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Fatture false, piscina vera
Fatture false per 10 milioni: la Guardia di Finanza arresta quattro persone tra cui il “cervello” della maxi-frode: un 40enne di Romano d'Ezzelino, proprietario di villa con piscina e auto di lusso. Dichiarava al fisco 15mila euro l'anno
Pubblicato il 17 feb 2012
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Simone Girardi, 40 anni, residente a Romano d'Ezzelino in via Bortignoni 16/c, abita in una villa con piscina, possiede auto di lusso e molteplici altri immobili.
Eppure, nell'ultimo decennio, unitamente alla moglie aveva dichiarato un reddito medio annuo di appena 15mila euro.
Secondo i riscontri investigativi della Compagnia di Bassano del Grappa della Guardia di Finanza è lui il “dominus” di un clamoroso giro di fatture false che - per il solo anno 2009 - ha prodotto una frode fiscale pari a circa 10 milioni di euro.
Il cap. Pietro De Angelis, comandante della Compagnia di Bassano del Grappa della Guardia di Finanza, illustra i dettagli della brillante operazione (foto Alessandro Tich)
La maxi-frode, dopo quasi un anno di accurate indagini, è stata scoperchiata dalle Fiamme Gialle bassanesi che questa mattina all'alba hanno condotto un'imponente operazione sul territorio delle regioni Veneto e Lazio arrestando quattro persone, denunciandone altre sei ed effettuando 27 perquisizioni. Un quinto arresto è in corso di esecuzione in queste ore.
I dettagli della brillante operazione, condotta sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Bassano del Grappa Gianni Pipeschi, sono stati illustrati in tarda mattinata dal comandante della Compagnia di Bassano della Guardia di Finanza cap. Pietro De Angelis, a intervento ancora in corso.
Le indagini nei confronti del Girardi sono scattate nell'aprile dell'anno scorso a seguito della segnalazione di un militare della Compagnia, insospettitosi dell'attività condotta dal romanese nel suo ufficio ubicato in una via laterale di Viale Venezia e intestato alla “Telost”, una ditta di sua proprietà apparentemente operante nel comparto delle costruzioni edilizie.
Come è poi emerso dalle investigazioni, da quell'ufficio Girardi emetteva in realtà fatture per operazioni inesistenti - intestate a tre società fittizie, di cui due di Treviso e una di Rosà, facenti capo a dei prestanome - a favore di compiacenti e realmente esistenti società “utilizzatrici”, in gran parte ubicate nel Veneto.
Le società utilizzatrici pagavano la somma fatturata al Girardi, che poi la restituiva alle medesime - sempre attraverso l'articolato filtro di altre società cartiere - trattenendosi una percentuale.
In questo modo il presunto “cervello” della frode poteva disporre di un'illecita fonte di guadagno mentre le società compiacenti, grazie alle fatture a loro carico, inserivano costi fittizi nelle dichiarazioni al fisco, abbattendo il reddito a fine anno con indubbi vantaggi per l'ammontare delle imposte dirette e dell'Iva che il più delle volte - grazie all'ingegnoso sistema - risultava a credito.
Del complesso castello di carte avrebbero approfittato - in particolare - una società tedesca legalmente costituita da soggetti italiani e due aziende del Trevigiano, di cui una avrebbe frodato l'Erario per almeno 4 milioni.
Oltre al Girardi sono stati quindi arrestati M. R., 38 anni, residente a Montebelluna (TV); L. V., 38 anni, residente a Caerano San Marco (TV) e M. P., residente a Galliera Veneta (PD).
M. R. e L. V., rispettivamente, sono gli amministratori di due aziende utilizzatrici della provincia di Treviso mentre Pontarolo, commercialista, è legale rappresentante della già citata società tedesca.
A tutto e quattro i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Denunciate a vario titolo altre 6 persone, di cui 2 in provincia di Treviso e 4 in provincia di Vicenza.
La complessa indagine - condotta con l'ausilio di intercettazioni, accertamenti bancari, pedinamenti e sopralluoghi - non è finita.
Oltre alle 27 perquisizioni compiute questa mattina in varie località (Chioggia, Roma, Fontaniva, Montebelluna, Soave e Tombolo) e al quinto arresto in fase di esecuzione, le Fiamme Gialle hanno in serbo altre 23 perquisizioni. Non si esclude quindi che l'entità riscontrata della frode e il numero degli indagati possano sensibilmente aumentare nelle prossime ore.
Nel frattempo la Guardia di Finanza ha eseguito, nei confronti del Girardi, il “sequestro preventivo per equivalenza” della sua villa con piscina di recente costruzione di Romano d'Ezzelino e di altri due appartamenti di sua proprietà, ubicati ancora a Romano e a Vedelago (TV).
La misura di sequestro, come ha spiegato il cap. De Angelis, è stata disposta “a garanzia della restituzione dei beni all'Erario”.
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