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Rione Sanità
Ospedale e Ulss 7: intervista al sindaco di Bassano Elena Pavan. “I problemi ci sono, nessuno li nega, ma non vanno strumentalizzati. Confido che prevalga l’equilibrio e il buon senso perché l’Ospedale non diventi un Tribunale 2”
Pubblicato il 09 giu 2022
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Sindaco di Bassano del Grappa, presidente dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7.
Elena Pavan risponde alle domande di Bassanonet sul tema del momento, anche se è un momento che dura da molte settimane, come da raccolta firme nei gazebo del coordinamento dei consiglieri di Area Vasta e come da martellamento pneumatico di qualche campagna mediatica.
Mi riferisco ovviamente alla situazione della sanità locale e nella fattispecie dell’Ospedale San Bassiano e dell’Ulss 7 Pedemontana.
Foto Alessandro Tich
Dopo i due editoriali (“Rischiatutto” e “Fort Apache”) con cui su questo portale ho posto alcune questioni centrali per l’analisi di ciò che sta accadendo, sentiamo ora la voce del sindaco: anche come diritto di replica alle considerazioni con le quali più volte, su questo attuale nervo scoperto dell’attualità cittadina, l’ho chiamata ed è stata da altri chiamata in causa.
Sindaco Pavan, di sanità si parla dalla mattina alla sera in queste settimane. Lei come vive questa situazione di tensione?
La vivo con molta attenzione e anche con molta preoccupazione, perché oggettivamente la campagna che si sta facendo contro la nostra sanità secondo me rischia di generare un danno molto grande. I problemi ci sono, non vengono negati, però bisogna analizzare che problemi sono e ci si accorge che questi sono problemi comuni anche ad altre Aziende Sanitarie, dovuti a elementi oggettivi e purtroppo anche storici come ad esempio la carenza di medici o il fatto che, causa Covid, nei due anni precedenti le visite e le prestazioni sono state sospese per ben tre volte, andando quindi ad aumentare il numero delle visite e prestazioni nelle liste di attesa. Quindi alcuni problemi sono oggettivi, dall’altra parte probabilmente c’è anche un’attenzione su queste problematiche un po’ troppo agitata, che fa percepire i problemi dell’Ospedale in maniera più grave di quelli che sono nella realtà.
“Percepire” in che senso?
Perché c’è effettivamente una preoccupazione generalizzata da parte delle persone rispetto a quello che sta accadendo nell’Azienda Sanitaria. Però io credo che anche le azioni che l’Azienda sanitaria ha cercato di porre in essere per rimediare a tutta una serie di problemi oggettivi dovrebbero essere spiegate in maniera molto semplice e molto aperta alla cittadinanza. E probabilmente questi passaggi di comunicazione non sono sufficienti e non sono adeguati. Io spero che si arrivi un attimo a fermarsi, a respirare, a sgonfiare un po’ la tensione di questo momento perché si possa lavorare con serenità a risolvere quei problemi che neanche l’Azienda Sanitaria nega esserci.
Ci sono comunque problemi, ci sono polemiche, c’è di tutto e di più. In un mio editoriale io ho puntato l’occhio sulla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7, da lei presieduta, che probabilmente anch’essa non comunica più di tanto, nel senso che non si sa bene che cosa stia facendo. Che cosa ha fatto la Conferenza dei Sindaci fino adesso?
Lo scorso 12 maggio la Conferenza dei Sindaci ha diramato un comunicato stampa che descriveva ciò che noi, come sindaci del Bassanese, abbiamo fatto rispetto a questa situazione. Ancora da marzo abbiamo iniziato a incontrarci tra di noi, a fronte di questo aumentare della discussione attorno al tema sanità, e abbiamo fatto l’elenco di tutte le problematiche oggettive che i cittadini di ciascun Comune riportavano ai propri sindaci.
Abbiamo steso un elenco e io personalmente ho confezionato una lettera, indirizzata all’assessore regionale Lanzarin e per conoscenza al Dg Bramezza, nella quale chiedevo per conto di tutti i colleghi del Bassanese un incontro al fine di avere dei chiarimenti e capire qual era la situazione rispetto a liste di attesa, a prestazioni e anche interventi che vengono dirottati su altri ospedali e a una generalizzata situazione di preoccupazione forte che si vive a livello collettivo sull’andamento del nostro Ospedale.
Che esito ha avuto la lettera?
La lettera è stata spedita agli inizi di aprile. Alcuni giorni dopo c’è stato un incontro con l’assessore regionale che ci ha fornito delle risposte, dei dati e assieme a lei abbiamo fatto anche un altro incontro col direttore generale, con la direzione sanitaria e anche con alcuni primari nel quale sono stati forniti ulteriori dati che dimostrano che l’Ospedale a livello di numeri addirittura funziona meglio nel 2021 rispetto al 2019 ante Covid. Rispetto ad alcune questioni ci sono state spiegate le motivazioni che hanno portato ad esempio a proporre ai pazienti di andare a fare le visite appunto a Santorso piuttosto che ad Asiago, per ridurre proprio i tempi delle liste di attesa. La situazione è sembrata meno grave, sostenuta anche da dei numeri incoraggianti e anche da una serie di azioni che effettivamente la direzione sanitaria ha posto in essere per cercare di rimediare a questi problemi che, ripeto, non sono stati negati. Abbiamo chiesto come sindaci di poter avere un incontro ogni tre mesi per capire l’andamento della situazione e abbiamo chiesto anche un’attenzione particolare nei confronti delle le persone che hanno dai 65 anni in su affinché a queste venga proposto di fare le visite nell’Ospedale più vicino ovverosia al San Bassiano. Su questo incontro è stata data comunicazione. Dall’altra parte sappiamo invece che c’è una parte politica, costituita da consiglieri comunali di centrosinistra, che sta un po’ cavalcando questa situazione di criticità e questo mal di pancia. E purtroppo credo che ci sia sicuramente una strumentalizzazione politica in questo.
Perché?
Perché se effettivamente vogliono dare voce a una preoccupazione dei cittadini, dall’altra parte, nei gazebo dove raccolgono le firme, smentiscono il loro intento civico laddove fanno i cartelli parlando di “15 anni di mala gestione leghista della sanità”. Credo che in tutta questa vicenda ci voglia in realtà molta responsabilità, perché si sta giocando col fuoco.
In un altro mio editoriale, al netto dei problemi reali che ci sono, ho proprio scritto questa frase: “Si scherza col fuoco”. Si scherza col fuoco perché si rischia di perdere l’Ulss 7. Qualcuno mi ha dato del “visionario”. Lei cosa dice al riguardo?
Che sono d’accordo col direttore Tich. Io credo che la situazione reale sia meno grave di quella percepita. Ripeto: i problemi esistono e nessuno li nega. Anche il voto che abbiamo dato l’altro giorno come Conferenza dei Sindaci, uniti come sindaci del Bassanese, al lavoro dell’Ulss Pedemontana è stato proprio un richiamo importante perché se altri territori si sono sentiti di dare il massimo dei voti a questa direzione, perché le loro richieste sono state ascoltate e accontentate, d’altra parte credo che questo territorio sia stato un po’ trascurato e le energie sono state investite altrove. Quindi abbiamo chiesto con forza che la disponibilità e la determinazione a risolvere i problemi che è stata applicata sugli altri territori venga applicata anche sul nostro Ospedale perché l’eccellenza che ha sempre avuto venga difesa, garantita e preservata.
Ma torniamo al “giocare col fuoco”…
Io ritengo, come ho già detto, che la situazione nella realtà sia meno grave di come viene percepita e credo che serva molta responsabilità, anche da parte dei consiglieri di opposizione, nel gestire questa partita in una maniera più appropriata e meno populista. Perché si rischia di ledere il rapporto di fiducia nei confronti della nostra sanità e si rischia di creare un danno reputazionale al nostro Ospedale che dopo diventa difficilissimo da recuperare. Si rischia anche, magari, di indispettire chi ha creato questa Asl, ovverosia la Regione, perché adesso si sono calmati i cugini o fratelli del Distretto 2 dopo anni di tribolazioni e adesso comincia a fare baccano il Bassanese. A Venezia potrebbero probabilmente anche pensare che questo è un territorio troppo inquieto e magari a un certo punto si sentiranno anche di fare altre valutazioni. È difficilissimo e politicamente molto pesante pensare che la Regione possa anche mettere in discussione l’esistenza autonoma dell’Ulss numero 7, perché ci sarebbero le levate di scudi non solo dei 16 sindaci del Bassanese, ma anche di quelli dell’Altopiano e del Distretto 2 dell’Alto Vicentino.
Perché tra noi sindaci, nonostante ci siano stati anche dei momenti di difficoltà di altri territori, abbiamo alla fine sempre riconosciuto tutti quanti il valore massimo, estremo e superiore di questa Asl.
Quindi in definitiva, cosa pensa ci sia da fare?
Adesso io credo che ci sia da lavorare. Spero che le cose si vadano a calmare, perché chi deve lavorare lo faccia in maniera e in una situazione più serena. Sono convinta, auspico e chiedo che chi deve lavorare lo faccia in dialogo con i sindaci, ascoltando comunque le voci del territorio e relazionando anche con puntualità su quali sono le problematiche e le modalità che pensano di attuare per risolverle, in modo che anche noi sindaci abbiamo a disposizione degli strumenti per spiegarle alla popolazione.
Ritorno a fare l’esempio delle persone mandate a Santorso o ad Asiago per dare in realtà il primo posto disponibile per smaltire prima le liste di attesa. Ma se non lo sappiamo la gente si trova solo a vivere dei disagi e a vedere introdotta una novità che per il Bassanese è una novità in negativo. Quindi confido e spero che prevalga veramente l’equilibrio, la coscienza e il buon senso nel gestire questa situazione che è una situazione complessa, perché le problematiche sono molte e molte di queste dipendono da elementi oggettivi e anche organizzativi dell’Ospedale che possono essere migliorati. Quello che spero è che le cose si ridimensionino, per non andare a distruggere un patrimonio importante che abbiamo, perché l’Ospedale non diventi un Tribunale 2.
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