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Attualità / Pubbliredazionale
Il tiglio è mobile
Sistemazione botanica dell’Oasi Parco RAASM a San Zeno di Cassola: “carico eccezionale” per lo spostamento e trapianto di un albero di 240 quintali, con l’ausilio di un’autogrù e di un carrello ferroviario
Pubblicato il 17 feb 2023
Visto 9.127 volte
Il tiglio è mobile.
Non qual piuma al vento però, come nella celebre opera di Verdi.
È alto infatti circa 25 metri e pesa 240 quintali.
Si tratta di uno degli innumerevoli alberi che caratterizzano l’Oasi Parco dell’azienda RAASM a San Zeno di Cassola e costituiscono la “casa comune” per i tantissimi animali che da una trentina d’anni hanno trovato qui il loro habitat ideale.
Tutte piante che sono collocate in specifiche zone dell’area verde: l’Oasi Parco è infatti caratterizzata dalla presenza delle principali famiglie botaniche, suddivise in aree omogenee nei diversi punti del Parco stesso.
Non fa eccezione la famiglia delle Malvacee, che comprende i tigli e che è collocata ai due lati del viale d’ingresso dell’azienda, denominato “viale dei tigli”.
Si tratta di una famiglia botanica diffusa nelle regioni temperate di tutto il mondo e di cui fanno parte, tra gli altri alberi, anche il gigantesco “baobab”, la pianta del cotone e del cacao.
C’era però un tiglio “fuori luogo”: un esemplare di una sessantina d’anni di età, albero a ceppaia con quattro fusti. Si trovava ancora nel punto in cui era stato piantato circa 35 anni fa, a un centinaio di metri di distanza dal luogo deputato per la sua famiglia e specie.
Da qui la decisione di trapiantarlo, nell’ambito degli interventi di sistemazione botanica dell’Oasi Parco.
L’intervento di espianto, trasporto e reimpianto del tiglio ha comportato una lunga e complessa operazione, per le caratteristiche della pianta e per la situazione logistica da affrontare.
Per la prima volta, dopo i numerosi trapianti già effettuati nella grande area verde RAASM, si è reso necessario caricare e trasportare l’albero “in piedi”.
Dovendo attraversare trasversalmente il viale d’ingresso in mezzo agli altri tigli, era infatti impossibile caricarlo orizzontalmente a bordo di un camion.
È stata pertanto incaricata una ditta specializzata che è giunta sul posto con un’autogrù di 60 metri di braccio, in grado di sollevare carichi fino a 130 tonnellate.
Ancora l’anno scorso il tiglio era stato sottoposto alla pre-zollatura alla base, e quindi alla zollatura nei giorni precedenti al trapianto. Per lo spostamento l’albero è stato opportunamente imbragato, espiantato e quindi collocato e assicurato sul piano di appoggio appositamente saldato su un carrello ferroviario di 150 quintali.
Per consentire il delicato trasporto del “carico eccezionale” sopra il carrello evitando le asperità del terreno, è stata creata una strada artificiale con grandi lamiere metalliche, che sono state di volta in volta collocate a terra prima del passaggio del pesante convoglio.
Alla fine il tiglio è giunto a destinazione ed è stato trapiantato nella sua nuova sede, sul lato destro dall’ingresso dell’azienda.
Iniziata di primo mattino con le varie fasi di preparazione, la complessa operazione è terminata poco prima di sera.
Gli interventi di sistemazione dell’Oasi Parco RAASM proseguiranno ancora.
In origine gli alberi, quasi tutti autoctoni, erano mescolati tra loro. Con questi trapianti le aree vengono omogenizzate in forma botanica. Ad esempio le querce erano mescolate con altri tipi di piante, oggi sono quasi tutte collocate in un’unica area.
La stessa cosa accade per tutte le altre famiglie di alberi. Non solo: suddividendo le piante per famiglie, per ogni famiglia vengono piantate le specie più importanti in modo che ogni area rappresenti al meglio la “botanica” della famiglia stessa.
Quando i lavori di sistemazione botanica saranno terminati, nell’Oasi Parco RAASM saranno rappresentate e opportunamente collocate tutte le famiglie e specie della flora che possono crescere alle nostre latitudini, dai muschi alle sequoie.
Il patrimonio verde dell’azienda comprenderà, tra le altre cose, anche i frutti dimenticati e i licheni come altre importanti tipologie vegetali: dalle piante carnivore a quelle velenose, da quelle parassite alle piante rampicanti, dai cactus ai bonsai assieme ai fiori di tutti i tipi.
A beneficiarne saranno la microfauna, l’avifauna e quindi l’ornitologia e le altre materie naturalistiche.
Il Geoparco, che racconterà la storia della Terra attraverso i massi e le rocce, completerà questo percorso dedicato al rispetto e alla conoscenza di Madre Natura, creando un contesto di biodiversità in ambito urbano e produttivo unico nel suo genere.
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