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Per 3 milioni di ragioni
Tra le tante persone che oggi hanno attraversato il Ponte degli Alpini riaperto per due giorni al transito c'è anche la dirigente regionale del MiBACT Renata Codello. Il contributo del Ministero per il restauro del Ponte passa dalla sua scrivania
Pubblicato il 25 mar 2017
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“Sono una cassa molto preziosa, in questo momento.”
L'ospite d'onore della giornata ci scherza su, con un'ampia dose di autoironia.
Ma quello che dice, in realtà, è la pura verità. Renata Codello è infatti il direttore del Segretariato Regionale del Veneto del MiBACT, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Il direttore del Segretariato Regionale del Veneto del MiBACT Renata Codello (foto Alessandro Tich)
La qual cosa ne fa una figura strategica per l'intervento di ripristino e consolidamento statico del Ponte degli Alpini: i 3 milioni di euro del contributo stanziato dal Ministero per il restauro del monumento-simbolo della città passano infatti dalla sua scrivania.
L'architetto Codello si trova a Bassano perché impegnata, nel pomeriggio, quale relatrice di una conferenza al Museo Civico, per il ciclo degli incontri degli “Amici dei Musei”, sul tema dell'architettura contemporanea a Venezia: argomento sul quale ha scritto anche un libro, edito da Marsilio. Ma la dirigente che tiene i cordoni della borsa del più cospicuo finanziamento per la rimessa in sesto del Grande Vecchio sospeso sul Brenta non può non dare una controllata al cantiere in fase di allestimento: anche perché lo richiede la sua funzione istituzionale.
E così, prima dell'appuntamento al Museo, viene organizzato un sopralluogo della funzionaria ministeriale sul Ponte Vecchio e alla base operativa della Vardanega a Palazzo Bonaguro.
Con un comitato di accoglienza davvero corposo: ad accompagnarla ci sono il vicesindaco Roberto Campagnolo, il titolare della Nico Vardanega Costruzioni Srl Giannantonio Vardanega, l'assessore Giovanni Cunico, il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) dell'intervento di restauro Diego Pozza, la direttrice del Museo Civico Chiara Casarin e il presidente del consiglio di quartiere Angarano Gianni Castellan.
Si aggiungono al gruppo anche due rappresentanti del comitato “Aiutiamo il Ponte”.
“Loro raccoglievano già i fondi quando voi non avevate ancora i finanziamenti per il restauro”, sottolinea spiritosamente al vicesindaco Campagnolo la super-informata dirigente regionale del MiBACT. Che in quanto a battute, espressioni di disponibilità e dichiarazioni positive non si tira certamente indietro, abbattendo una certa immagine stereotipata che potremmo avere nei confronti di un funzionario dello Stato.
Lo stesso sopralluogo, del resto, si svolge in un clima del tutto informale.
A favorire lo svolgimento easy della situazione è anche l'atmosfera del momento: è infatti il primo dei due giorni della provvisoria riapertura del Ponte al transito pedonale dalle 8 alle 20, prima che da lunedì e fino al 31 marzo venga concluso il montaggio e la messa in sicurezza del cantiere. I due corridoi di passaggio ai due lati del manufatto sono percorsi da un continuo via-vai di persone. Compresi i coloriti personaggi in costumi e biciclette d'epoca del gruppo Tweet Ride Italia, impegnati in una pedalata vintage tra Sant'Eusebio e il centro storico, che sbucano davanti a Nardini con le bici portate a mano proprio mentre il giro conoscitivo della referente ministeriale ha inizio.
All'interno della Grapperia, prima tappa della visita per una visione “esterna” del Ponte cantierato da una delle finestre del locale, alcuni dei ciclisti d'antan si fanno fotografare assieme al gruppo delle autorità e il sopralluogo, da occasione di incontro tra rappresentanti istituzionali, assume i contorni di una rimpatriata alla bassanese.
Idem dicasi per la sponda opposta, alla Taverna Al Ponte, dove Riccardo Torre, portavoce dei commercianti e degli esercenti di via Angarano, incontra la delegazione e regala alla rappresentante del Ministero una calamita “da frigorifero” che raffigura il Ponte.
Lei ringrazia, apprezza l'omaggio e lo esibisce anche con orgoglio al vostro cronista nella foto pubblicata nella photogallery in calce a questo articolo.
L'architetto Codello si gode il momento, conversa con chiunque, condivide un brindisi di benvenuto e concede interviste: ma in realtà, mentre passa vicino ai ponteggi in allestimento del cantiere, nulla sfugge ai suoi occhi. E quando la delegazione raggiunge il campo-base di Palazzo Bonaguro, nel box prefabbricato adibito a ufficio direzionale della Vardanega tiene un breve incontro a porte chiuse con il titolare della ditta appaltatrice Giannantonio Vardanega e il R.U.P. Diego Pozza. È il momento delle informazioni riservate tra addetti ai lavori, fondamentali per la definizione dell'erogazione del contributo.
“L'attenzione del Ministero su Bassano non è mai stata a questi livelli - dichiara a Bassanonet la dirigente del Segretariato Regionale del MiBACT a incontro concluso -. L'attenzione sul Ponte, sul cantiere, sui problemi ma anche sulle soluzioni che sono state prese o che saranno trovate, è molto alta. Tutti stiamo crescendo, la collettività cresce con questa cosa.”
“Il Ministero - prosegue - ha concesso un contributo di 3 milioni e l'intervento di restauro prevede una convenzione tra il MiBACT e il Comune di Bassano. In realtà questi soldi li dà a me, che faccio da ufficio cassa. Via via, io avrò il compito di sorvegliare l'avanzamento dei lavori, in base al quale pagherò al Comune di Bassano le tranche del finanziamento. Ho già pronto il primo pagamento, previsto per l'avvio del cantiere. Il Ministero mi ha dato a disposizione 1 milione di euro relativo al primo stato di avanzamento lavori, che coincide appunto con l'inizio del cantiere che è effettivamente partito, come ho potuto appurare oggi.”
“Il mio - conclude Renata Codello - è quindi un doppio compito: quello di erogazione dei fondi e di sorveglianza sull'effettivo svolgimento dei lavori previsti.”
Un ragionamento chiaro ed esplicito, con cui la città di Bassano non può che concordare pienamente. Per 3 milioni di ragioni.
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