibilità del Centro è fissata a un tetto di 15 persone.
Il tutto concepito e realizzato con la fondamentale collaborazione dell’Amad, Associazione malattia di Alzheimer ed altre demenze.
“Ho partecipato all’inaugurazione del Centro Sollievo di Cismon del Grappa e lì mi sono reso conto di quanto potrebbe essere utile una struttura del genere a Cassola - esordisce il sindaco Aldo Maroso nella conferenza stampa convocata in biblioteca comunale -. Quando l’ho proposta in giunta, mi hanno detto tutti di sì.”
“Quello delle demenze è un problema sempre più diffuso nel nostro territorio - continua il sindaco -. E anche se questa è una piccola goccia, per le famiglie e per chi aiuta questi pazienti è certamente un sollievo.”
“Quella del decadimento cognitivo e dell’Alzheimer è oggi una problematica che non riguarda solo le persone anziane, ma tanti altri adulti e anche persone in giovane età - afferma il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Manuela Bertoncello -. È una situazione clinica che purtroppo sta prendendo sempre più piede nel nostro territorio. Lo scopo è quello di contenere il più possibile lo sviluppo della malattia e favorire il sollievo delle famiglie.”
“È una patologia fortemente invalidante - prosegue l’assessore -, fa perdere autonomia e capacità di relazione con le persone e stravolge la vita di tutta la famiglia.”
Nel Distretto 1 dell’Ulss 7 Pedemontana, vale a dire nel territorio dell’area bassanese, i Centri Sollievo già attivi sono in tutto 8. Quella di San Giuseppe sarà pertanto la nona struttura che aprirà i battenti a questa delicata fascia di utenza.
Lo riferisce il direttore dei servizi socio sanitari dell’Ulss 7 medesima Eddi Frezza.
Ad oggi gli 8 Centri sono frequentati complessivamente da 95 persone affette da demenza, seguite da 75 volontari in tutto. Perché quello dei volontari, come vedremo, è un ruolo fondamentale.
“Le attività - spiega ancora il dott. Frezza - vengono svolte per alleviare la sofferenza delle persone, ma anche per stimolarle e reinserirle all’interno del contesto sociale, per qualche ora al giorno e per qualche giorno alla settimana.”
“L’Ulss si occupa della formazione dei volontari e di trovare le persone adatte alla frequenza di questi Centri Sollievo, che presentano una fase lieve della malattia e una certa integrità fisica.”
Chi lo dice è il dott. Fabio Lorico, referente aziendale dell’Ulss 7 per i disturbi del decadimento cognitivo.
“L’Ulss coordina e sovraintende alle attività che vengono svolte grazie alla presenza dei volontari, con la necessità di un operatore ogni tre utenti - continua il dott. Lorico -. Il messaggio che diamo ai volontari è quello di non essere spaventati da queste persone che rappresentano una tipologia di utenti facilmente affrontabile.”
Va inoltre specificato che i volontari non intervengono da soli alla gestione delle attività del Centro Sollievo. Vengono infatti affiancati da professionisti in campo medico-assistenziale direttamente incaricati dall’Ulss, che a turno operano nei Centri del territorio di riferimento. Tra questi: un’educatrice, una psicologa, una musicoterapista, uno specialista in attività motoria.
Massimo Lazzarotto, presidente dell’Amad, è l’“anima e cuore” del progetto.
“Cosa succede - spiega - dopo che i pazienti arrivano al Centro? Succede che diventano amici, persone che stanno insieme e che condividono. Il problema è quello dell’isolamento anche dei livelli amicali. Sei hai un amico che presenta i primi sintomi, pensi di non essere più capace di interfacciarti con lui e alla fine lo abbandoni.”
“Il tema da combattere è quello dello stigma - rimarca Lazzarotto -. La nostra missione è quella di aiutare la comunità a sostenere queste persone, per quanto possibile. Anche le famiglie, delle volte, allargano i loro livelli di frequentazioni e di amicizie. Succede qualcosa di simile anche coi volontari. Anche per loro è a volte un’occasione di allargamento della loro prospettiva di quotidianità e ne ricavano quindi un beneficio.”
Il prossimo step del progetto sarà quello di trovare i volontari per il Centro Sollievo di San Giuseppe di Cassola.
Venerdì 15 marzo si terrà una serata di presentazione, aperta a tutta la cittadinanza, nella sala civica del Centro Diurno Anziani di via Sanzio a San Giuseppe.
Seguiranno quattro giornate di formazione, sia per i volontari già attivi che per gli aspiranti volontari, a cura dell’Ulss.
Il programma si concluderà a giugno, dopodiché, nel mese di luglio, i nuovi volontari svolgeranno un periodo di tirocinio nei Centri Sollievo già attivi sul territorio.
Il tutto per preparare la partenza del Centro di San Giuseppe, prevista nel mese di settembre.
La morale che scaturisce da questa e da altre simili iniziative è edificante: quella di una comunità che si mette a disposizione per favorire l’autonomia e la dignità di chi, colpito da una forma ancora lieve di decadimento cognitivo, non è più in grado di pensarci da solo.
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