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In principio fu Giulio Tremonti che disse: “Con la cultura non si mangia”.
Anche se il diretto interessato ha più volte smentito di aver mai pronunciato quella frase.
Poi arrivò Matteo Renzi che invece disse: “Per ogni euro in più investito in sicurezza, ci deve essere un euro in più investito in cultura”. E così, con i governi dell'ultima legislatura, la cultura - da Cenerentola che era - si trasformò in Principessa. Trovando nel ministro Dario Franceschini il suo Principe Azzurro (mi perdonino, per l'accostamento di colore, quelli di Forza Italia).
L'assessore comunale Giovanni Cunico e i candidati del PD Rosanna Filippin e Filippo Crimì (foto Alessandro Tich)
È il quadro, da me liberamente interpretato, che emerge all'incontro ospitato al Caffè dei Libri in città, intitolato “Cultura: da Roma ai territori” e organizzato dal Partito Democratico per la campagna elettorale. Un'occasione per presentare i risultati e i prossimi obiettivi del PD nel settore, sia sul piano nazionale che specificamente per Bassano del Grappa. Sul tavolo dei relatori siedono la senatrice uscente e candidata all'uninominale di Bassano alla Camera Rosanna Filippin, in veste di moderatrice; il deputato uscente, componente della Commissione Cultura di Montecitorio e candidato al plurinominale di Vicenza alla Camera Filippo Crimì e l'assessore comunale alla Cultura e alla Promozione del territorio Giovanni Cunico.
“La cultura è stata uno dei principali asset dei governi Renzi e Gentiloni - esordisce la sen. Filippin -. Il bilancio 2016 della cultura, confermato nel 2017, è stato di 2 miliardi e 100 milioni. La storia che “con la cultura non si mangia” è finita e le risorse del MiBACT sono aumentate del 37%.” “Non sono solo soldi - aggiunge -. Con l'Art Bonus e la nuova legge sullo Spettacolo è stata data nuova linfa alla cultura italiana. I musei nel 2017 hanno avuto 50 milioni di visitatori e 200 milioni di incassi in più, per un aumento del 20%.”
“Come PD questa è un'occasione importante e la cultura è il vero e proprio nostro brand nazionale - sottolinea l'on. Crimì -. I poli museali hanno registrato un aumento incredibile e alcuni siti in passato poco considerati, come la Reggia di Caserta, sono rinati. All'interno di queste azioni, secondo il principio di “1 euro in sicurezza e 1 euro in cultura”, in questo periodo di crisi dovuta alle azioni terroristiche abbiamo investito per creare una nuova generazione di fruitori delle iniziative culturali.”
Il riferimento è al Bonus Cultura per i neo diciottenni: ovvero la possibilità, per chi compie la maggiore età, di ottenere tramite una specifica App un bonus di 500 euro da spendere per l'acquisto di libri, audiolibri, eBook, biglietti o abbonamenti per musei, monumenti, musica, teatro, danza, cinema e quant'altro.
“Sono stati stanziati allo scopo 250 milioni di euro all'anno - riferisce il candidato e già componente di commissione -. L'anno scorso ne sono stati spesi 160mila e l'80% dei bonus erogati è stato speso per l'acquisto di libri. In un Paese dove il 40% delle persone non legge nemmeno un libro all'anno, è stato un risultato straordinario. Per la prossima legislatura la volontà è quella di garantire il bonus ai neo diciottenni in misura stabile.”
“Un altro risultato molto importante - prosegue Crimì - è stata l'istituzione dell'Art Bonus, l'agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali private a sostegno della cultura. Grazie a questo strumento nel Veneto sono stati investiti 30 milioni di euro per monumenti e opere d'arte. Anche il Ponte degli Alpini ha potuto usufruire di fondi previsti dalla legge sull'Art Bonus.”
“La legge sugli spettacoli dal vivo - continua - ha esteso la defiscalizzazione del 65% per i contributi privati a sostegno dei festival. Perché non utilizzare l'Art Bonus anche per Operaestate le cui buone pratiche, grazie al progetto Dance Well, sono state riconosciute a livello nazionale?”.
E a riguardo del nostro caro e vecchio Ponte Vecchio, il deputato uscente vicentino nonché aspirante alla riconferma alla Camera pronuncia la dichiarazione del giorno:
“Dovremo costruire un percorso che porti al riconoscimento del Ponte come patrimonio immateriale dell'UNESCO.” “La legge riconosce la possibilità del titolo di patrimonio immateriale per i monumenti - spiega Crimì -. Sarebbe un riconoscimento per “l'idea” del Ponte, e non per il Ponte come struttura che non è più quello del Palladio, per l'attaccamento del territorio nell'identificarlo come simbolo della città.”
Nell'occasione vengono forniti aggiornamenti anche su un altro importante monumento cittadino. “Oltre al Ponte, tra gli investimenti del governo a Bassano c'è anche il Tempio Ossario con uno stanziamento di un milione e mezzo per il suo recupero - rimarca l'esponente vicentino del Partito Democratico -. Ottima è stata l'azione dell'Amministrazione comunale che nel frattempo è riuscita a riaprirlo al pubblico. Ci sono stati dei ritardi soprattutto per le verifiche antisismiche ma l'Unità di missione ha annunciato che in autunno verranno affidati i lavori.”
“L'obiettivo nella prossima legislatura - conclude Filippo Crimì - è creare un Piano Cultura 4.0 che si attagli al territorio e sostenga le industrie culturali creative.”
“Il valore aggiunto di essere un partito nazionale - osserva l'assessore comunale Giovanni Cunico - è avere una rete di competenze e portatori di interesse che permetta di avere dei canali diretti e aperti per fare le cose. Il Ponte e il Tempio Ossario ne sono un esempio. Una rete di relazioni per poter contare su finanziamenti che ci sono.”
“Il ministro Franceschini - prosegue l'esponente di giunta nonché del PD - negli ultimi cinque anni ha dato il via a una stagione di investimenti e di visione ministeriale come non ce n'erano da decenni in Italia. A Bassano il Bonus per i neo diciottenni è stato utilizzato per allargare il pubblico giovanile di Operaestate e del Museo. Iniziative nazionali tradotte a livello locale come incentivo alla frequentazione della cultura che si traduce in investimento sociale.” “Negli ultimi anni - afferma Cunico - il concetto di investimento in cultura è radicalmente cambiato. Prima si considerava la cultura come un qualcosa al di fuori delle necessità del cittadino, riservata a una nicchia del 3% di società interessata a visitare un museo o ad andare a un concerto. La cultura è tutt'altro, dobbiamo intenderla come strumento di inclusione sociale.”
“Cultura è anche il superamento delle barriere culturali - dichiara l'assessore -. Il Comune con Operaestate ha vinto il quinto progetto europeo di inclusione sociale su temi delicati come l'immigrazione e l'identità di genere. L'idea di cultura significa aprirsi a tutta la società. Oggi dobbiamo vivere in una comunità aperta ed inclusiva e una cultura aperta ed inclusiva si deve realizzare. È una follia costruire muri, i muri non hanno mai fermato nessuno.”
In conclusione Rosanna Filippin parla di musei. Partendo dal museo cittadino: “Al Museo Civico il segno del cambiamento lo abbiamo visto. È diventato un luogo di vita.”
E chiedendo a Cunico di esprimere un'opinione su uno dei punti del programma per la cultura del PD: tenere aperti i musei fino a mezzanotte.
“L'apertura fino a mezzanotte riguarda i musei statali - risponde l'assessore comunale -. Il Museo Civico di Bassano resta comunque aperto almeno per due sere al mese fino alle 22.30-23, ospitando eventi. Abbiamo avuto sempre il pienone. Non tenendo aperte le porte e basta, ma con aperture serali “intelligenti”. Per ogni euro speso per l'organizzazione degli eventi e per il personale ne abbiamo incassati tre dalla bigliettazione, incamerando un piccolo tesoretto.”
Del resto, per una ex Cenerentola come la cultura, le ore serali fino a mezzanotte sono quelle migliori.
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